domenica 1 dicembre 2013

Solesinese, convenzioni contestate

Fonte Il Mattino di Padova
24 novembre 2013
di N. Cesaro

SOLESINO. Una denuncia alla Procura di Padova per presunti abuso e omissione di atti di ufficio, frode nelle pubbliche forniture, malversazione e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. A depositarla è il consigliere di minoranza Matteo Pegoraro, che ha anche depositato un atto di denuncia alla Corte dei Conti per presunta responsabilità erariale, all’Autorità per la Vigilanza dei Contratti pubblici, oltre che alla Guardia di finanza.
Pegoraro ha chiesto di fare luce su alcune operazioni svolte dal 2008 tra Comune (assessore allo Sport era allora l’attuale sindaco Roberto Beggiato) e Ucd Solesinese, società locale di calcio. Il consigliere contesta le convenzioni tra i due enti siglate nel 2008 che concedono senza alcun canone alla società l’uso dello stadio pubblico e nelle quali il Comune si faceva garante di un mutuo contratto dalla Solesinese per l’esecuzione di lavori di ampliamento degli spogliatoi e di acquisto e posa del campo sintetico. Contestato è anche il contributo annuo da 127 mila euro destinato alla società (fino al 2023) e l’affidamento della gestione degli impianti sportivi alla Solesinese senza alcuna gara d’appalto, oltre all’autorizzazione all’esecuzione di lavori allo stadio per oltre 600 mila euro.
Dall’amministrazione nessun timore di fronte alla richiesta di accertamenti: «La ristrutturazione del manto in erba sintetica ha permesso la vendita del terreno “Campo Alternativo” per la cifra di 950 mila euro. Inoltre, si è potuto concentrare l’attività del calcio a Solesino in un’unica struttura sportiva con un’ingente riduzione dei costi di gestione. Attualmente tale struttura è utilizzata settimanalmente da circa 300 tesserati. Ogni procedura è stata avvallata da segretario comunale, capoarea Ufficio Tecnico, Ragioneria e revisore dei Conti».

mercoledì 13 novembre 2013

Il Grande Fratello dei rifiuti Telecamere sui cassonetti

Arezzo, 24 settembre 2010 - La guerra del cassonetto a Subbiano è arrivata alla fase due. Non bastano i controlli dentro i sacchetti a fermare i furbetti della cartaccia. E allora Ilario Maggini, il sindaco 007 antirifiuti, ha pronto un altro asso nella manica per stanare e multare quelli che arrivano a Subbiano per portare la loro spazzatura. Nei giorni scorsi Maggini si era messo a capo di una task-force composta anche dall’assessore all’Ambiente, da un vigile urbano e da un dipendente dell’ufficio tecnico. In un paio d’ore, grazie ai documenti ritrovati dentro le buste dell’immondizia, avevano accertato sette violazioni. Sette persone che erano arrivate a Subbiano a smaltire i rifiuti da altri Comuni, nella stragrande maggioranza dalla vicinissima Capolona. Ma un’ordinanza vieta di scaricare qui a non residenti e le multe sono salatissime: da un minimo di 160 euro fino a 500 in caso di recidiva.

Ma non è affatto facile, anche rovistando tra torsoli e fondi di caffè, trovare segni di riconoscimento che permettano di individuare con certezza i «proprietari» dell’immondizia che affolla i bidoni subbianesi. Estratti conto, lettere, scontrini del bancomat, tutto serve a individuare i «colpevoli». Ora ai controllori si sostituisce un occhio più attento. Un occhio tecnologico. A Subbiano, infatti, ci si prepara a mettere una telecamera sopra ogni cassonetto: un nuovo concetto di videosorveglianza, non più al servizio della sicurezza, ma dell’igiene urbana. Quaranta sono i contenitori di Centro Servizi Ambiente nel territorio del comune bassocasentinese, quaranta saranno le telecamere che la giunta ha intenzione di installare al più presto. Tutto servirà a inchiodare i trasgressori: la targa dell’auto, una fugace immagine del volto di chi getta la busta, altri segni distintivi che in due paesi di appena seimila anime tutti conoscono a menadito. Ma sarà soprattutto l’effetto deterrente a dare una mano a chi vuol tenere Subbiano più pulita e abbassare le tariffe dello smaltimento rifiuti. Sindaco Maggini, la sua crociata contro la spazzatura d’importazione non si ferma. «Devo dire che l’attenzione del giornale ha già dato i suoi effetti: nel giro di qualche giorno certe situazioni ormai al limite sono notevolmente migliorate. Ci sono cassonetti che erano davvero stracolmi: adesso sono quasi vuoti. Da non credere».

Segno che la linea dura fa i primi effetti?
«Sì, ma non ci fermiamo ai primi risultati positivi. Ci sono zone periferiche del comune come Poggio d’Acona, Castelnuovo e i paraggi del supermercato Sma che erano diventate davvero ingestibili. Ora, lentamente, si sta tornando alla normalità».
Adesso avanti tutta con le telecamere...
«La giunta ha già dato il via libera al progetto e ci siamo incontrati con alcune aziende che si occupano di servizi di videosorveglianza. Faremo partire in tempi brevissimi la procedura amministrativa e chiederemo tutte le autorizzazioni del caso alla prefettura. I tempi non sono ancora prevedibili, ma mi auguro che tutto sia pronto al più presto».
Prima i controlli dentro i sacchetti, adesso addirittura il Grande Fratello della spazzatura. Ma non le sembra di esagerare?
«Ma nemmeno per sogno. Sa quanto è costato in più alla comunità subbianese l’aumento esponenziale dei rifiuti registrato nell’ultimo anno? Glielo dico io: oltre 150 mila euro».
Sì, però anche il sistema delle telecamere avrà un suo costo...
«Dobbiamo ancora calcolarlo con precisione ma posso dirle che ogni telecamera potrà costare all’incirca 150 euro, installazione inclusa. Con l’aumento di costi che abbiamo registrato in un solo anno ce n’entrano addirittura mille di telecamere. Come vede non c’è paragone...».

