Fonte il Mattino di Padova
del 12/06/2013
L’europarlamentare padovano del Pd Franco Frigo ha presentato un’
interrogazione alla Commissione europea in merito ad un dazio
austriaco ritenuto ingiusto sull’acquisto di autovetture dall’estero.
Frigo afferma che la Mormverbrauchsabgabe (NoVa) è un nuovo dazio
che l’Austria ha deciso di applicare come tassa ecologica all’acquisto
di autovetture all’estero. Può raggiungere il 16% del valore
dell’automezzo ed è applicata anche ai cittadini dell’Ue che hanno
una seconda casa in Austria a meno che non dimostrino che l’autovettura
non sia prevalentemente utilizzata nel territorio austriaco.
Secondo Frigo ciò si configura come violazione della libera concorrenza
all’interno dell’Ue coni seri alle concessionarie italiane che
operano nelle regioni confinanti con l’Austria, a cominciare da quelle
venete. di Filippo Tosatto wVENEZIA Sono 71 le «auto blu» a
disposizione delle società partecipate della Regione Veneto. Il
lessico non inganni: più che di vetture lussuose - simbolo di status e
sinomino dei privilegi della Casta - si tratta di veicoli di
servizio. Utilitarie, furgoni, autocarri, qualche media cilindrata e
svariati carrelli elevatori in dotazione agli enti collegati a
Palazzo Balbi. L’istantanea emerge dalla relazione presentata nel
pomeriggio alla commissione Affari istituzionali e Bilancio del
Consiglio regionale, convocata per discutere del piano di riordino
societario e delle nuove regole in materia di utilizzo degli
automezzi. A sollecitare notizie precise sull’entità e la distribuzione
del parco-auto era stato il gruppo del partito democratico:
l’assenza (giustificata) dell’assessore Roberto Ciambetti ha
determinato un rinvio della discussione ma il profilo della questione
appare sufficientemente delineato. La disponibilità dei veicoli è,
comprensibilmente, concentrata nelle tre società - Cav (35), Sistemi
territoriali (17) e Veneto Strade (7)- che si occupano di mobilità,
autostradale e ordinarie. Veneto Acque dispone di 5 auto; Sis
(parcheggi, parchi, giardini) ne conta 3; una ciascuno per Veneto
Nanotech, Veneto Sviluppo, Insula (engineering), e Immobiliare Marco
Polo. Nessuna dotazione per Svec, Terme di Recoaro, Veneto
Innovazione, Rocca di Monselice, Rovigo Expo e Ferrovie Venete mentre
non sono pervenuti i dati riguardanti Autovie Venete e College
Valmarana Morosini. Da un primo colpo d’occhio non emergono situazioni
anomale né le risorse messe a disposizione appaiono sproporzionate
al fabbisogno. Un’opinione condivisa dal consigliere democratico
Piero Ruzzante, componente della commissione, che però alza il tiro:
«Abbiamo chiesto una relazione per fare chiarezza su questo
capitolo di spesa, perché il numero dei veicoli di servizio ed il
relativo costo di esercizio sono strettamente connessi al riordino e
alla razionalizzazione delle società partecipate da capitale regionale,
che la maggioranza promette da tre anni ma non ha mai realizzato».
Di che si tratta? «Di porre fine a questa giungla di enti che
finiscono con il sovrapporsi creando sprechi e confusioni. Comprendo le
difficoltà di tagliare ma non è accettabile che in Veneto ci siano
ancora 29 aziende che si occupano di trasporto pubblico, 35 che
gestiscono le risorse idriche, altrettante che gestiscono la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. È questo il problema di fondo:
sfoltire questa pletora di sigle equivarrebbe a ridurne i costi e a
cascata ciò si tradurrebbe anche in un uso ottimale degli automezzi».
Su questo fronte da tempo l’assessore Ciambetti è impegnato in
un’opera di accorpamento e di razionalizzazione, ma gli ostacoli da
superare ( leggi resistenze corporative ed equilibri
politici-territoriali allergici alla spending) non mancano. Chi
propende per una soluzione drastica del problema è Diego Bottacin di
Verso Nord che propone l’immediata cessione di Veneto Sviluppo:
«L'indebita ingerenza della politica nella gestione dei servizi produce
inevitabilmente sprechi e distorsioni. Nella migliore delle
ipotesi, parliamo di soldi buttati via, nella peggiore di spazi e fondi
sottratti al libero mercato».
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