Visualizzazione post con etichetta amministrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amministrazione. Mostra tutti i post

domenica 3 febbraio 2013

Lutto cittadino per l’addio a Barin

Il Mattino di Padoca
di F. Segato
28 gennaio 2013

SOLESINO. Domani alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di Solesino, il commiato dal sindaco Walter Barin. Prima della cerimonia funebre, un ultimo saluto gli verrà tributato davanti al Municipio, dove la salma sarà accolta da amministratori comunali e cittadini. Poi assessori e amici lo porteranno a spalla fino alla chiesa. Barin, 63 anni, lascia la moglie Rosanna, le figlie Marianna e Valentina, i genitori e i nipoti. Di professione era geometra, titolare di uno studio molto noto in paese. Eletto sindaco per la prima volta nel 2004 con “Solesino progresso”, era stato riconfermato a furor di popolo nelle elezioni di giugno 2009. Unico caso di riconferma per il secondo mandato consecutivo di un sindaco a Solesino. La notizia della sua morte, avvenuta l’altro ieri all’ospedale di Piove di Sacco dov’era ricoverato, si è diffusa ieri mattina tra i banchi del mercato domenicale, destando immensa commozione. Domani la giunta si riunirà per proclamare il lutto cittadino per la giornata di martedì. Tanti gli addii affettuosi e le attestazioni di stima per Barin.
«Un sindaco concreto», lo ricorda il direttore della Confesercenti, Maurizio Francescon, «sempre in grado di rispettare gli impegni presi nei vari incontri con i commercianti, spesso proprio nella sede dell'associazione, quella stesa sede che proprio lui, da neo sindaco, aveva inaugurato nel settembre del 2004. Con lui perdiamo un importante punto di riferimento per i problemi del commercio locale nonché uno dei sindaci, non solo a parole, schierati fino in fondo a difesa dei valori della propria città e della cultura sociale del nostro territorio. Una grande perdita per la Bassa Padovana». «Una persona davvero speciale: ha sempre lavorato con costanza e dedizione per il suo paese e per i comuni vicini»afferma il sindaco di Sant’Elena Emanuele Barbetta. «Ai suoi cari esprimo le mie più sentite condoglianze. Caro Walter, sentiremo molto la tua mancanza». «L’ho conosciuto 25 anni or sono come professionista e come uomo; niente a che fare allora con la politica. Ho apprezzato immediatamente la sua cordialità, il suo entusiasmo, la sua sincerità e la sua correttezza», è il ritratto che ne dà Antonio Battistella, sindaco di Ospedaletto Euganeo. «Ci lascia purtroppo una bella persona, una figura umana cui ero sinceramente affezionato, un amministratore capace di grande spessore politico». «Grazie per aver creduto in me. Sei sempre stato un modello di vita per tutti noi», il saluto dell’assessore all’ambiente Gianni Minazzo. Anche sulla pagina Facebook di Barin si susseguono i messaggi di cordoglio da semplici cittadini, amministratori e associazioni locali. Impegnato anche nel sociale, Barin è stato tra i fondatori della compagnia teatrale “La Gioiosa” e del gruppo sportivo Aesse Solesino.