Fonte
federico.dascoli@lanazione.net

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CADONEGHE. Anche a Cadoneghe le percentuali di raccolta differenziata da avviare a riciclo sono ottime e a breve saranno introdotte novità, come un maggior numero di campane per la carta e l’avvio sperimentale di un press container per la plastica, che, schiacciata, riempie meno i bidoni, con conseguente minor numero di svuotamenti e di costi. Ma è innegabile che debbano essere apportati degli aggiustamenti, specie nei comportamenti delle persone, che gettano i rifiuti nei bidoni sbagliati o le abbandonano. Esistono poi famiglie che non hanno mai utilizzato l’ecodard, che apre i press container del secco: l’amministrazione ed Etra le controlleranno tutte per vedere dove gettano le immondizie.
«Tradizionalmente il nostro Comune ha le percentuali di differenziata fra le più alte del Veneto», sottolinea l’assessore all’Ambiente Michele Schiavo, «e ormai è consolidato al 75%. Ciononostante, negli ultimi mesi riscontriamo un certo aumento del rifiuto abbandonato e questo finisce con il penalizzare la qualità della differenziata. Certamente si tratta di un comportamento di pochi (e fra l’altro, come riscontrato in passato, si tratta talvolta di non residenti) e, come da regolamento d'igiene ambientale, spetta alla polizia locale effettuare i controlli. Ciò non significa ovviamente che le pattuglie di vigili siano stabilmente e regolarmente destinate a tale controllo. Siccome non tutte le isole ecologiche sono controllate da telecamere, nel corso dell’anno prossimo abbiamo già stabilito di installarne». La buona notizia è che, per lo meno, le bollette sono inalterate da anni, nonostante l’aumento generale dei costi (carburante, costo del lavoro, energia) «proprio grazie al comportamento generalmente virtuoso dei cittadini» conclude Schiavo.
Il Mattino di Padova
Cristina Salvato
26 settembre 2013

MONTEGROTTO Saranno un deterrente anche per i piromani Rifiuti: telecamere anti pirati

 Fonte Corriere delle terme

27 agosto 2013

Due begli occhi elettronici contro i “pirati” delle immondizie. E contro i teppisti che, nelle scorse settimane hanno dato alle fiamme i recinti ecologici impiegati dal Comune per mascherare cassonetti e raccoglitori per lo stoccaggio differenziato. Passa dunque alle maniere forti l’assessore all’ecologia del Comune termale, Ivano Marcolongo, al puntuale ripetersi degli spettacoli, davvero indecorosi, che si verificano sui parcheggi di via San Mauro e via Marza. La prima delle due aree pubbliche è tempo nel mirino di conferimenti abusivi di rifiuti. «I sacchetti – ha spiegato l’assessore vengono abbandonati alla rinfusa attorno alle barriere ecologiche, anziché stoccati dentro i recinti. Chi non può accedere oltre i recenti sono solo i non residenti. È allora giunto il momento di identificarli a sanzionarli».
Ben più grave è la situazione in via Marza, a due passi dalla stazione ferroviaria. Dove le barriere sono state date addiritture alle fiamme da chi non ne ha evidentemente gradito l’installazione. Trasformando cosi il parcheggio circostante in un nuovo angolo di degrado cittadino, che ha fatto insorgere l’opposizione. «Oltre agli atti di teppismo – ha sottolineato l’esponente Pd, Omar Turlon – l’area di sosta è infestata dalle erbacce, le aiuole sono incolte lungo una strada che da 6 anni non è mai stata asfaltata. Via Marza è piena di buche ed è costellata da tombini sfondati. Di peggio non si può presentare agli occhi dei turisti appena arrivati a Montegrotto». Non basteranno quindi per le opposizioni solo le video camere di sicurezza per eliminare il degrado nella zona. Anche se l’Amministrazione è già pronta ad investire proprio sulle strade più a ridosso dello scalo ferroviario gran parte dei 100 mila euro incassati dalla Regione per la riqualificazione delle infrastrutture locali. «Davvero paradossale – rincara la dose il Pd – che l’Amministrazione ne spenda addirittura 110 dieci mila per la sicurezza stradale come rende noto tanto di mega cartellone pubblicitario proprio in stazione e non si accorge che a soli 50 metri scarichi abusivi di rifiuti e piromani, regalino puntualmente una volta una cartolina tutt’altro che edificante per l’immagine turistica della nostra città».

La denuncia: «Le vie del centro di Montegrotto invase dai rifiuti»

Fonte il mattino di Padova
di I. Zaino
22 settembre 2013

MONTEGROTTO. Continua il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti per le vie di Montegrotto. Il Circolo Pertini ha di nuovo immortalato sacchetti di immondizia lasciati per strada. Parte all’attacco il pertiniano Marino Campagnaro. «Siamo ancora in attesa che sia messo in funzione il nuovo ecocentro, come promesso pubblicamente dall’assessore all’Ambiente Ivano Marcolongo, nell’ultimo Consiglio comunale di luglio. Nel frattempo, però, il territorio continua a essere preso di mira da persone incivili che abbandonano rifiuti di ogni genere, non solo nelle aree o zone più decentrate, ma addirittura nelle vie centrali del paese». Quello che più fa imbestialire», prosegue l’esponente del Circolo, «è il fatto che chi dovrebbe vigilare o controllare, non vede, oppure fa finta di non vedere. Infatti alcuni rifiuti sono abbandonati da oltre un mese e nessuno ha fatto nulla per rimuoverli. Che non sia facile controllare il territorio è comprensibile, ma che non si voglia vedere quello che sta succedendo non è accettabile, non si possono lasciare i rifiuti abbandonati sotto gli occhi della gente e dei turisti soprattutto quando lo sono in zone di continuo passaggio».
Risponde l’assessore Marcolongo. «Invito il Circolo Pertini a chiamare la polizia locale o gli uffici per segnalare la presenza di rifiuti perché, specialmente in centro, è difficile che non vengano raccolti. A tutte le segnalazioni noi interveniamo, quindi prima di rivolgersi alla stampa potrebbero fare un servizio come normali cittadini. Inoltre annuncio già che entro breve sarà aperto il nuovo ecocentro che servirà non solo Montegrotto, ma anche Torreglia. Abbiamo infatti appena chiuso la convenzione e il ritardo è dovuto proprio a quest’accordo ulteriore che permetterà a due Comuni di risparmiare visto che entrambi sono serviti da Etra». L’ecocentro sarà aperto in zona industriale ai confini tra Torreglia e Montegrotto il mercoledì pomeriggio e il sabato per l’intera giornata.

