Fonte Il Mattino di Padova
24 novembre 2013
di N. Cesaro
SOLESINO. Una denuncia alla Procura di Padova per presunti abuso e
omissione di atti di ufficio, frode nelle pubbliche forniture,
malversazione e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. A
depositarla è il consigliere di minoranza Matteo Pegoraro, che ha anche
depositato un atto di denuncia alla Corte dei Conti per presunta
responsabilità erariale, all’Autorità per la Vigilanza dei Contratti
pubblici, oltre che alla Guardia di finanza.
Pegoraro ha chiesto
di fare luce su alcune operazioni svolte dal 2008 tra Comune (assessore
allo Sport era allora l’attuale sindaco Roberto Beggiato) e Ucd
Solesinese, società locale di calcio. Il consigliere contesta le
convenzioni tra i due enti siglate nel 2008 che concedono senza alcun
canone alla società l’uso dello stadio pubblico e nelle quali il Comune
si faceva garante di un mutuo contratto dalla Solesinese per
l’esecuzione di lavori di ampliamento degli spogliatoi e di acquisto e
posa del campo sintetico. Contestato è anche il contributo annuo da 127
mila euro destinato alla società (fino al 2023) e l’affidamento della
gestione degli impianti sportivi alla Solesinese senza alcuna gara
d’appalto, oltre all’autorizzazione all’esecuzione di lavori allo stadio
per oltre 600 mila euro.
Dall’amministrazione nessun timore di
fronte alla richiesta di accertamenti: «La ristrutturazione del manto in
erba sintetica ha permesso la vendita del terreno “Campo Alternativo”
per la cifra di 950 mila euro. Inoltre, si è potuto concentrare
l’attività del calcio a Solesino in un’unica struttura sportiva con
un’ingente riduzione dei costi di gestione. Attualmente tale struttura è
utilizzata settimanalmente da circa 300 tesserati. Ogni procedura è
stata avvallata da segretario comunale, capoarea Ufficio Tecnico,
Ragioneria e revisore dei Conti».
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domenica 1 dicembre 2013
domenica 3 febbraio 2013
Lutto cittadino per l’addio a Barin
Il Mattino di Padoca
di F. Segato
28 gennaio 2013
SOLESINO. Domani alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di Solesino, il commiato dal sindaco Walter Barin. Prima della cerimonia funebre, un ultimo saluto gli verrà tributato davanti al Municipio, dove la salma sarà accolta da amministratori comunali e cittadini. Poi assessori e amici lo porteranno a spalla fino alla chiesa. Barin, 63 anni, lascia la moglie Rosanna, le figlie Marianna e Valentina, i genitori e i nipoti. Di professione era geometra, titolare di uno studio molto noto in paese. Eletto sindaco per la prima volta nel 2004 con “Solesino progresso”, era stato riconfermato a furor di popolo nelle elezioni di giugno 2009. Unico caso di riconferma per il secondo mandato consecutivo di un sindaco a Solesino. La notizia della sua morte, avvenuta l’altro ieri all’ospedale di Piove di Sacco dov’era ricoverato, si è diffusa ieri mattina tra i banchi del mercato domenicale, destando immensa commozione. Domani la giunta si riunirà per proclamare il lutto cittadino per la giornata di martedì. Tanti gli addii affettuosi e le attestazioni di stima per Barin.
«Un sindaco concreto», lo ricorda il direttore della Confesercenti, Maurizio Francescon, «sempre in grado di rispettare gli impegni presi nei vari incontri con i commercianti, spesso proprio nella sede dell'associazione, quella stesa sede che proprio lui, da neo sindaco, aveva inaugurato nel settembre del 2004. Con lui perdiamo un importante punto di riferimento per i problemi del commercio locale nonché uno dei sindaci, non solo a parole, schierati fino in fondo a difesa dei valori della propria città e della cultura sociale del nostro territorio. Una grande perdita per la Bassa Padovana». «Una persona davvero speciale: ha sempre lavorato con costanza e dedizione per il suo paese e per i comuni vicini»afferma il sindaco di Sant’Elena Emanuele Barbetta. «Ai suoi cari esprimo le mie più sentite condoglianze. Caro Walter, sentiremo molto la tua mancanza». «L’ho conosciuto 25 anni or sono come professionista e come uomo; niente a che fare allora con la politica. Ho apprezzato immediatamente la sua cordialità, il suo entusiasmo, la sua sincerità e la sua correttezza», è il ritratto che ne dà Antonio Battistella, sindaco di Ospedaletto Euganeo. «Ci lascia purtroppo una bella persona, una figura umana cui ero sinceramente affezionato, un amministratore capace di grande spessore politico». «Grazie per aver creduto in me. Sei sempre stato un modello di vita per tutti noi», il saluto dell’assessore all’ambiente Gianni Minazzo. Anche sulla pagina Facebook di Barin si susseguono i messaggi di cordoglio da semplici cittadini, amministratori e associazioni locali. Impegnato anche nel sociale, Barin è stato tra i fondatori della compagnia teatrale “La Gioiosa” e del gruppo sportivo Aesse Solesino.
