lunedì 27 dicembre 2010

Anche la commissione Via accende il semaforo verde al revamping Italcementi

Fonte Il Mattino di Padova
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MONSELICE. Via libera al revamping Italcementi dalla commissione provinciale per la Valutazione di impatto ambientale (Via). Alla sequenza di pareri positivi già ottenuti, non senza polemiche, dal mega progetto per il rifacimento del cementificio monselicense, ieri si è aggiunto quello determinante della commissione Via. Che ha espresso il proprio parere positivo.  Sono state anche ascoltate le istanze dei primi cittadini dei quattro Comuni coinvolti: Monselice, Este, Baone e Arquà Petrarca.  Ora che ha incassato l'assenso della commissione Via, il revamping dovrà approdare sui tavoli della giunta provinciale per l'ultimo passaggio. E l'iter dovrebbe concludersi entro l'anno.  Ieri mattina la commissione, riunita al completo, ha esposto appunto i risultati dell'istruttoria, contenuti in un documento di 36 pagine. Un'analisi tecnica del progetto, che si è conclusa con il parere positivo. Tra le prescrizioni introdotte c'è anche una novità riguardo ai materiali potranno venire bruciati nel forno del cementificio: solo pet-coke e gasolio. Per qualsiasi altro combustibile dovrà essere riattivata la procedura di Via.  Al termine della lettura, i commissari hanno ascoltato il parere dei sindaci. Favorevoli Luca Callegaro (Arquà Petrarca) e Francesco Lunghi (Monselice). «L'opzione di una chiusura dell'Italcementi, senza sapere quando, non era percorribile - ha dichiarato Lunghi - mentre il revamping garantisce l'occupazione, la riduzione dell'inquinamento e la dismissione con bonifica del sito dopo 28 anni di attività».  Il sindaco di Este, Giancarlo Piva, insieme al collega di Baone, Francesco Corso, ha invece illustrato le ragioni del no: «Il parere della direzione regionale per i beni culturali si basa sul presupposto della convenzione tra Parco, comune di Monselice e Italcementi. Convenzione per noi illegittima, in quanto non ha coinvolto anche Este, Baone e Arquà. Quel presupposto illegittimo ha consentito a Soragni di scavalcare un parere negativo della soprintendenza ai beni architettonici». Il secondo ostacolo, secondo Piva, è la mancanza di un accordo di programma complessivo sul comparto cementifero, come previsto dalle norme del Parco. «E se proprio si vuole fare questo danno al territorio - ha aggiunto Piva - chiediamo di fare almeno il danno minore: massimo 15 anni e imporre i limiti emissione degli inceneritori più restrittivi. Come sindaco di Este sottolineo anche il tema dei trasporti, in quanto non è stato adeguatamente valutato l'impatto su Este, Ospedaletto e Saletto per il trasporto di tutte le materie prime dal Vicentino. Con danni alla salute dei cittadini, rischi per incidenti e danni ai manufatti stradali».
15 dicembre 2010

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