Wi-fi gratis, 200 euro ai bar che offrono internet a tutti

Fonte Il Mattino di Padova
di V. Voi
13 novembre 2013

PADOVA. Novelli Hemingway seduti ai tavolini di un bar con un laptop al posto del taccuino. Turisti fai da te con mappe digitali. Studenti a caccia di connessione per scambiarsi appunti e dispense. Accendete l'antenna (del wireless), sono in arrivo 200 nuove connessioni ad internet wi fi, gratuite e senza registrazione. Sono quelle di altrettanti locali che il Comune punta a coinvolgere nel suo progetto di copertura wi fi della città grazie ad un incentivo economico e alla possibilità di usare il brand di palazzo Moroni, Padova Web.
Il progetto è stato presentato ieri dall'assessore al Commercio Marta Dalla Vecchia ed è stato approvato dalla giunta presieduta dal vicesindaco reggente Ivo Rossi, che ha fatto delle città smart la sua bandiera. E cosa c'è di più “intelligente” di una connessione ad internet diffusa e costante? «Abbiamo deciso di coinvolgere direttamente i pubblici esercizi» spiega la Dalla Vecchia, «perché insieme si può costruire una rete wi fi e dare un servizio migliore. Per i primi due anni incentiveremo l’apertura delle reti tramite un contributo economico ma siamo convinti che tra qualche tempo saranno gli stessi esercenti a rendersi conto che anche i clienti apprezzano il servizio».
L'iniziativa, che è stata concordata con le associazioni di categoria, prevede la stesura di un apposito bando da parte di palazzo Moroni per concedere un contributo di 200 euro ai locali, bar o ristoranti, che nei prossimi due anni decideranno di dotarsi di una connessione internet aperta e gratuita. Un fenomeno che in parte esiste già ma che fino ad ora si è affidato all'iniziativa personale di singoli ristoratori e, soprattutto, che rischia di produrre una selva di reti wi fi in cui è difficile orientarsi. Il bando del Comune prevede invece un unico nome, quello di Padova Web, sotto cui registrare tutte le reti. È lo stesso già attivo in molte piazze e vie della città, alle fermate del tram e nelle strutture pubbliche.
La scorsa estate il decreto del Fare aveva permesso l’apertura delle reti a chi si voleva connettere senza registrazione e grazie allo snellimento delle procedure la navigazione è molto più semplice. Il prossimo passo è, appunto, aprire nuovi hot spot anche nel locali come bar e ristoranti. Il bando prevede 150 contributi da 200 euro (per un totale di 31.500 euro totali a carico del Comune, comprese le tasse) ad altrettanti locali che ne faranno richiesta. Se il numero di domande dovesse superare quello dei contributi disponibili gli uffici di palazzo Moroni daranno la precedenza a chi ha presentato prima la richiesta e, soprattutto, a chi non ha installato all'interno del locale slot machines o apparecchi da intrattenimento che prevedono vincite in denaro. «In questo modo premiamo chi in questi anni ha fatto una scelta ben precisa» spiega l'assessore.
Per il vicesindaco Rossi i nuovi hot spot contribuiscono a portare Padova in una dimensione europea. «Ormai tutte le grandi città hanno il wi fi, è un servizio che cittadini e turisti apprezzano». Dopo l'approvazione del decreto del Fare Padova si è buttata a capofitto in questo nuovo canale aprendo tutte le postazioni esistenti, sia quelle lungo la dorsale del tram che quelle negli uffici pubblici. A metà ottobre la giunta ha poi approvato un progetto pensato specificatamente per le scuole cittadine con l'approvazione di 50 nuove postazioni wi fi negli edifici scolastici. Dato che solitamente le scuole sono posizionate nei punti nevralgici del quartiere saranno utili anche ai diversi rioni. «Con quel progetto stiamo procedendo» assicura Rossi, «ma abbiamo deciso di aggiungere un nuovo tassello con questo progetto pensato per gli esercizi pubblici».

lunedì 26 agosto 2013

Asma, nella Bassa ci si ammala il doppio

Fonte Il Mattino di Padova
23.08.2013
F.Segato

MONSELICE. Nel territorio dell’Ulss 17 ci si ammala più che altrove di patologie dell’apparato respiratorio. A sostenerlo è il consigliere comunale della Nuova Monselice Francesco Miazzi, con alla mano i dati allegati al nuovo Piano socio-sanitario della Regione Veneto. «Non va tutto bene dal punto di vista sanitario, come per anni hanno voluto farci credere sindaci e vicesindaci» attacca il consigliere del centrosinistra. «Ci hanno sempre detto che siamo nella media regionale. Sarà anche vero, ma leggendo lo studio che accompagna il documento per il Piano socio-sanitario 2011-2013 della Regione Veneto, sugli ultimi dati disponibili del 2009, a pagina 97 si evidenzia che sulle esenzioni per patologie croniche nel Veneto, l’Usl 17 risulta avere un tasso di patologie respiratorie più altro della Regione». In particolare, secondo i dati riportati in questo documento, sono 4.391 gli affetti da insufficienza respiratoria con un tasso del 24 per 1000, contro il 14 per 1000 della media regionale e l’8,2 per 1000 dell’Alto Vicentino, la zona con la percentuale più bassa. Un altro dato riguarda i malati cronici di asma, che sempre nell’Usl 17, ovvero nella Bassa Padovana, risultano 1.993 con un tasso del 21,4 per 1000, quasi il doppio della media del Veneto, che ha un’incidenza del 12,6 per 1000, e circa tre volte il tasso minore del 7,7 per 1000 che risulta nell’Usl dell’Alto Vicentino. «Questi dati sono tratti dallo studio del Coordinamento del sistema epidemiologico regionale, concluso nel 2010 e che non è mai stato portato di dominio pubblico» sottolinea Miazzi. «Ha sicuramente viaggiato nelle mani di specialisti del settore e di sindaci esperti. Sarebbe interessante capire se questo dato è stato analizzato dalla Conferenza dei sindaci dell’Usl 17 e quali conclusioni sono state tratte. Sarebbe altrettanto importante capire come sono distribuiti questi ammalati cronici e quali potrebbero essere le fonti inquinanti che provocano questi seri problemi alla salute. Ma come abbiamo visto in tutti questi anni, non c’è alcuna volontà di approfondire e si preferisce l’esaltazione dei dati che tranquillizzano o negano l’esistenza di un problema. Non siamo disponibili a subire questa logica e batteremo ogni strada per approfondire la questione evidenziata». «Non sono a conoscenza di questi dati» controbatte il sindaco Francesco Lunghi, chiamato in causa. «Credo che l’Usl farà le opportune verifiche, ma mi sembra che Miazzi punti ancora una volta ad attaccare i cementifici». Già negli scorsi anni la polemica si era accesa sui dati della mortalità per tumore nella Bassa Padovana: dati in linea con la media regionale, come dimostrava uno studio dell’Uls sulla mortalità tra il 2004 e il 2008.

