MONSELICE. Arrivano le prime immagini della «nuova» torre del revamping Italcementi. Nuova perché ridotta in altezza: misura 89 metri, 11 in meno rispetto agli iniziali 110 metri (121 sul livello del mare) previsti nel primo progetto del revamping Italcementi. La tecnologia rimane la stessa, salvo l'introduzione di un ulteriore sistema per l'abbattimento degli ossidi di azoto, brevettato da Italcementi. Quello che cambia è lo «sconto» di 21 metri sull'altezza, «promesso» negli scorsi mesi dall'ingegner Pesenti e puntualmente servito sul tavolo della commissione provinciale Via. Il nuovo progetto prevede per la torre una schermatura totale, con un effetto sull'azzurro, che dovrebbe mimetizzarla meglio nel paesaggio e mitigare l'impatto. I rendering elaborati dall'azienda mostrano il profilo della nuova torre come si staglierà sullo sfondo dei Colli Euganei. Tutto questo mentre si consumano gli ultimi, decisivi giorni nella marcia di avvicinamento al revamping. Mentre tutti attendono la decisione della Sovrintendenza, che pare arriverà la prossima settimana, a Monselice i comitati torneranno in piazza sabato. E ci si prepara al consiglio comunale di lunedì (convocato alle 19.30 al Kennedy). La novità è che la convenzione tra Parco, Comune e Italcementi dovrà probabilmente essere modificata. In che termini? Per semplificare, non è detto che al posto dell'attuale stabilimento ci sarà, allo scadere dei 30 anni, un grande prato verde. Il punto che rischia di non «quadrare» è quello che riguarda la previsione di un «credito edilizio», quando l'impianto sarà chiuso. Se l'area dovesse diventare verde pubblico (come previsto dalla convenzione già approvata dal Parco) viene da chiedersi dove sarebbe collocata la cubatura che verrebbe riconosciuta a Italcementi: date le dimensioni dello stabilimento, potrebbe portare a una nuova edificazione di notevoli proporzioni. Ecco quindi che la formulazione della convenzione dovrebbe cambiare. Il testo approvato dal Parco prevede l'impegno per la società a «cedere all'Amministrazione Comunale di Monselice l'area ripristinata, accettando la destinazione a verde pubblico». Mentre il Comune si impegna a riconoscere un «credito edilizio». Lunedì sera si voterà un emendamento, che non dà più per scontata la destinazione dell'area a verde pubblico con il suo passaggio al Comune di Monselice. Solo «qualora» ciò avvenisse, sarà riconosciuto a Italcementi un credito edilizio. Insomma, si lasciano tutte le porte aperte per quel che potrebbe accadere fra 30 anni, senza «ipotecare» già l'area con la previsione di un parco verde. Resta alta l'attesa anche per il parere che la Soprintendenza dovrebbe emettere a giorni, e che avrà un peso decisivo per le sorti del revamping. Dopo il primo parere tecnico di segno negativo, ma soltanto preliminare, e dopo il sopralluogo del Sovrintendente Ugo Soragni in azienda, l'altro ieri a incontrare il Sovrintendente sono stati gli esponenti dei comitati e alcuni dei sindaci contrari al revamping. Rappresentati i Comuni di Baone, Este, Torreglia, Ospedaletto, Solesino. Si fanno però sempre più insistenti le voci su un orientamento positivo del Sovrintendente, ora che la torre è «ridotta».
26 novembre 2010
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