Fonte il Mattino di Padova
di V. Voi
4 giugno 2013
PADOVA. «La Regione sta mettendo in atto uno smantellamento dei
sistemi di controllo in tema di rifiuti. In questo modo il Veneto
rischia di trasformarsi in una grande discarica». Non usa mezzi termini
il deputato padovano di Sinistra Ecologia e Libertà Alessandro Zan che
ha deciso di dare battaglia all'assessore regionale all'Ambiente
Maurizio Conte sui controlli agli impianti di trattamento e smaltimento
dei rifiuti.
Lo fa con un atto formale: un'interrogazione a
risposta scritta indirizzata al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando in
cui mette nero su bianco i dubbi e i timori di tutta la componente
padovana del partito. Il nocciolo della questione sono i controlli sugli
impianti da parte di organismi terzi, cioè controllori qualificati ed
indipendenti che si relazionano direttamente con Regione e Arpav. «Con
la delibera di giunta 863/2012 i controlli delle società terze nei
confronti delle discariche vengono di fatto annullati» denuncia Zan, «e
l'Arpav da sola non ha strumenti per poterlo fare. La delibera è stata
adottata pur se in presenza di una mozione del consiglio, votata da
entrambi gli schieramenti eccetto la Lega, che chiede di non adottarla»
.
Nella sua interrogazione il deputato, già assessore all'Ambiente nel
Comune di Padova, fa riferimento al «permanere di uno stato di crisi
economica dell'Arpav» e al fatto che «ad oggi non sono stati confermati i
contratti di 200 collaboratori e si va verso la riduzione da sette a
uno dei laboratori di ricerca, rendendo impossibile lo svolgimento di un
accurato e sereno lavoro». Insomma, ribadisce Zan, «le discariche e gli
impianti di depurazione, anche quelli che scaricano in laguna, sono
senza controllo. Fino ad ora gli impianti sono stati gestiti bene ma in
caso di male intenzionati ci sarebbe un aumento del rischio per il
nostro ambiente. Vorrei sapere dal ministro se intende intervenire visto
che i cittadini continuano a pagare le tariffe».
Da parte sua
l'assessore regionale Maurizio Conte difende la delibera votata lo
scorso anno: «Noi non abbiamo tolto di per sé il controllo ma l'obbligo
da parte del gestore di usufruire di un tecnico privato come elemento di
controllo» spiega, «prima il gestore pagava la prestazione del tecnico
esterno, ora la pagherà all'Arpav, tutto qua». L'assessore regionale non
ha dubbi sulla capacità dell'ente di gestire la mole di lavoro. «Stiamo
definendo con Arpav una sezione tecnica specifica che sarà
autosufficiente dal punto di vista della gestione. Inoltre presenteremo
la prossima settimana un piano per la riorganizzazione dell'agenzia che
interessa la parte amministrativa e i laboratori, che verranno
concentrati. Non vengono sicuramente meno il ruolo e l'azione che Arpav
porta avanti».
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