Albignasego: Aminato, denuncia per venti famiglie

Fonte il Gazzettino
23.08.2013
di F. Cavallaro


domenica 21 luglio 2013

Rifiuti nel Padovano e rischio mafie Interrogazioni Pd

Fonte Il Mattino di Padova
di E. Sci.
6 luglio 2013

Sono stati accusati di sotterrare i rifiuti, invece di smaltirli, in una delle isole più belle del Mediterraneo (Ponza); ma anche di associazione a delinquere, ricettazione, traffico illecito di rifiuti, abuso edilizio, inquinamento delle acque.
Si tratta di alcuni membri del consiglio di amministrazione della De Vizia Transfer spa, una società di igiene ambientale operativa nella raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi. Risultano proprietari Vincenzo De Vita e Marisa Lombardi, mentre nel consiglio di amministrazione siedono i figli Nicola De Vizia, Emilio De Vizia e Albina De Vizia. Nicola è stato condannato dal tribunale di Treviso a 4 mesi per non aver fornito ai lavoratori dell’azienda adeguate misure di prevenzione e sicurezza. La ditta ha sede legale a Torino, quella amministrativa nella provincia di Avellino e sedi operative anche in Veneto e, in particolare, nella Bassa Padovana (nella foto uno scorcio del centro smaltimento). Dettaglio che ha allarmato i parlamentari Alessandro Naccarato e Margherita Miotto, entrambi del Partito Democratico. Così hanno presentato un’interrogazione al Ministero dell’ambiente e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Anche i consiglieri regionali Piero Ruzzante e Mauro Bortoli presenteranno analoga interrogazione in consiglio regionale.
«Non c’è nessun automatismo tra i fatti accaduti in altre province e Padova», precisa Naccarato, «ma la storia della De Vizia impone maggiori controlli». Sul tavolo della discussione anche il modo in cui questa società di Avellino sia entrata a gestire i rifiuti nel padovano: «un soggetto già segnalato ripetutamente merita attenzione pubblica ed allarme».
Deputati e consiglieri chiedono la “white list” con tanto di idoneità alla trasparenza.(e.sci.)

Tares, battaglie sulle tariffe Sgravi per gli over 75 e disabili

Fonte La Nuova di Venezia
di FDG
29 giugno 2013

MIRANO. «Aumenti contenuti e molte agevolazioni, anche grazie ai cassonetti a calotta». Così il centrosinistra sulla Tares, ma in Consiglio è comunque battaglia per approvare il regolamento sulle tariffe. «La logica che chi produce più rifiuti deve pagare di più», spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello, «rischiava di andare a discapito delle famiglie numerose. Abbiamo scelto così di tutelare le utenze domestiche, per non incidere sulla quotidianità dei cittadini». Nel provvedimento sono contenuti sgravi per i nuclei familiari composti da una sola persona, anziani over-75 e disabili. «Abbiamo mantenuto l’aumento medio al +3,58% rispetto alla vecchia Tarsu: un risultato che si pone in contrasto rispetto alla tendenza nel resto del Paese e in cui va letta la volontà di essere sostegno per i cittadini e le attività produttive». La minoranza però non fa sconti. Per Marina Balleello (Pdl), Marco Marchiori (M5s) e Giampietro Saccon (Lega): «Non sono arrivate soluzioni innovative nella gestione dei rifiuti, né benefici ambientali ed economici a vantaggio dei miranesi». (f.d.g.)

Tares, 980 famiglie pagheranno di meno

 Fonte La Nuova di Venezia
di GP Del Gallo
19 luglio 2013

CINTO. Il Commissario Natalino Domenico Manno ha le tariffe Tares pronte. Dalla prossima settimana perciò le famiglie riceveranno la comunicazione di quanto dovranno pagare con la Tares, la nuova tariffa sui rifiuti che ingloba al suo interno anche altri servizi al cittadino. Delle 1337 famiglie cintesi, ben 980 pagheranno un importo inferiore a quello dello scorso anno, 210 nuclei famigliari avranno un aumento del 5%, mentre i 147 più “siori” avranno un aumento dal 6% fino al 25% sempre prendendo come base di calcolo, l'importo dello scorso anno ed i 0,30 cents/m2 obbligatori per legge. Ma il Commissario Natalino Manno, è intervenuto anche sugli importi dovuti dai 98 locali pubblici, approvando una riduzione in base alle categorie merceologiche ed alla superficie occupata, che arriverà al 45%. L'operato del Commissario Manno, forte di trascorse esperienze analoghe , non conosce incertezze: «Cinto è un piccolo comune che funziona e dove non ho riscontrato situazioni di particolari criticità», spiega il dottor Manno, «ma certo è che non bisognerà perdere i finanziamenti, perciò come Commissario sto portando a termine quei lavori che hanno ormai la copertura finanziaria come la pista ciclabile, oltre al già deliberato contributo di 800.000 euro per i comuni di confine». Manno ha poi notato qualche piccolo problema nel Bilancio «Quindi», ha detto, «mi vedrò costretto ad apportare alcune modifiche». «Verranno valorizzate tutte le associazioni di volontariato» spiega il Commissario, «e sul centro prelievi ho già alcuni nomi di infermieri disponibili con i quali il Comune potrà sottoscrivere una convenzione mentre per Casa di riposo la situazione è più complessa a causa di una vertenza legale».

Nuova Tares, pronte le tariffe Sgravi per un milione di euro - Venezia

Fonte La Nuova di Venezia
di Francesco Furlan
20 luglio 2013

Il percorso è ancora lungo, ma i paletti sono stati conficcati nel terreno. Ieri mattina la giunta ha approvato il piano tariffario della Tares (la nuova tariffa dei rifiuti) che ora dovrà passare l’esame delle commissioni prima di approdare, la settimana prossima, in consiglio comunale per il voto definitivo, dopo che lunedì è stato votato il piano finanziario da 96 milioni di euro. La ripartizione tariffaria della Tares ai tempi delle crisi prevede alcune novità, a partire da quel milione di euro che dovrebbero saltar fuori proprio dalla Tares e che invece metterà il Comune. Esentati dal pagamento della Tares saranno le famiglie in maggiore difficoltà economiche, le scuole paritarie, come era stato sollecitato da consiglieri come Cesare Campa e Renzo Scarpa, e le associazioni o le realtà impegnate nelle attività sociali. Tra le novità introdotte gli sgravi per i negozi di vicinato, anche a Mestre. Fino ad ora la riduzione, del 50%, valeva solo per i negozi di vicinato del centro storico, così da sostenere il piccolo commercio in una città come Venezia, mentre con la nuove tariffe Tares lo sconto sarà spalmato anche sui negozi mestrini, per cui sia in centro storico che a Mestre ci sarà una riduzione del 25%. Tra le altre novità che riguardano i commercianti anche la possibilità di ridurre la superficie del locale usata per il calcolo della tariffa qualora non si usassero tutti gli spazi. Un esempio: se una pizzeria ha una superficie di 100 metri quadrati ma, a causa della crisi, usa una sola sala da 50 metri quadrati, solo quest’ultima superficie verrà presa in considerazione ai fini del calcolo Tares. «Una possibilità già prevista per le attività stagionali» spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin «ma che abbiamo deciso di allargare a tutti i locali, considerato il periodo di crisi».
La giunta ha cercato di venire incontro ai titolari di quelle attività, come i campeggi e gli stabilimenti balneari, che rischiano di dover fare i conti, in base ai nuovi calcoli imposti dalla legge, con aumenti stellari della tariffa. Per cercare di ridurli, anche in questo caso, Ca’ Farsetti ha pensato di ridurre la superficie presa in considerazione ai fini del calcolo. «Abbiamo lavorato per ridurre le superfici di calcolo del 30% eliminando quelle aree che effettivamente non possono essere considerati produttrici di rifiuti come, nei campeggi, i vialetti interni per spostarsi tra le piazzole», spiega il vicesindaco e assessore al Bilancio, Sandro Simionato, che aggiunge: «Per ciò che riguarda le famiglie, secondo i nostri calcoli, mediamente non ci saranno aumenti rispetto al passato».