di F. Segato
28 gennaio 2013
SOLESINO. Domani alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di Solesino, il commiato dal sindaco Walter Barin. Prima della cerimonia funebre, un ultimo saluto gli verrà tributato davanti al Municipio, dove la salma sarà accolta da amministratori comunali e cittadini. Poi assessori e amici lo porteranno a spalla fino alla chiesa. Barin, 63 anni, lascia la moglie Rosanna, le figlie Marianna e Valentina, i genitori e i nipoti. Di professione era geometra, titolare di uno studio molto noto in paese. Eletto sindaco per la prima volta nel 2004 con “Solesino progresso”, era stato riconfermato a furor di popolo nelle elezioni di giugno 2009. Unico caso di riconferma per il secondo mandato consecutivo di un sindaco a Solesino. La notizia della sua morte, avvenuta l’altro ieri all’ospedale di Piove di Sacco dov’era ricoverato, si è diffusa ieri mattina tra i banchi del mercato domenicale, destando immensa commozione. Domani la giunta si riunirà per proclamare il lutto cittadino per la giornata di martedì. Tanti gli addii affettuosi e le attestazioni di stima per Barin.
«Un sindaco concreto», lo ricorda il direttore della Confesercenti, Maurizio Francescon, «sempre in grado di rispettare gli impegni presi nei vari incontri con i commercianti, spesso proprio nella sede dell'associazione, quella stesa sede che proprio lui, da neo sindaco, aveva inaugurato nel settembre del 2004. Con lui perdiamo un importante punto di riferimento per i problemi del commercio locale nonché uno dei sindaci, non solo a parole, schierati fino in fondo a difesa dei valori della propria città e della cultura sociale del nostro territorio. Una grande perdita per la Bassa Padovana». «Una persona davvero speciale: ha sempre lavorato con costanza e dedizione per il suo paese e per i comuni vicini»afferma il sindaco di Sant’Elena Emanuele Barbetta. «Ai suoi cari esprimo le mie più sentite condoglianze. Caro Walter, sentiremo molto la tua mancanza». «L’ho conosciuto 25 anni or sono come professionista e come uomo; niente a che fare allora con la politica. Ho apprezzato immediatamente la sua cordialità, il suo entusiasmo, la sua sincerità e la sua correttezza», è il ritratto che ne dà Antonio Battistella, sindaco di Ospedaletto Euganeo. «Ci lascia purtroppo una bella persona, una figura umana cui ero sinceramente affezionato, un amministratore capace di grande spessore politico». «Grazie per aver creduto in me. Sei sempre stato un modello di vita per tutti noi», il saluto dell’assessore all’ambiente Gianni Minazzo. Anche sulla pagina Facebook di Barin si susseguono i messaggi di cordoglio da semplici cittadini, amministratori e associazioni locali. Impegnato anche nel sociale, Barin è stato tra i fondatori della compagnia teatrale “La Gioiosa” e del gruppo sportivo Aesse Solesino.
lunedì 27 febbraio 2012
Il primo cittadino si difende «I conti sono in ordine»
Fonte Il Mattino di Padova
di F. Segato
19 febbraio 2012
«È tutta una montatura, messa in piedi da un gruppo di dissidenti. Si dice tranquillo il sindaco di Solesino, Walter Barin, il cui nome spunta tra quelli degli ex vertici della Bcc di Lusia, indagati dalla Guardia di finanza. La vicenda ha avuto ampio risalto sulla stampa rodigina. Ma per il momento non sarebbe ancora partito alcun avviso di garanzia. «Io sono uscito di scena con l’assemblea del 23 ottobre scorso – spiega Barin – quando è stato nominato il nuovo Cda, perché per il nuovo statuto della banca la carica di sindaco non era compatibile con la presenza nel Cda».