martedì 14 agosto 2012

Bollette più leggere per il Comune

Fonte il Mattino di Padova
di Cristina Salvato

12.08.2012

LIMENA. Il Comune ha cambiato l’appalto per la fornitura elettrica e risparmierà oltre 200 mila euro in nove anni. Ha aderito alla Consip, la società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze, che lavora solo per le pubbliche amministrazioni e consente risparmi nei servizi. «Con il nuovo appalto», spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Selmin, «abbiamo dato in concessione alla Consip per nove anni la fornitura e la manutenzione dell’illuminazione stradale e dei semafori, per una cifra pari a due milioni di euro complessivi. Il risparmio che ne avremo sarà di circa 25 o 30 mila euro l’anno. In più otterremo diversi lavori che altrimenti avremmo dovuto pagare a parte». La Consip pagherà le bollette dell’illuminazione stradale (che si aggirano intorno ai 170 mila euro l’anno per il Comune di Limena), eseguirà la manutenzione ordinaria dei lampioni e dei semafori (altri 20 mila euro circa) e la sistemazione della messa a terra di tutti i 2.500 lampioni stradali (3 mila euro di lavori).
«Sarà sempre in carico alla Consip la tinteggiatura dei pali della luce», prosegue Selmin, «e la sostituzione entro il primo anno di 500 lampadine con quelle a basso consumo, che consentiranno di risparmiare energia». Entro il terzo anno di attivazione dell’appalto, saranno eseguite opere di manutenzione straordinarie, specie la messa in sicurezza dei quadri elettrici, per ulteriori 20 mila euro. «La novità sarà poi la posa di quattro impianti fotovoltaici», conclude l’assessore, «sulla palestra, sul tetto della scuola media, al nido Andersen e nella casetta del quartiere Del Medico. Gli ultimi tre renderanno le strutture autosufficienti dal punto di vista energetico». Infine, per poter segnalare guasti alla rete di illuminazione pubblica e al semaforo, è stato attivato il numero verde gratuito 800689444.

sabato 7 aprile 2012

Raccolta del verde troppo cara Il Comune obbliga al «fai da te»

Fonte L'Arena
di Vittorio Zambaldo

TREGNAGO. Sospeso il «porta a porta» per gli scarti vegetali: per smaltirli i cittadini devono andare all'isola ecologica
Il sindaco: «Il mantenimento del servizio avrebbe comportato aumenti tariffari del 10-12 per cento su tutti i cittadini, anche quelli senza il giardino»


 06/04/2012
Sparisce la raccolta del verde, cioè del materiale residuo di potature dei giardini, da parte del Comune di Tregnago, mentre rimane attivo lo smaltimento attraverso l'isola ecologica a disposizione gratuita dei cittadini. La decisione, assieme a quella di un maggior controllo sui conferimenti all'isola ecologica, ha provocato qualche disagio, con code al cancello dell'isola ecologica, motivate dal fatto che l'incaricato era tenuto a chiedere un documento di identità a chi entrava per il conferimento e la compilazione di una dichiarazione sul materiale trasportato. «Abbiamo tenuto il controllo del documento e annullato la dichiarazione», fanno sapere il sindaco Renato Ridolfi e l'assessore all'ecologia Claudio Ferrari, «perché abbiamo notato che con maggior controllo è crollato il conferimento di rifiuti da altri paesi, che portavano un costo aggiuntivo per le tasche dei tregnaghesi chiamati a pagare lo smaltimento». Dunque in questa stagione di potature si potrà continuare a portare all'isola ecologica i residui dei tagli ma non ci sarà più il servizio di prelievo porta a porta in una prospettiva di riorganizzazione e razionalizzazione dei costi. «Abbiamo scelto di sacrificare questo servizio», spiegano sindaco e assessore, «per non gravare ulteriormente sulle famiglie già oberate di spese in questo periodo di crisi economica. Il mantenimento del servizio di raccolta avrebbe comportato la necessità di aumentare la tariffa del 10-12 per cento, mentre ci sarà un aumento minimo, al 3 per cento, che è l'indice di adeguamento Istat all'inflazione, dato che la tassa era invariata da oltre due anni». Il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani è stato per il 2011 di 465mila euro, interamente coperti dalla Tarsu, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che è a carico dei cittadini. «Già lo scorso anno abbiamo raggiunto il 65 per cento di raccolta differenziata», fa sapere l'assessore Ferrari, «limite che la legge avrebbe imposto per quest'anno, ma per il 2012 contiamo di migliorare ulteriormente, grazie ai controlli più stretti all'isola ecologica». «In realtà è stato sospeso un servizio che negli altri Comuni non è mai stato erogato», aggiunge il sindaco, «ma era un qualcosa in più offerto ai nostri concittadini e che oggi potrebbe essere garantito solo con un aumento consistente della Tarsu. Peraltro non è giusto che la raccolta del verde, di chi dispone di grandi giardini attorno a casa, gravi su tutta la cittadinanza, anche su chi vive in appartamento: insomma, il verde di pochi non può essere pagato da tutti». Tuttavia per chi non volesse trasferire erba e ramaglie all'isola ecologica o non ne avesse la possibilità se non facendosi aiutare da qualcuno, il Comune ha deciso di mantenere la possibilità del prelievo a casa con un servizio a pagamento. È sufficiente richiederlo in Comune, pagare 10 euro a chiamata e 0,10 centesimi a metro quadrato del proprio giardino: è stato calcolato che il proprietario di una villetta con giardino e siepe di modeste dimensioni, che volesse utilizzare questo servizio, avrebbe un costo complessivo di una trentina di euro, chiamata e trasporto compresi. «A seguito dell'introduzione dell'Imposta municipale unica (Imu), la tassa sui fabbricati e sui terreni, da parte del governo, l'amministrazione ha scelto di mantenere inalterate e non aumentare le aliquote, nonostante i continui tagli dei trasferimenti statali che solo per il 2012 supereranno per Tregnago i 75mila euro», spiega il sindaco, «e nelle nostre intenzioni l'aumento dell'Irpef doveva portare nuove risorse per investimenti a favore dei cittadini mentre il ricavato sarà totalmente assorbito dai tagli dei trasferimenti statali».