Brugine - Parchi, alle 23 «tutti a casa»

Fonte Il Mattino di Padova
di Martina Maniero
12 luglio 2013

BRUGINE. Stazionare sì. Ma al massimo fino alle 23. E possibilmente senza far troppo baccano. Scatta il “coprifuoco” notturno nei parchi e nei giardini pubblici di Brugine.
A stabilirlo l’amministrazione municipale, in forza di un avviso che è stato affisso all’ingresso delle aree verdi comunali.
D’ora in avanti urla e schiamazzi non saranno più tollerati. Specie poi se in zona residenziale.
Dalle ore 22, nei parchi pubblici, non saranno più ammesse «attività rumorose di qualunque genere», si legge nell’avviso, e dalle 23 tutti a casa, perché scatta addirittura il «divieto di sosta».
Protestano i giovani del posto, per regole che definiscono «assurde» e che tolgono loro un luogo di ritrovo nelle calde serate d’estate, costringendoli «ingiustamente» a «frequentare bar o locali a pagamento» pur di poter tirar tardi la sera in compagnia.
Ma i divieti non finiscono qui. Alcuni di questi diktat, secondo i ragazzi, sarebbero stati superati dalla normativa nazionale (come l’obbligo di condurre il cane al guinzaglio e con la museruola).
Altri (quelli che regolano l’utilizzo di scivoli e altalene) risulterebbero addirittura in contrasto con la situazione attuale, che in molti parchi del capoluogo vede i giochi per bambini abbandonati al degrado.
Al momento, comunque, per i trasgressori non è prevista alcuna sanzione. Non si tratta infatti di un’ordinanza sindacale.
Il primo cittadino di Brugine, Davide Zanetti, trentatreenne, ne fa prima di tutto una questione di educazione. «I cartelli» ha spiegato «sono stati affissi dopo le segnalazioni giunte dai cittadini di diverse zone, ma sempre nei pressi di aree verdi, i quali lamentavano di non poter riposare a causa dei continui schiamazzi di alcuni gruppetti di ragazzi, anche in giorni feriali e ben dopo la mezzanotte».
«La buona educazione», prosegue il sindaco Zanetti,«ci insegna che la libertà di ognuno di ritrovarsi e passare qualche ora in compagnia è tale e va rispettata, finché non va a ledere la libertà di altri che, passata la mezzanotte, pretendono di poter riposare dopo una giornata di lavoro».
«Purtroppo», sottolinea Zanetti, «essendo venuta a mancare l’educazione, siamo stati costretti ad affiggere questi cartelli, con l’intento di risvegliare il buon senso civico di ognuno. Va ribadito che chi continuerà ad utilizzare le aree pubbliche educatamente e senza arrecare problemi ad altri, potrà tranquillamente continuare a farlo, godendosi un po’ di rifrigerio».

Scarica rifiuti prima del concerto ma viene filmato

 Fonte Il Mattino di Padova
di Paola Pilotto
14 luglio 2013

PIAZZOLA SUL BRENTA. Scarico abusivo di rifiuti in zona industriale durante il concerto di Mark Knofler. Ignoti hanno approfittato della confusione concentrata in Piazza Camerini per il festival, per eludere la vigilanza è abbandonare immondizie davanti alle fabbriche. Non è la prima volta che capita, immancabilmente quasi ogni mese c’è chi di notte pensa di sbarazzarsi dei rifiuti tra i capannoni dell’area di via Fermi. Stavolta però l’azione è stata ripresa in pieno dalle telecamere ed è al vaglio della Polizia locale dell’Unione dei Comuni Padova Nordovest per risalire ai responsabili. L’episodio è accaduto verso le 21 di venerdì sera, poco prima che l’ex chitarrista dei Dire Street salisse sul palco dell’anfiteatro Camerini. Attorno all’area concerti c’erano vigili, carabinieri e protezione civile per controllare l’afflusso dei 10.000 spettatori. Dall’altra parte della città, il silenzio più totale faceva eco al frastuono del festival. Un Fiat Ducato bianco, immortalato un’ora prima a far la ricognizione della zona industriale, è giunto indisturbato e con la massima tranquillità di fronte alla B.Elettra Srl, di via Olivetti 8. È uscito un uomo e ha svuotato il furgone contenente diversi sacchi di calcinacci e un mobile vecchio. Ieri mattina i titolari hanno scoperto la discarica, per l’ennesima volta. «Oramai non ne possiamo più» sbotta Filippo dell’azienda di impianti elettrici «Di tanto in tanto ci ritroviamo queste discariche davanti alle aziende. Stavolta però siamo riusciti a riprenderli con la telecamera esterna. Abbiamo visto tutto e fatto denuncia alla polizia locale. Lunedì consegniamo anche i filmati per risalire alla targa, che dovrebbe vedersi bene. E chissà che almeno una volta venga beccato il responsabile». Di fronte alla notizia, il sindaco Renato Marcon ha espresso massima soddisfazione per la collaborazione con le forze dell’ordine: «Con la quantità e qualità di servizi porta a porta, è inconcepibile che ci sia ancora chi abbandona rifiuti in giro».

Mai più raccolta dell’umido anche il sabato mattina

Fonte Il Mattino di Padova
di Nicola Cesaro
13 luglio 2013

ESTE. Arriva l’estate, il caldo si fa più stringente e l’umido in casa disturba più del solito. Quest’anno, però, a differenza dell’anno scorso, il sabato mattina nessun operatore passa a raccogliere l’umido. Già a inizio del 2013, infatti, le raccolte settimanali della frazione umida ad Este sono scese da tre a due: si mette fuori l’umido il lunedì e il giovedì e non più anche il sabato. La scelta, concordata da Comune e Bacino Padova Tre, comincia a suscitare i primi malumori, visto che con l’arrivo dell’estate aumenta anche il disagio nell’avere i rifiuti di questo tipo in casa. La problematica è stata segnalata anche nell’ultimo Consiglio comunale da Sergio Gobbo (Pdl). Il sindaco Giancarlo Piva ha spiegato il perché di questa piccola rivoluzione: «È stato necessario intervenire sulla spesa relativa al servizio di asporto rifiuti. Come amministratori abbiamo l’obbligo di rendere il servizio economicamente efficiente. Raccogliere l’umido il sabato era una spesa inutile: il terzo giorno di raccolta, il sabato appunto, ha statisticamente visto raccogliere ogni volta solo il 30% di quanto raccolto in uno qualsiasi degli altri due giorni». Tempo, personale e risorse sprecate, dunque. Chiude Piva: «Eravamo peraltro l’unico Comune a garantire tre raccolte settimanali. Ci siamo semplicemente adeguati alle abitudini, pur soddisfacenti, dei territori limitrofi». (n.c.)