In verità, l’assemblea di ottobre fu piuttosto turbolenta: nei mesi precedenti c’era stata l’ispezione della Banca d’Italia, che aveva redatto un rapporto con l'esito dell'ispezione, segnalando tutto quello che non andava. «Rapporto che abbiamo ricevuto solo il 2 agosto – ricorda Barin – per cui non avremmo potuto presentarlo alla precedente assemblea».
All'assemblea di ottobre arriva quindi la relazione sulle conclusioni della Banca d'Italia e la nomina del nuovo Cda. C'è chi fa pesare il "doppio ruolo" di Barin, sindaco e presidente della banca, e a quel punto lui si fa da parte. Ai vertici della Bcc restano comunque 7 esponenti della precedente gestione: nel Cda il presidente Schiro e il vice Marassi, Gastaldello, Cestari e Mazzuccato, nel nuovo collegio sindacale Andriotto e Tognolo. Ma come sarebbe maturato questo “buco” da 11 milioni? “Non c’è niente di vero – assicura Barin – Le sofferenze oggi ci sono in tutte le banche. Se una ditta che è stata solida per 30 anni si trova in difficoltà, e si tenta di sorreggerla, è un reato? Io dico che è un dovere morale». Circola pure la voce che tra le beneficiarie dei finanziamenti vi fosse l’Immobiliare Barin di Solesino, vicina al sindaco. «I miei conti con la banca sono tutti in ordine – controbatte Barin – non ci sono sofferenze mie o di persone a me vicine: sfido chiunque a dimostrare il contrario. È una campagna denigratoria di cui qualcuno dovrà rispondere». (f.se.)
di F. Segato
19 febbraio 2012
«È tutta una montatura, messa in piedi da un gruppo di dissidenti. Si dice tranquillo il sindaco di Solesino, Walter Barin, il cui nome spunta tra quelli degli ex vertici della Bcc di Lusia, indagati dalla Guardia di finanza. La vicenda ha avuto ampio risalto sulla stampa rodigina. Ma per il momento non sarebbe ancora partito alcun avviso di garanzia. «Io sono uscito di scena con l’assemblea del 23 ottobre scorso – spiega Barin – quando è stato nominato il nuovo Cda, perché per il nuovo statuto della banca la carica di sindaco non era compatibile con la presenza nel Cda».
In verità, l’assemblea di ottobre fu piuttosto turbolenta: nei mesi precedenti c’era stata l’ispezione della Banca d’Italia, che aveva redatto un rapporto con l'esito dell'ispezione, segnalando tutto quello che non andava. «Rapporto che abbiamo ricevuto solo il 2 agosto – ricorda Barin – per cui non avremmo potuto presentarlo alla precedente assemblea».
All'assemblea di ottobre arriva quindi la relazione sulle conclusioni della Banca d'Italia e la nomina del nuovo Cda. C'è chi fa pesare il "doppio ruolo" di Barin, sindaco e presidente della banca, e a quel punto lui si fa da parte. Ai vertici della Bcc restano comunque 7 esponenti della precedente gestione: nel Cda il presidente Schiro e il vice Marassi, Gastaldello, Cestari e Mazzuccato, nel nuovo collegio sindacale Andriotto e Tognolo. Ma come sarebbe maturato questo “buco” da 11 milioni? “Non c’è niente di vero – assicura Barin – Le sofferenze oggi ci sono in tutte le banche. Se una ditta che è stata solida per 30 anni si trova in difficoltà, e si tenta di sorreggerla, è un reato? Io dico che è un dovere morale». Circola pure la voce che tra le beneficiarie dei finanziamenti vi fosse l’Immobiliare Barin di Solesino, vicina al sindaco. «I miei conti con la banca sono tutti in ordine – controbatte Barin – non ci sono sofferenze mie o di persone a me vicine: sfido chiunque a dimostrare il contrario. È una campagna denigratoria di cui qualcuno dovrà rispondere». (f.se.)
Buco da 11 milioni di euro alla Banca Adige Po
Fonte Il Mattino di Padova
di F. Segato
18 febbraio 2012
Terremoto sulla Banca Adige Po, nel mirino della Guardia di finanza per un presunto buco da 11 milioni di euro. A carico della "vecchia guardia", 13 ex componenti degli organi collegiali del Credito cooperativo di Lusia, l'accusa è di aver tenuto nascosto ai soci una perdita di bilancio che supera gli 11 milioni di euro. Tra loro anche un nome che balza agli occhi, quello del sindaco di Solesino Walter Barin, a lungo vicepresidente e per tre mesi, fino all’ottobre scorso, presidente della Banca. Che ha sede a Lusia ma conta quattro filiali anche nel Padovano.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Rovigo, è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Verona, Federica Ormanni. Dall’esame dei documenti contabili, i finanzieri hanno ricostruito la reale situazione economico-patrimoniale dell'Istituto di credito: situazione che sarebbe stata occultata ai soci. Il “buco” accumulatosi negli ultimi cinque anni ammonta a 11.244.017 euro. Una perdita di bilancio determinata dalle perdite sui crediti inesigibili, che gli stessi organi della Banca avevano concesso a soggetti privi dei necessari requisiti di solvibilità e senza le prescritte garanzie.