venerdì 21 gennaio 2011

Sul calendario della Befana Comacchio replica a Piron

Fonte Il Mattino di Padova

Una e-mail con tanto di carta intestata del Comune. L'assessore Claudio Piron (Pd, ancora rito Letta?) si scaglia contro il calendario della Befana: «Un atto grave per l'uso privato delle istituzioni: si offendono milioni di morti innocenti e si contrabbanda una inesistente cultura localistica». E Piron punta l'indice sulla Provincia: «Perché avete buttato via 500 mila euro per un calendario offensivo della nostra vita civile?».  Replica così Leandro Comacchio, assessore leghista che ha curato l'iniziativa: «Dopo le polemiche sollevate dal sindaco di Solesino, mi sono trovato più volte a spiegare quali siano stati gli obiettivi perseguiti e ho sempre illustrato con la massima trasparenza i costi effettivi sostenuti dalla Provincia. A Piron evidentemente è sfuggita la sostanza». Ecco i conti: «Tutto il progetto, dall'ideazione alla realizzazione, dalla stampa alla distribuzione delle 50 mila copie è costato 18.000, dal quale va tolto il 30% sostenuto dagli sponsor» elenca Comacchio.  L'assessore evidenzia come a palazzo santo Stefano la "rivolta" dei Comuni si limiti finora a qualche pacco restituito. In ogni caso, il calendario ha significati precisi: «La Festa della Befana è una manifestazione molto amata dai bambini, e quasi tutti i Comuni, quello di Padova in primis, cercano ogni anno di organizzare qualcosa dedicato ai più piccoli. Come Provincia nel 2010 avevamo realizzato un libricino con giochi e disegni da colorare, dedicato alla tradizione della befana e contenente filastrocche, storielle, aneddoti in dialetto veneto per mantenere lo stretto legame tra territorio e festività. Quest'anno, la scelta è caduta su un calendario dedicato ai bambini dai 4 ai 10 anni, con un linguaggio semplice per dare ai bambini la possibilità di colorare e disegnare».
14 gennaio 2011