venerdì 14 giugno 2013

«Il Veneto smantella i controlli sui rifiuti»

Fonte il Mattino di Padova
di V. Voi
4 giugno 2013

PADOVA. «La Regione sta mettendo in atto uno smantellamento dei sistemi di controllo in tema di rifiuti. In questo modo il Veneto rischia di trasformarsi in una grande discarica». Non usa mezzi termini il deputato padovano di Sinistra Ecologia e Libertà Alessandro Zan che ha deciso di dare battaglia all'assessore regionale all'Ambiente Maurizio Conte sui controlli agli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Lo fa con un atto formale: un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando in cui mette nero su bianco i dubbi e i timori di tutta la componente padovana del partito. Il nocciolo della questione sono i controlli sugli impianti da parte di organismi terzi, cioè controllori qualificati ed indipendenti che si relazionano direttamente con Regione e Arpav. «Con la delibera di giunta 863/2012 i controlli delle società terze nei confronti delle discariche vengono di fatto annullati» denuncia Zan, «e l'Arpav da sola non ha strumenti per poterlo fare. La delibera è stata adottata pur se in presenza di una mozione del consiglio, votata da entrambi gli schieramenti eccetto la Lega, che chiede di non adottarla»
. Nella sua interrogazione il deputato, già assessore all'Ambiente nel Comune di Padova, fa riferimento al «permanere di uno stato di crisi economica dell'Arpav» e al fatto che «ad oggi non sono stati confermati i contratti di 200 collaboratori e si va verso la riduzione da sette a uno dei laboratori di ricerca, rendendo impossibile lo svolgimento di un accurato e sereno lavoro». Insomma, ribadisce Zan, «le discariche e gli impianti di depurazione, anche quelli che scaricano in laguna, sono senza controllo. Fino ad ora gli impianti sono stati gestiti bene ma in caso di male intenzionati ci sarebbe un aumento del rischio per il nostro ambiente. Vorrei sapere dal ministro se intende intervenire visto che i cittadini continuano a pagare le tariffe».
Da parte sua l'assessore regionale Maurizio Conte difende la delibera votata lo scorso anno: «Noi non abbiamo tolto di per sé il controllo ma l'obbligo da parte del gestore di usufruire di un tecnico privato come elemento di controllo» spiega, «prima il gestore pagava la prestazione del tecnico esterno, ora la pagherà all'Arpav, tutto qua». L'assessore regionale non ha dubbi sulla capacità dell'ente di gestire la mole di lavoro. «Stiamo definendo con Arpav una sezione tecnica specifica che sarà autosufficiente dal punto di vista della gestione. Inoltre presenteremo la prossima settimana un piano per la riorganizzazione dell'agenzia che interessa la parte amministrativa e i laboratori, che verranno concentrati. Non vengono sicuramente meno il ruolo e l'azione che Arpav porta avanti».

Sono 35 le società venete che si occupano di acqua

 Fonte il Mattino di Padova
del 12/06/2013

L’europarlamentare padovano del Pd Franco Frigo ha presentato un’ interrogazione alla Commissione europea in merito ad un dazio austriaco ritenuto ingiusto sull’acquisto di autovetture dall’estero. Frigo afferma che la Mormverbrauchsabgabe (NoVa) è un nuovo dazio che l’Austria ha deciso di applicare come tassa ecologica all’acquisto di autovetture all’estero. Può raggiungere il 16% del valore dell’automezzo ed è applicata anche ai cittadini dell’Ue che hanno una seconda casa in Austria a meno che non dimostrino che l’autovettura non sia prevalentemente utilizzata nel territorio austriaco. Secondo Frigo ciò si configura come violazione della libera concorrenza all’interno dell’Ue coni seri alle concessionarie italiane che operano nelle regioni confinanti con l’Austria, a cominciare da quelle venete. di Filippo Tosatto wVENEZIA Sono 71 le «auto blu» a disposizione delle società partecipate della Regione Veneto. Il lessico non inganni: più che di vetture lussuose - simbolo di status e sinomino dei privilegi della Casta - si tratta di veicoli di servizio. Utilitarie, furgoni, autocarri, qualche media cilindrata e svariati carrelli elevatori in dotazione agli enti collegati a Palazzo Balbi. L’istantanea emerge dalla relazione presentata nel pomeriggio alla commissione Affari istituzionali e Bilancio del Consiglio regionale, convocata per discutere del piano di riordino societario e delle nuove regole in materia di utilizzo degli automezzi. A sollecitare notizie precise sull’entità e la distribuzione del parco-auto era stato il gruppo del partito democratico: l’assenza (giustificata) dell’assessore Roberto Ciambetti ha determinato un rinvio della discussione ma il profilo della questione appare sufficientemente delineato. La disponibilità dei veicoli è, comprensibilmente, concentrata nelle tre società - Cav (35), Sistemi territoriali (17) e Veneto Strade (7)- che si occupano di mobilità, autostradale e ordinarie. Veneto Acque dispone di 5 auto; Sis (parcheggi, parchi, giardini) ne conta 3; una ciascuno per Veneto Nanotech, Veneto Sviluppo, Insula (engineering), e Immobiliare Marco Polo. Nessuna dotazione per Svec, Terme di Recoaro, Veneto Innovazione, Rocca di Monselice, Rovigo Expo e Ferrovie Venete mentre non sono pervenuti i dati riguardanti Autovie Venete e College Valmarana Morosini. Da un primo colpo d’occhio non emergono situazioni anomale né le risorse messe a disposizione appaiono sproporzionate al fabbisogno. Un’opinione condivisa dal consigliere democratico Piero Ruzzante, componente della commissione, che però alza il tiro: «Abbiamo chiesto una relazione per fare chiarezza su questo capitolo di spesa, perché il numero dei veicoli di servizio ed il relativo costo di esercizio sono strettamente connessi al riordino e alla razionalizzazione delle società partecipate da capitale regionale, che la maggioranza promette da tre anni ma non ha mai realizzato». Di che si tratta? «Di porre fine a questa giungla di enti che finiscono con il sovrapporsi creando sprechi e confusioni. Comprendo le difficoltà di tagliare ma non è accettabile che in Veneto ci siano ancora 29 aziende che si occupano di trasporto pubblico, 35 che gestiscono le risorse idriche, altrettante che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. È questo il problema di fondo: sfoltire questa pletora di sigle equivarrebbe a ridurne i costi e a cascata ciò si tradurrebbe anche in un uso ottimale degli automezzi». Su questo fronte da tempo l’assessore Ciambetti è impegnato in un’opera di accorpamento e di razionalizzazione, ma gli ostacoli da superare ( leggi resistenze corporative ed equilibri politici-territoriali allergici alla spending) non mancano. Chi propende per una soluzione drastica del problema è Diego Bottacin di Verso Nord che propone l’immediata cessione di Veneto Sviluppo: «L'indebita ingerenza della politica nella gestione dei servizi produce inevitabilmente sprechi e distorsioni. Nella migliore delle ipotesi, parliamo di soldi buttati via, nella peggiore di spazi e fondi sottratti al libero mercato».