In pratica, la banca avrebbe concesso una serie di finanziamenti ad imprese che non presentavano una sufficiente solvibilità. La stessa perdita è stata, poi, occultata attraverso l’omesso stralcio dei crediti inesigibili, che sono stati imputati in bilancio gonfiando artificiosamente il valore dell’attivo patrimoniale. Le accuse ipotizzate a carico dei componenti degli organi della Banca vanno dal reato di falso in bilancio a quello di false comunicazioni sociali. Resta il riserbo delle Fiamme gialle sui nomi dei 13 indagati, ma si tratterebbe di tutti i componenti del Cda e del Collegio dei sindaci che amministravano la banca all'epoca dei fatti contestati: Brunetto Piola, all'epoca presidente, l’attuale presidente Antonio Schiro, Giorgio Marassi, Walter Barin, Arnaldo Gastaldello, Renato Cestari, Emanuele Ermolli, Federico Ferretto, Stefano Mazzuccato, Orlando Manfredini e i membri del collegio dei sindaci Andrea Previati, Andrea Vittorio Andriotto e Ivan Tognolo.
Le Fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, per non avere adottato i previsti modelli organizzativi e gestionali. I reati in questione si riferiscono all'assemblea dei soci che si è tenuta il 23 maggio 2010 per l'approvazione del bilancio del 2009 a Sanguinetto di Cerea (Verona). Per questo la competenza è nelle mani della Procura veronese. Nel corso di quella seduta, per l'approvazione del bilancio del 2009, il Cda ha riferito solo un passivo di 1 milione e 731mila euro: secondo i finanzieri, invece, la reale situazione dell’istituto di credito era ben diversa. Dal canto suo, la banca ribadisce: la solidità dell’istituto non è in pericolo, i risparmiatori non rischiano nulla e dal 2012 è previsto il ritorno dei conti all’attivo. Il nuovo Cda sta già lavorando per il recupero dei crediti.
di F. Segato
18 febbraio 2012
Terremoto sulla Banca Adige Po, nel mirino della Guardia di finanza per un presunto buco da 11 milioni di euro. A carico della "vecchia guardia", 13 ex componenti degli organi collegiali del Credito cooperativo di Lusia, l'accusa è di aver tenuto nascosto ai soci una perdita di bilancio che supera gli 11 milioni di euro. Tra loro anche un nome che balza agli occhi, quello del sindaco di Solesino Walter Barin, a lungo vicepresidente e per tre mesi, fino all’ottobre scorso, presidente della Banca. Che ha sede a Lusia ma conta quattro filiali anche nel Padovano.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Rovigo, è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Verona, Federica Ormanni. Dall’esame dei documenti contabili, i finanzieri hanno ricostruito la reale situazione economico-patrimoniale dell'Istituto di credito: situazione che sarebbe stata occultata ai soci. Il “buco” accumulatosi negli ultimi cinque anni ammonta a 11.244.017 euro. Una perdita di bilancio determinata dalle perdite sui crediti inesigibili, che gli stessi organi della Banca avevano concesso a soggetti privi dei necessari requisiti di solvibilità e senza le prescritte garanzie.
In pratica, la banca avrebbe concesso una serie di finanziamenti ad imprese che non presentavano una sufficiente solvibilità. La stessa perdita è stata, poi, occultata attraverso l’omesso stralcio dei crediti inesigibili, che sono stati imputati in bilancio gonfiando artificiosamente il valore dell’attivo patrimoniale. Le accuse ipotizzate a carico dei componenti degli organi della Banca vanno dal reato di falso in bilancio a quello di false comunicazioni sociali. Resta il riserbo delle Fiamme gialle sui nomi dei 13 indagati, ma si tratterebbe di tutti i componenti del Cda e del Collegio dei sindaci che amministravano la banca all'epoca dei fatti contestati: Brunetto Piola, all'epoca presidente, l’attuale presidente Antonio Schiro, Giorgio Marassi, Walter Barin, Arnaldo Gastaldello, Renato Cestari, Emanuele Ermolli, Federico Ferretto, Stefano Mazzuccato, Orlando Manfredini e i membri del collegio dei sindaci Andrea Previati, Andrea Vittorio Andriotto e Ivan Tognolo.