Il denaro risparmiato con gli addobbi devoluto alla scuola

Fonte: Il Gazzettino

Martedì 18 Gennaio 2011, Un Natale meno luminoso del solito, ma molto più ecologico. A pochi giorni dalla conclusione delle festività natalizie il Comune tira le somme sul progetto relativo all'eco-Natale. E il bilancio è positivo. I soldi risparmiati dal Municipio, che non ha fatto installare le tradizionali luminarie, sono stati girati all'istituto comprensivo solesinese: tremila euro, che serviranno per finanziare progetti scolastici. Le luci natalizie e altre iniziative collaterali sarebbero costate poco meno di 4 mila euro all'amministrazione, che ha preferito utilizzare i lavoretti degli scolari per abbellire il centro.
      «Abbiamo scelto, assieme ai commercianti, di non fare il tradizionale Natale con le luminarie - spiega il sindaco, Walter Barin - abbiamo quindi avuto il primo Natale ecologico». Utilizzando materiali riciclabili sono state create le decorazioni delle Feste e pure l'albero. «C'è stata qualche polemica, soprattutto politica - ammette Barin - ma credo che il valore del Natale non dipenda dal numero e dall'intensità delle luci. Credo dipenda di più, invece, dall'impegno che i bambini hanno profuso nel preparare le decorazioni. Inoltre abbiamo risparmiato parecchi soldi, che sono stati donati alle scuole del paese». Ma non è tutto. Grazie alla collaborazione con il bacino Padova3, che si occupa della gestione dei rifiuti nella zona, il Comune ha potuto distribuire ben 10 mila borsette di stoffa. Sacchetti biodegradabili e riutilizzabili, da usare invece delle sportine di plastica bandite dai negozi.

sabato 8 gennaio 2011

Fonte Il Mattino di Padova
Francesca Segato
PADOVA. "Il Comune di Padova non distribuirà il calendario della Provincia, perché lo considera diseducativo e irrispettoso della storia del nostro Paese". Anche il sindaco Flavio Zanonato si schiera contro il calendario realizzato dall'assessorato all'identità veneta della Provincia, che ha escluso il 25 aprile e il 1 maggio dalle festività ricordate, inserendo invece il BatiMarso e la Festa del popolo veneto.

"Le Feste civili e religiose si ricordano tutte e non dipendono dalle maggioranze che si alternano alla guida delle Istituzioni - spiega Zanonato - I cittadini hanno ben altri problemi e preoccupazioni, ma c'è qualcuno che invece di dare risposte concrete utilizza le Amministrazioni per fini di parte, ricorrendo ad armi di distrazione di massa per nascondere il vuoto di proposte che caratterizza la sua azione politica".

"Ci auguriamo che si tratti dell'ultimo episodio di questo tipo e che i rappresentanti della Lega in Provincia tornino ad occuparsi delle questioni, serie e difficili, che stanno a cuore alla nostra gente" conclude il primo cittadino di Padova.
5 gennaio 2011

Padova, calendario della Provincia troppo leghista e i comuni lo restituiscono

Fonte Il Mattino di Padova
Francesca Segato
SOLESINO. Una Befana un po'... smemorata. E' secondo il Comune di Solesino la protagonista del calendario 2011, stampato a cura della Provincia di Padova in 50.000 copie, da distribuire ai bambini di tutto il territorio padovano. Simpatico e colorato, ma con alcune «stranezze» che balzano all'occhio. Sono citati la Festa del papà, della mamma e dei nonni, il Martedì grasso, l'inizio della primavera, la Festa del popolo veneto (25 marzo). Mancano però due ricorrenze non proprio irrilevanti: 25 aprile e 1 maggio (ma c'è il 2 giugno). E il Comune di Solesino si indigna.

«Abbiamo voluto attingere dalla lingua veneta parole e modi di dire» sostengono l'assessore alla Cultura e Identità veneta, Leandro Comacchio e il presidente della Provincia di Padova, Barbara Degani, nella presentazione dell'iniziativa «per non dimenticare le nostre origini e per trasmettere a voi più piccoli le tradizioni antiche che ci caratterizzano da anni».

«Peccato che tra le varie ricorrenze - fa notare l'amministrazione comunale di Solesino - si evidenzi anche la 3ª edizione della Festa del popolo veneto, che non ci sembra trovar spazio fra quelle tradizioni venete antiche di cui si diceva nell'introduzione. Ma proseguendo ci accorgiamo che il 25 Aprile Festa della liberazione per noi italiani, viene citato come Pasquetta e San Marco, mentre il 1º Maggio, Festa nazionale del lavoro, è indicato come una semplice domenica non degna di particolari citazioni».