Video inchioda un’anziana che getta rifiuti

 Fonte Il Mattino di Padova
del 13/06/2013
di F. Segato

MONSELICE. L’occhio elettronico delle telecamere mobili incastra un’anziana che stava abbandonando un sacchetto di rifiuti. Primo risultato sul campo per le due telecamere mobili, acquistate circa un anno fa su progetto del consigliere delegato alla sicurezza, Emanuele Rosina. Giorni fa, una delle due telecamere, collocata nei pressi del centro commerciale “Il vivaio”, in via Ca’ Oddo, ha ripreso un’anziana che abbandonava immomdizie. Grazie alle immagini ad alta definizione, che permettono di risalire alle targhe dei veicoli ma anche ai volti delle persone riprese, per la polizia locale è stato possibile identificare l’anziana in questione. Che dovrà ora pagare una multa salata. «Le telecamere sono state utilizzate per video sorvegliare angoli sensibili della città» spiegano Rosina e il sindaco Lunghi «scoraggiando i malintenzionati che avevano preso di mira lampioni, monumenti e muri delle case che venivano sistematicamente imbrattati da scritte». Da un po’ di tempo vengono usate anche nei punti dove si abbandonano i rifiuti.

lunedì 25 marzo 2013

Este, argine sul Frassine trasformato in una discarica abusiva

Fonte il Mattino di Padova
di N. Cesaro
25 Marzo 2013

ESTE. Copertoni, flaconi di detersivo, rovinacci e polistirolo, ma anche un frigorifero e resti di una bicicletta. L’argine del Frassine diventa una discarica abusiva a cielo aperto. A segnalarla è stato un residente lungo via Argine Destro Brancaglia, la strada che costeggia il Frassine e collega la Sr 10 a Rivadolmo. Un percorso che segue il fiume e lungo il quale capita spesso e volentieri di notare spazzatura abbandonata.
Lungo la scarpata opposta all’argine, dove scorre un altro piccolo canaletto, sono stati scaricati sacchi di materiale inerte (polistirolo, plastiche, pietre e muratura), contenitori di plastica, cartoni e imballaggi, copertoni, cassette di plastica, fascine di rami secchi, pure una ruota di bicicletta e un frigorifero. A ripulire l’area sono arrivati gli operatori del bacino Padova Tre, che hanno lavorato dalle 6.30 fino alle 11. In qualche modo si cercherà di risalire a chi ha gettato i rifiuti.
Il fenomeno dei rifiuti abbandonati, «negli ultimi anni, è stato quasi annullato» confermano dal bacino. «Merito del senso di responsabilità dei cittadini, anche se è vero che abbiamo messo in campo iniziative di sensibilizzazione e di supporto operativo alla tutela dell'ambiente». Come il progetto “Città Pulita 2.0”, il servizio che permette di segnalare i rifiuti abbandonati attraverso il web: «Il progetto ha avuto un successo quasi inaspettato perché ci ha permesso di ridurre il tempo in cui i rifiuti restano a terra. Attualmente le segnalazioni sono quasi 250, su una decina stanno intervenendo oggi i nostri operatori. Il Comune più “segnalato” è Monselice. Nei casi di rifiuti non ingombranti, riusciamo a bonificare nel giro di 1-2 giorni dal momento in cui arriva la segnalazione web».

giovedì 14 marzo 2013

Per mille contribuenti il verde diventa un lusso

Fonte Il Mattino di Padova
di G. Andreoli
13 marzo 2013

VIGONZA. Batosta sul servizio di raccolta a domicilio del rifiuto verde e delle ramaglie. Dal 15 marzo il costo annuo del bidone da 240 litri raddoppia passando da circa 34 euro a 70,52, imposte incluse, con addebito in bolletta.
Ben pochi degli oltre mille utenti ne sono a conoscenza, perché la lettera del Comune con la notizia dell’aumento è arrivata solo in poche case. Fra coloro che l’hanno ricevuta c’è la famiglia Maniero di Peraga.
«Mi ha irritato il fatto che la lettera sia stata inserita in una busta che riporta la semplice dicitura “Informazioni importanti sul servizio di raccolta rifiuti” senza nessun altro avviso», dichiara la signora Maniero, «e pure il fatto che l’aumento, davvero spropositato, sia annunciato con soli 3 giorni di anticipo. Se si vuole disdire il servizio, come farlo con tempi così stretti? Darò il via a una raccolta di firme di protesta».
Ieri mattina, la donna è andata in Comune a chiedere la delibera dell’aumento. «Mi hanno detto che non c’è nessuna delibera», assicura.
«La decisione è dell’amministrazione comunale di Vigonza, che ha preferito applicare l’aumento sui servizi individuali», spiega il presidente di Etra Stefano Svegliado.
«Nessun aumento sulla bolletta dei rifiuti, l’unica modifica riguarda il costo per la raccolta porta a porta del verde, erogato a pagamento solo a chi ha aderito. Raccolta che viene effettuata ogni 15 giorni da dicembre a febbraio e una volta alla settimana da marzo a novembre. Una decisione che abbiamo preso per riportare a equità il costo del bidone del verde, che era piuttosto basso», precisa l’assessore all’Ambiente Alberto Rizzo. «Grazie anche a questo adeguamento non ci sarà l’aumento Istat sulle bollette dei rifiuti». Incasso previsto: circa 40 mila euro.
È possibile rinunciare al bidone riconsegnandolo allo sportello Etra. «Ma stiamo attenti», dichiara il capogruppo di opposizione Giuseppe Zanon, «a disincentivare si corre il rischio di tornare alla brutta abitudine di bruciare le ramaglie. Meglio sarebbe munirsi di un proprio trituratore». Chi non ha il bidone ha però delle alternative: il rifiuto verde può essere conferito al centro di raccolta su presentazione della tessera personale, il conferimento è gratuito fino a 10 mc all’anno; oltre questa quantità il costo è di 17,25 euro al mc. addebitati in bolletta.
Per conferimenti occasionali (non oltre 3 volte l’anno) è invece garantito un servizio su chiamata al numero verde di Etra (800247842) 48 ore prima del giorno di raccolta. Per un sacco alla volta il servizio è gratuito, da 2 a 10 sacchi vengono addebitati 5,75 euro a chiamata, oltre 10 sacchi bisogna chiedere un preventivo. A questo punto ognuno può fare le proprie valutazioni.