Le Fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, per non avere adottato i previsti modelli organizzativi e gestionali. I reati in questione si riferiscono all'assemblea dei soci che si è tenuta il 23 maggio 2010 per l'approvazione del bilancio del 2009 a Sanguinetto di Cerea (Verona). Per questo la competenza è nelle mani della Procura veronese. Nel corso di quella seduta, per l'approvazione del bilancio del 2009, il Cda ha riferito solo un passivo di 1 milione e 731mila euro: secondo i finanzieri, invece, la reale situazione dell’istituto di credito era ben diversa. Dal canto suo, la banca ribadisce: la solidità dell’istituto non è in pericolo, i risparmiatori non rischiano nulla e dal 2012 è previsto il ritorno dei conti all’attivo. Il nuovo Cda sta già lavorando per il recupero dei crediti.
giovedì 18 agosto 2011
Record nella raccolta differenziata
Fonte Il Mattino di Padova
di Nicola Cesaro
12 agosto 2011
Battaglia la più virtuosa col 77,7%, seguono Vescovana, Solesino e Piacenza
ESTE. La raccolta differenziata dei rifiuti, un miracolo nei Comuni della Bassa Padovana: nel 1998 rappresentava solo il 6,7 per cento del totale delle immondizie e l'anno scorso è arrivata al 70,9%. Un dato impressionante, confermato qualche settimana fa nel corso dell'assemblea dei sindaci del Bacino Padova 3. Nel 1998 si differenziava un quindicesimo del rifiuto prodotto, oggi più di due terzi. Ben sette Comuni riciclano più del 75%, tredici fra il 70% e il 75%, quattordici fra il 65% e il 70%. La media del Bacino è una delle più alte d'Italia. I dati dicono che ogni cittadino produce quotidianamente 1,36 chili di rifiuti, 496,5 chili in un anno. Dei rifiuti non riciclabili, l'83,7% è secco, l'8,9% ingrombranti, il 6,3% spazzamento e, dato tristemente legato al 2010, l'1,1% arriva dal materiale che si è dovuto buttare per colpa dell'alluvione. Negli impianti di recupero vanno invece carta e cartone per il 39,8%, solo cartone per il 5,5%, vetro al 21,6%, plastica al 6,6% e multimateriale per il rimanente 26,5%. Quanto ai rifiuti particolari, il Bacino ha gestito 33.908 chili di piombo, 84.660 di pneumatici, 4.565 di neon e lampade fluorescenti, 15.863 di oli e grassi vegetali, 13.150 di oli filtri e grassi minerali, 2.160 di vernici inchiostri adesivi e resine non pericolose, 2.740 di toner e 69.340 provenienti dalla pulizia delle fognature. I comuni. Il più virtuoso è Battaglia, che ha chiuso il 2010 con il 77,7% di differenziata. Seguono Vescovana (77,5%), Solesino (77,1%), Piacenza d'Adige (77%) e Vighizzolo d'Este (76,5%). Il Comune che produce meno immondizia è invece Barbona, con 0,72 chili a cittadino. Vengono poi Sant'Urbano (0,94), Megliadino San Vitale (0,95), Arquà Petrarca (0,97) e Vescovana (1,01). Quelli che invece vanno oltre la media territoriale sono Solesino (2,19), Piacenza d'Adige (1,88), Monselice (1,74), Megliadino San Fidenzio (1,69) ed Este (1,62). Legata a questa graduatoria, c'è quella dei Comuni che producono più rifiuti recuperabili per abitante: Solesino (1,62), Piacenza d'Adige (1,30), Megliadino San Fidenzio (1,11), Montagnana (1,04) e Santa Margherita d'Adige (1,04), con la media di Bacino a 0,93 kg/giorno.