«Errori di stampa, come ci auguriamo, o il segnale di un "revisionismo storico" sicuramente poco adeguato per essere divulgato ai nostri giovani? Certo è che la Festa del popolo veneto non può assolutamente essere prevalente rispetto alle Feste nazionali sulle quali è basata la Costituzione della nostra Repubblica - continua l'amministrazione di Solesino - Proprio perché riteniamo che i nostri giovani abbiano il diritto di saperlo e di continuare a ricordarlo, siamo contrari alla divulgazione di un calendario che in questo caso sarebbe poco educativo. Invitiamo tutte le amministrazioni a rispedire il calendario alla Provincia, come farà questo Comune».
5 gennaio 2011

domenica 19 dicembre 2010

Ecco la torre abbassata di 21 metri

Fonte Il Mattino di Padova

di Francesca Segato  MONSELICE. Arrivano le prime immagini della «nuova» torre del revamping Italcementi. Nuova perché ridotta in altezza: misura 89 metri, 11 in meno rispetto agli iniziali 110 metri (121 sul livello del mare) previsti nel primo progetto del revamping Italcementi. La tecnologia rimane la stessa, salvo l'introduzione di un ulteriore sistema per l'abbattimento degli ossidi di azoto, brevettato da Italcementi. Quello che cambia è lo «sconto» di 21 metri sull'altezza, «promesso» negli scorsi mesi dall'ingegner Pesenti e puntualmente servito sul tavolo della commissione provinciale Via. Il nuovo progetto prevede per la torre una schermatura totale, con un effetto sull'azzurro, che dovrebbe mimetizzarla meglio nel paesaggio e mitigare l'impatto. I rendering elaborati dall'azienda mostrano il profilo della nuova torre come si staglierà sullo sfondo dei Colli Euganei.  Tutto questo mentre si consumano gli ultimi, decisivi giorni nella marcia di avvicinamento al revamping. Mentre tutti attendono la decisione della Sovrintendenza, che pare arriverà la prossima settimana, a Monselice i comitati torneranno in piazza sabato. E ci si prepara al consiglio comunale di lunedì (convocato alle 19.30 al Kennedy). La novità è che la convenzione tra Parco, Comune e Italcementi dovrà probabilmente essere modificata. In che termini? Per semplificare, non è detto che al posto dell'attuale stabilimento ci sarà, allo scadere dei 30 anni, un grande prato verde. Il punto che rischia di non «quadrare» è quello che riguarda la previsione di un «credito edilizio», quando l'impianto sarà chiuso. Se l'area dovesse diventare verde pubblico (come previsto dalla convenzione già approvata dal Parco) viene da chiedersi dove sarebbe collocata la cubatura che verrebbe riconosciuta a Italcementi: date le dimensioni dello stabilimento, potrebbe portare a una nuova edificazione di notevoli proporzioni. Ecco quindi che la formulazione della convenzione dovrebbe cambiare. Il testo approvato dal Parco prevede l'impegno per la società a «cedere all'Amministrazione Comunale di Monselice l'area ripristinata, accettando la destinazione a verde pubblico». Mentre il Comune si impegna a riconoscere un «credito edilizio». Lunedì sera si voterà un emendamento, che non dà più per scontata la destinazione dell'area a verde pubblico con il suo passaggio al Comune di Monselice. Solo «qualora» ciò avvenisse, sarà riconosciuto a Italcementi un credito edilizio. Insomma, si lasciano tutte le porte aperte per quel che potrebbe accadere fra 30 anni, senza «ipotecare» già l'area con la previsione di un parco verde. Resta alta l'attesa anche per il parere che la Soprintendenza dovrebbe emettere a giorni, e che avrà un peso decisivo per le sorti del revamping. Dopo il primo parere tecnico di segno negativo, ma soltanto preliminare, e dopo il sopralluogo del Sovrintendente Ugo Soragni in azienda, l'altro ieri a incontrare il Sovrintendente sono stati gli esponenti dei comitati e alcuni dei sindaci contrari al revamping. Rappresentati i Comuni di Baone, Este, Torreglia, Ospedaletto, Solesino. Si fanno però sempre più insistenti le voci su un orientamento positivo del Sovrintendente, ora che la torre è «ridotta»

26 novembre 2010