sabato 2 marzo 2013

Il primo candidato a sindaco di Solesino è un omosessuale

 Fonte Il mattino di Padova
01 marzo 2013
di F. Segato
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/03/02/news/il-primo-candidato-a-sindaco-di-solesino-e-un-omosessuale-1.6624977

SOLESINO. Il suo è già un volto noto, a livello locale e non solo. Perché, quando scoppiò lo scandalo del video omofobo di Zanon e Pedrina, candidati di Fratelli d’Italia, Matteo Pegoraro, 27 anni, di Solesino, rispose insieme al compagno Nicolò Moscardi con un contro-video. Cliccatissimo (oltre 8500 visualizzazioni su Youtube), sferzante e tenero al tempo stesso, per ribadire la normalità dell’amore tra un ragazzo e un ragazzo. A poche settimane dal “coming out”, Matteo Pegoraro torna ora a far parlare di sé: è infatti il primo candidato per le elezioni comunali di Solesino. E anche il primo nella storia del paese a essere dichiaratamente omosessuale. A sostenerlo, come ha anticipato lui stesso su Facebook, la civica “Solesino in movimento”.
«Siamo un gruppo di ragazzi e ragazze uniti dal desiderio di dare un volto nuovo a Solesino, indipendenti da maggioranza e opposizione uscenti» racconta «Con la prematura scomparsa del sindaco Walter Barin, si è aperto l’interrogativo su chi potesse portare avanti il suo percorso e nel contempo dare nuova linfa al paese, dal punto di vista ambientale, culturale e dell’urbanistica, con un occhio di riguardo in particolare per i cittadini colpiti dalla crisi. Abbiamo valutato insieme alcune idee forti per il rilancio del paese e deciso di metterci in gioco». 27 anni ad aprile, originario di Solesino, per la precisione della Pisana, Matteo è al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza, iscritto a Firenze. In precedenza ha lavorato a Firenze per i Servizi sociali ed è stato per un breve periodo assistente parlamentare di Donatella Poretti, radicale eletta nel Pd in Toscana. Ha girato l’Europa con l’associazione per i diritti umani "EveryOne" e poi ha rimesso radici a Solesino, dove ora collabora con l’associazione di difesa consumatori Tutor iuris. Sul suo personale credo politico, non si sbilancia: «Non mi sento rappresentato da un partito. A livello di valori, da omosessuale sono sempre stato per l’uguaglianza dei diritti, al di là delle etichette. Grillo? Molte idee sono condivisibili, a partire da ambiente e partecipazione, ma a Solesino volevamo una lista civica, indipendente anche dalla certificazione 5 stelle, per cercare di rappresentare tutti».
Dopo il suo video su Youtube, Matteo ha ricevuto centinaia di commenti di vicinanza, anche dal paese. Come pensa che reagirà, ora, Solesino, all’idea di un candidato sindaco gay? «L’impatto ci sarà, c’è nelle grosse città, figuriamoci in un paese di provincia» non si nasconde Matteo. «Mi auguro che la gente mi conosca per quello che sono, senza bisogno di esaltare nulla. Sono una persona omosessuale che ha un compagno, una famiglia e mi butto in politica come potrebbe farlo qualsiasi altra persona».

domenica 3 febbraio 2013

Lutto cittadino per l’addio a Barin

Il Mattino di Padoca
di F. Segato
28 gennaio 2013

SOLESINO. Domani alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di Solesino, il commiato dal sindaco Walter Barin. Prima della cerimonia funebre, un ultimo saluto gli verrà tributato davanti al Municipio, dove la salma sarà accolta da amministratori comunali e cittadini. Poi assessori e amici lo porteranno a spalla fino alla chiesa. Barin, 63 anni, lascia la moglie Rosanna, le figlie Marianna e Valentina, i genitori e i nipoti. Di professione era geometra, titolare di uno studio molto noto in paese. Eletto sindaco per la prima volta nel 2004 con “Solesino progresso”, era stato riconfermato a furor di popolo nelle elezioni di giugno 2009. Unico caso di riconferma per il secondo mandato consecutivo di un sindaco a Solesino. La notizia della sua morte, avvenuta l’altro ieri all’ospedale di Piove di Sacco dov’era ricoverato, si è diffusa ieri mattina tra i banchi del mercato domenicale, destando immensa commozione. Domani la giunta si riunirà per proclamare il lutto cittadino per la giornata di martedì. Tanti gli addii affettuosi e le attestazioni di stima per Barin.
«Un sindaco concreto», lo ricorda il direttore della Confesercenti, Maurizio Francescon, «sempre in grado di rispettare gli impegni presi nei vari incontri con i commercianti, spesso proprio nella sede dell'associazione, quella stesa sede che proprio lui, da neo sindaco, aveva inaugurato nel settembre del 2004. Con lui perdiamo un importante punto di riferimento per i problemi del commercio locale nonché uno dei sindaci, non solo a parole, schierati fino in fondo a difesa dei valori della propria città e della cultura sociale del nostro territorio. Una grande perdita per la Bassa Padovana». «Una persona davvero speciale: ha sempre lavorato con costanza e dedizione per il suo paese e per i comuni vicini»afferma il sindaco di Sant’Elena Emanuele Barbetta. «Ai suoi cari esprimo le mie più sentite condoglianze. Caro Walter, sentiremo molto la tua mancanza». «L’ho conosciuto 25 anni or sono come professionista e come uomo; niente a che fare allora con la politica. Ho apprezzato immediatamente la sua cordialità, il suo entusiasmo, la sua sincerità e la sua correttezza», è il ritratto che ne dà Antonio Battistella, sindaco di Ospedaletto Euganeo. «Ci lascia purtroppo una bella persona, una figura umana cui ero sinceramente affezionato, un amministratore capace di grande spessore politico». «Grazie per aver creduto in me. Sei sempre stato un modello di vita per tutti noi», il saluto dell’assessore all’ambiente Gianni Minazzo. Anche sulla pagina Facebook di Barin si susseguono i messaggi di cordoglio da semplici cittadini, amministratori e associazioni locali. Impegnato anche nel sociale, Barin è stato tra i fondatori della compagnia teatrale “La Gioiosa” e del gruppo sportivo Aesse Solesino.