lunedì 27 dicembre 2010

Pollina, non è detta l'ultima parola

Fonte Il Mattino di Padova
di Nicola Cesaro
4 dicembre 2010
ESTE. E' stata una pacifica invasione quella del comitato No Fly Zone a Palazzo Balbi. Una quarantina di persone si sono presentate ieri mattina davanti alla sede della Regione, per protestare contro la realizzazione dell'inceneritore di pollina a Motta d'Este. Il gruppo, incurante della pioggia e soprattutto dell'acqua alta, era partito da Monselice alle 7.14, sbarcando in laguna dopo un'ora di viaggio in compagnia del sindaco Giancarlo Piva.  Alle 10 lo stesso Piva e una delegazione del comitato erano attesi dalla presidenza regionale: ad accogliere la rappresentanza non c'era tuttavia il governatore Luca Zaia, bensì il suo braccio destro Fabio Gazzabin, capo della Segreteria. Piva è stato accompagnato da Gianni Menesello, Ermes Travaglia e Gabriele Campiglio. I quattro hanno consegnato ai vertici regionali le 2.700 cartoline di protesta firmate ad Este. Altre 300 sono state spedite singolarmente, attraverso il servizio postale. Alla riunione ha partecipato anche il consigliere regionale Santino Bozza, che ha portato con sé la delibera del Comune di Monselice che dà sostegno alla protesta di Este. «L'incontro è stato certamente positivo - commenta il primo cittadino - visto che la presidenza ha dimostrato sensibilità e attenzione verso le nostre posizioni». Ci sono dunque spiragli affinché la Regione fermi l'iter per la realizzazione dell'inceneritore? «Diciamo che il "sì" della giunta veneta, ultimo scoglio per dare il via ai lavori, non è così scontato - continua Piva - Ci è stato chiesto di elaborare un documento da inviare direttamente alla giunta, nel quale segnalare tutti gli elementi che, a nostro parere, l'istruttoria regionale non ha valutato attentamente. E' su questi elementi che si baserà la nostra battaglia all'impianto». Piva ha inoltre sottolineato l'esigenza di provvedere a realizzare un Piano energetico regionale, tesi condivisa dalla stessa presidenza: «Senza quel piano, ho auspicato che tutti i procedimenti, anche quello per l'impianto di Motta, vengano bloccati», chiude il sindaco. Mentre i quattro erano in udienza da Gazzabin, i quaranta sostenitori hanno atteso fuori da palazzo Balbi con slogan e striscioni di protesta.

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