I commenti. Tiberio Businaro (Carceri) ha sottolineato «come grazie al Bacino il territorio può contare su un risparmio di qualità, a tutela dell'ambiente in cui tutti viviamo. Un altro dato fondamentale, è la continuità con cui il consorzio si impegna nel migliorare i servizi». Giancarlo Piva (Este) ha ricordato invece altre iniziative particolari, come «quella dei detersivi alla spina per ridurre imballaggi e risparmiare materie prime». Soddisfatto Simone Borile, presidente del Bacino Padova 3: «I dati 2010 premiano gli sforzi profusi. Cercheremo comunque di impegnarci di più coinvolgendo ancora una volta i cittadini, ma anche le attività commerciali».
di Nicola Cesaro
12 agosto 2011
Battaglia la più virtuosa col 77,7%, seguono Vescovana, Solesino e Piacenza
ESTE. La raccolta differenziata dei rifiuti, un miracolo nei Comuni della Bassa Padovana: nel 1998 rappresentava solo il 6,7 per cento del totale delle immondizie e l'anno scorso è arrivata al 70,9%. Un dato impressionante, confermato qualche settimana fa nel corso dell'assemblea dei sindaci del Bacino Padova 3. Nel 1998 si differenziava un quindicesimo del rifiuto prodotto, oggi più di due terzi. Ben sette Comuni riciclano più del 75%, tredici fra il 70% e il 75%, quattordici fra il 65% e il 70%. La media del Bacino è una delle più alte d'Italia. I dati dicono che ogni cittadino produce quotidianamente 1,36 chili di rifiuti, 496,5 chili in un anno. Dei rifiuti non riciclabili, l'83,7% è secco, l'8,9% ingrombranti, il 6,3% spazzamento e, dato tristemente legato al 2010, l'1,1% arriva dal materiale che si è dovuto buttare per colpa dell'alluvione. Negli impianti di recupero vanno invece carta e cartone per il 39,8%, solo cartone per il 5,5%, vetro al 21,6%, plastica al 6,6% e multimateriale per il rimanente 26,5%. Quanto ai rifiuti particolari, il Bacino ha gestito 33.908 chili di piombo, 84.660 di pneumatici, 4.565 di neon e lampade fluorescenti, 15.863 di oli e grassi vegetali, 13.150 di oli filtri e grassi minerali, 2.160 di vernici inchiostri adesivi e resine non pericolose, 2.740 di toner e 69.340 provenienti dalla pulizia delle fognature. I comuni. Il più virtuoso è Battaglia, che ha chiuso il 2010 con il 77,7% di differenziata. Seguono Vescovana (77,5%), Solesino (77,1%), Piacenza d'Adige (77%) e Vighizzolo d'Este (76,5%). Il Comune che produce meno immondizia è invece Barbona, con 0,72 chili a cittadino. Vengono poi Sant'Urbano (0,94), Megliadino San Vitale (0,95), Arquà Petrarca (0,97) e Vescovana (1,01). Quelli che invece vanno oltre la media territoriale sono Solesino (2,19), Piacenza d'Adige (1,88), Monselice (1,74), Megliadino San Fidenzio (1,69) ed Este (1,62). Legata a questa graduatoria, c'è quella dei Comuni che producono più rifiuti recuperabili per abitante: Solesino (1,62), Piacenza d'Adige (1,30), Megliadino San Fidenzio (1,11), Montagnana (1,04) e Santa Margherita d'Adige (1,04), con la media di Bacino a 0,93 kg/giorno.
I commenti. Tiberio Businaro (Carceri) ha sottolineato «come grazie al Bacino il territorio può contare su un risparmio di qualità, a tutela dell'ambiente in cui tutti viviamo. Un altro dato fondamentale, è la continuità con cui il consorzio si impegna nel migliorare i servizi». Giancarlo Piva (Este) ha ricordato invece altre iniziative particolari, come «quella dei detersivi alla spina per ridurre imballaggi e risparmiare materie prime». Soddisfatto Simone Borile, presidente del Bacino Padova 3: «I dati 2010 premiano gli sforzi profusi. Cercheremo comunque di impegnarci di più coinvolgendo ancora una volta i cittadini, ma anche le attività commerciali».
sabato 2 luglio 2011
Rifiuti, a Barbona solo 7 etti a testa
Fonte Il Gazzettino
di Ferdinando Garavello
2 luglio 2011
Signori, si ricicla. Applausi a scena aperta per i dati, diffusi ieri dal Bacino Padova3, riguardanti le informazioni e le medie sulla raccolta di rifiuti nella bassa padovana. Sette Comuni possono vantare più del 75 per cento di «prodotto» riciclabile conferito. Si tratta di Battaglia Terme (77,7%), Vescovana (77,5%), Solesino (77,1%), Piacenza d'Adige (77%) e Vighizzolo d'Este (76,5%). 13 località sono tra il 70% e il 75%, e 14 sono tra il 65% e il 70%. e 3 si attestano tra il 60% e il 65%. La media del bacino si colloca quindi al 70,9%: ai primi posti a livello nazionale.
