lunedì 27 dicembre 2010

«L'inceneritore svaluterà l'agricoltura»

 Fonte Il Mattino di Padova

ESTE. L'inceneritore di pollina rischia di far perdere ai prodotti dei Colli Euganei i marchi d'eccellenza. A sostenerlo è il comitato No Fly Zone dell'Estense, pronto a fornire nuovi argomenti per la bocciatura dell'impianto di Motta. «Con il decreto legislativo 228 del 18 maggio 2001 il legislatore ha inteso tutelare i prodotti alimentari tipici e pregiati dagli effetti ambientali perversi causati dagli impianti di smaltimento dei rifiuti - spiega il portavoce Francesco Montecchio - Considerato che nel territorio del Parco si coltivano prodotti che godono delle denominazioni come la Doc e la Dop, e visto che l'impianto di Motta verrà realizzato nelle immediate vicinanze del confine meridionale del Parco, tali prodotti potranno ancora godere di queste etichette pregiate? I prodotti agricoli che verranno prodotti nelle aree limitrofe all'inceneritore saranno ancora salubri? Potranno essere commercializzati?». Non solo. «L'idea di bruciare la pollina in un territorio che necessita di dotazione organica, di letame in primis, favorisce il fenomeno della desertificazione dei suoli - continua Montecchio - Problema tutt'altro che trascurabile in queste aree geografiche, come testimoniato dall'Arpav. La stessa Regione attraverso la Dgr 877 dell'aprile 2009 si propone, finanziandone gli interventi, "l'incremento della dotazione organica dei terreni attraverso l'apporto di letame o di materiale palabile assimilato"». Seguendo quanto espresso dalla Politica agraria comunitaria approvata nel 2003, Montecchio propone di «gestire le deiezioni animali in maniera diversa dall'incenerimento, mettendo in sintonia gli allevamenti senza terra con le aziende agricole prive di allevamenti, creando cioè la "banca del letame", così come avviene in altri Paesi europei». (n.c.

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