PADOVA. Dopo due anni consecutivi di stop, il Governo ha dato di nuovo il via libera al «Decreto Flussi» per il 2011, decreto che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni. Gli extracomunitari che potranno entrare in Italia con regolare permesso di soggiorno saranno circa 90.000 in tutta la Penisola. Più di mille gli arrivi previsti fra Padova e provincia.
Il Governo non ha ancora effettuato la spartizione su base regionale e provinciale, ma, in relazione ai dati del 2007 (13.346 nell’intero Veneto e 2.400 a Padova) e del 2008, i sindacati e le associazioni umanitarie calcolano che nella nostra regione avranno la possibilità di mettersi in regola 8.000 stranieri, dei quali circa 1.100-1.200 nella nostra provincia.
Ancora una volta la domanda dovrà essere presentata via Internet e «vinceranno la lotteria Italia» soltanto quelli, che, in genere aiutati dalle associazioni a cui si rivolgeranno, che, probabilmente a partire da febbraio, faranno «click» prima degli altri per inviare la domanda telematica al Ministero dell’Interno. Intanto i sindacati e le altre parti sociali, che hanno partecipato nella settimana scorsa al Consiglio Territoriale per l’I mmigrazione, coordinato dal vice prefetto, Antonello Roccoberton, si sono dimostrati critici nel commentare l’indagine giudiziaria, condotta dai carabinieri, sulle domande con il trucco presentate, sino a pochi mesi fa, per regolarizzare colf e badanti.
Ad esempio la Cgil (il cui segretario provinciale è Andrea Castagna) non ha avuto nessuna difficoltà a rendere pubblici i dati definitivi, di cui dispone, relativi alla presentazione delle domande passate, poi, al setaccio anche dai carabinieri. Tramite l’u fficio immigrazione della Camera del Lavoro sono state presentate 705 domande (in tutto sono state 5.700). Di queste 604 sono subito accettate dallo Sportello Unico per l’Immigrazione perché gli stranieri erano in regola con i requisiti richiesti dalla normativa, 50 sono state sospese, mentre le rinunce successive sono risultate 51. «Carabinieri e magistratura hanno fatto non bene, ma benissimo ad effettuare l’indagine per individuare e colpire truffatori e truffati - sottolinea Alessandra Stivali, della segreteria generale della Cgil -. Noi del sindacato, però, non possiamo non dire che, se si sono potute verificare così tante illegalità, la responsabilità più grande va attribuita proprio alla normativa voluta dal Ministro Maroni, che ha riservato la possibilità di ottenere la regolarizzazione solo colf e badanti e non l’ha estesa alle altre categorie di lavoro».
24 dicembre 2010