Il rapporto pubblicato dall'ente sviscera accuratamente ogni aspetto legato alle abitudini dei residenti dell'area a sud del capoluogo, che producono quotidianamente un chilo e tre etti di «scoasse». Ogni abitante della bassa è responsabile, a fine anno, della produzione di quasi mezza tonnellata di rifiuti.
Solesino si merita la medaglia d'oro per chili al giorno pro capite: 2,19. Seguono Piacenza d'Adige (1,88), Monselice (1,74), Megliadino San Fidenzio (1,69) ed Este (1,62). I più virtuosi sono invece gli abitanti di Barbona, che si fermano a quota sette etti. Sotto il chilo rimangono pure Sant'Urbano, Megliadino San Vitale e Arquà Petrarca. Barbona capeggia anche la classifica del minor apporto di secco non riciclabile con un invidiabile pacchettino del peso di due etti al giorno. Vescovana (0,22), Sant'Urbano (0,23), Carceri (0,25) e Megliadino San Vitale (0,25) rimangono abbondantemente sotto la media di bacino, che è circa di 4 etti. Per quanto concerne invece i rifiuti recuperabili la palma va a Solesino, che doppia quasi la media della zona con un chilo e sei etti al dì.
Il documento passa poi a valutare il lavoro in discarica. La parte non riciclabile che viene smaltita nelle strutture è composta dall'80 per cento di secco, dal 9 per cento di ingombranti e dal 6 per cento di materiale da spazzamento. Sul versante del compostaggio l'umido è il 46% mentre il verde è il 53%. I costi per i cittadini sono fra i più bassi del Veneto.
di Ferdinando Garavello
2 luglio 2011
Signori, si ricicla. Applausi a scena aperta per i dati, diffusi ieri dal Bacino Padova3, riguardanti le informazioni e le medie sulla raccolta di rifiuti nella bassa padovana. Sette Comuni possono vantare più del 75 per cento di «prodotto» riciclabile conferito. Si tratta di Battaglia Terme (77,7%), Vescovana (77,5%), Solesino (77,1%), Piacenza d'Adige (77%) e Vighizzolo d'Este (76,5%). 13 località sono tra il 70% e il 75%, e 14 sono tra il 65% e il 70%. e 3 si attestano tra il 60% e il 65%. La media del bacino si colloca quindi al 70,9%: ai primi posti a livello nazionale.
Il rapporto pubblicato dall'ente sviscera accuratamente ogni aspetto legato alle abitudini dei residenti dell'area a sud del capoluogo, che producono quotidianamente un chilo e tre etti di «scoasse». Ogni abitante della bassa è responsabile, a fine anno, della produzione di quasi mezza tonnellata di rifiuti.
Solesino si merita la medaglia d'oro per chili al giorno pro capite: 2,19. Seguono Piacenza d'Adige (1,88), Monselice (1,74), Megliadino San Fidenzio (1,69) ed Este (1,62). I più virtuosi sono invece gli abitanti di Barbona, che si fermano a quota sette etti. Sotto il chilo rimangono pure Sant'Urbano, Megliadino San Vitale e Arquà Petrarca. Barbona capeggia anche la classifica del minor apporto di secco non riciclabile con un invidiabile pacchettino del peso di due etti al giorno. Vescovana (0,22), Sant'Urbano (0,23), Carceri (0,25) e Megliadino San Vitale (0,25) rimangono abbondantemente sotto la media di bacino, che è circa di 4 etti. Per quanto concerne invece i rifiuti recuperabili la palma va a Solesino, che doppia quasi la media della zona con un chilo e sei etti al dì.
Il documento passa poi a valutare il lavoro in discarica. La parte non riciclabile che viene smaltita nelle strutture è composta dall'80 per cento di secco, dal 9 per cento di ingombranti e dal 6 per cento di materiale da spazzamento. Sul versante del compostaggio l'umido è il 46% mentre il verde è il 53%. I costi per i cittadini sono fra i più bassi del Veneto.
