Fonte Il Mattino di Padova
di Martina Maniero
12 luglio 2013
BRUGINE. Stazionare sì. Ma al massimo fino alle 23. E possibilmente
senza far troppo baccano. Scatta il “coprifuoco” notturno nei parchi e
nei giardini pubblici di Brugine.
A stabilirlo l’amministrazione municipale, in forza di un avviso che è stato affisso all’ingresso delle aree verdi comunali.
D’ora in avanti urla e schiamazzi non saranno più tollerati. Specie poi se in zona residenziale.
Dalle
ore 22, nei parchi pubblici, non saranno più ammesse «attività rumorose
di qualunque genere», si legge nell’avviso, e dalle 23 tutti a casa,
perché scatta addirittura il «divieto di sosta».
Protestano i
giovani del posto, per regole che definiscono «assurde» e che tolgono
loro un luogo di ritrovo nelle calde serate d’estate, costringendoli
«ingiustamente» a «frequentare bar o locali a pagamento» pur di poter
tirar tardi la sera in compagnia.
Ma i divieti non finiscono qui.
Alcuni di questi diktat, secondo i ragazzi, sarebbero stati superati
dalla normativa nazionale (come l’obbligo di condurre il cane al
guinzaglio e con la museruola).
Altri (quelli che regolano
l’utilizzo di scivoli e altalene) risulterebbero addirittura in
contrasto con la situazione attuale, che in molti parchi del capoluogo
vede i giochi per bambini abbandonati al degrado.
Al momento, comunque, per i trasgressori non è prevista alcuna sanzione. Non si tratta infatti di un’ordinanza sindacale.
Il
primo cittadino di Brugine, Davide Zanetti, trentatreenne, ne fa prima
di tutto una questione di educazione. «I cartelli» ha spiegato «sono
stati affissi dopo le segnalazioni giunte dai cittadini di diverse zone,
ma sempre nei pressi di aree verdi, i quali lamentavano di non poter
riposare a causa dei continui schiamazzi di alcuni gruppetti di ragazzi,
anche in giorni feriali e ben dopo la mezzanotte».
«La buona
educazione», prosegue il sindaco Zanetti,«ci insegna che la libertà di
ognuno di ritrovarsi e passare qualche ora in compagnia è tale e va
rispettata, finché non va a ledere la libertà di altri che, passata la
mezzanotte, pretendono di poter riposare dopo una giornata di lavoro».
«Purtroppo», sottolinea Zanetti, «essendo venuta a mancare
l’educazione, siamo stati costretti ad affiggere questi cartelli, con
l’intento di risvegliare il buon senso civico di ognuno. Va ribadito che
chi continuerà ad utilizzare le aree pubbliche educatamente e senza
arrecare problemi ad altri, potrà tranquillamente continuare a farlo,
godendosi un po’ di rifrigerio».
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