sabato 8 gennaio 2011
Il centrodestra di Solesino critica pure il calendario dei rifiuti
Fonte Il Mattino di Padova
Francesca Segato
SOLESINO. Sono polemiche, le opposizioni consiliari di Solesino, sul polverone suscitato dalla presa di posizione dell'amministrazione comunale contro il calendario distribuito dalla Provincia. Calendario che non riporta la festa della Liberazione del 25 aprile e quella dei Lavoratori il 1º maggio. Secondo i consiglieri della Lega Nord, Sandro Bardozzo, Lavinia Rocca e Renzo Cibin, e del Pdl, Giovanni Trevisan e Umberto Gazzola, si tratta di una polemica «montata ad arte contro un ente governato dal centrodestra, addirittura evocando un "revisionismo storico in atto". A citarlo in consiglio comunale, anche a nome dell'Anpi di cui è iscritto, l'assessore comunista Marco Garavello, che per primo ha sollevato la protesta». Per le opposizioni, l'amministrazione «dimentica in modo contraddittorio che proprio un loro componente, Garavello appunto, alle scorse elezioni si presentava ai con un manifesto recante la dicitura «ho avuto buoni maestri» riferito alle foto di Che Guevara e Berlinguer». Infine per Lega e Pdl andrebbe restituito anche il calendario della raccolta rifiuti: pure qui il 25 aprile è solo Pasquetta e il 1 maggio solo San Giuseppe Lavoratore. (f.se.)
Francesca Segato
SOLESINO. Sono polemiche, le opposizioni consiliari di Solesino, sul polverone suscitato dalla presa di posizione dell'amministrazione comunale contro il calendario distribuito dalla Provincia. Calendario che non riporta la festa della Liberazione del 25 aprile e quella dei Lavoratori il 1º maggio. Secondo i consiglieri della Lega Nord, Sandro Bardozzo, Lavinia Rocca e Renzo Cibin, e del Pdl, Giovanni Trevisan e Umberto Gazzola, si tratta di una polemica «montata ad arte contro un ente governato dal centrodestra, addirittura evocando un "revisionismo storico in atto". A citarlo in consiglio comunale, anche a nome dell'Anpi di cui è iscritto, l'assessore comunista Marco Garavello, che per primo ha sollevato la protesta». Per le opposizioni, l'amministrazione «dimentica in modo contraddittorio che proprio un loro componente, Garavello appunto, alle scorse elezioni si presentava ai con un manifesto recante la dicitura «ho avuto buoni maestri» riferito alle foto di Che Guevara e Berlinguer». Infine per Lega e Pdl andrebbe restituito anche il calendario della raccolta rifiuti: pure qui il 25 aprile è solo Pasquetta e il 1 maggio solo San Giuseppe Lavoratore. (f.se.)
7 gennaio 2011
Fonte Il Mattino di Padova
Francesca Segato
PADOVA. "Il Comune di Padova non distribuirà il calendario della Provincia, perché lo considera diseducativo e irrispettoso della storia del nostro Paese". Anche il sindaco Flavio Zanonato si schiera contro il calendario realizzato dall'assessorato all'identità veneta della Provincia, che ha escluso il 25 aprile e il 1 maggio dalle festività ricordate, inserendo invece il BatiMarso e la Festa del popolo veneto.
"Le Feste civili e religiose si ricordano tutte e non dipendono dalle maggioranze che si alternano alla guida delle Istituzioni - spiega Zanonato - I cittadini hanno ben altri problemi e preoccupazioni, ma c'è qualcuno che invece di dare risposte concrete utilizza le Amministrazioni per fini di parte, ricorrendo ad armi di distrazione di massa per nascondere il vuoto di proposte che caratterizza la sua azione politica".
"Ci auguriamo che si tratti dell'ultimo episodio di questo tipo e che i rappresentanti della Lega in Provincia tornino ad occuparsi delle questioni, serie e difficili, che stanno a cuore alla nostra gente" conclude il primo cittadino di Padova.
Francesca Segato
PADOVA. "Il Comune di Padova non distribuirà il calendario della Provincia, perché lo considera diseducativo e irrispettoso della storia del nostro Paese". Anche il sindaco Flavio Zanonato si schiera contro il calendario realizzato dall'assessorato all'identità veneta della Provincia, che ha escluso il 25 aprile e il 1 maggio dalle festività ricordate, inserendo invece il BatiMarso e la Festa del popolo veneto.
"Le Feste civili e religiose si ricordano tutte e non dipendono dalle maggioranze che si alternano alla guida delle Istituzioni - spiega Zanonato - I cittadini hanno ben altri problemi e preoccupazioni, ma c'è qualcuno che invece di dare risposte concrete utilizza le Amministrazioni per fini di parte, ricorrendo ad armi di distrazione di massa per nascondere il vuoto di proposte che caratterizza la sua azione politica".
"Ci auguriamo che si tratti dell'ultimo episodio di questo tipo e che i rappresentanti della Lega in Provincia tornino ad occuparsi delle questioni, serie e difficili, che stanno a cuore alla nostra gente" conclude il primo cittadino di Padova.
5 gennaio 2011
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