lunedì 26 agosto 2013

Asma, nella Bassa ci si ammala il doppio

Fonte Il Mattino di Padova
23.08.2013
F.Segato

MONSELICE. Nel territorio dell’Ulss 17 ci si ammala più che altrove di patologie dell’apparato respiratorio. A sostenerlo è il consigliere comunale della Nuova Monselice Francesco Miazzi, con alla mano i dati allegati al nuovo Piano socio-sanitario della Regione Veneto. «Non va tutto bene dal punto di vista sanitario, come per anni hanno voluto farci credere sindaci e vicesindaci» attacca il consigliere del centrosinistra. «Ci hanno sempre detto che siamo nella media regionale. Sarà anche vero, ma leggendo lo studio che accompagna il documento per il Piano socio-sanitario 2011-2013 della Regione Veneto, sugli ultimi dati disponibili del 2009, a pagina 97 si evidenzia che sulle esenzioni per patologie croniche nel Veneto, l’Usl 17 risulta avere un tasso di patologie respiratorie più altro della Regione». In particolare, secondo i dati riportati in questo documento, sono 4.391 gli affetti da insufficienza respiratoria con un tasso del 24 per 1000, contro il 14 per 1000 della media regionale e l’8,2 per 1000 dell’Alto Vicentino, la zona con la percentuale più bassa. Un altro dato riguarda i malati cronici di asma, che sempre nell’Usl 17, ovvero nella Bassa Padovana, risultano 1.993 con un tasso del 21,4 per 1000, quasi il doppio della media del Veneto, che ha un’incidenza del 12,6 per 1000, e circa tre volte il tasso minore del 7,7 per 1000 che risulta nell’Usl dell’Alto Vicentino. «Questi dati sono tratti dallo studio del Coordinamento del sistema epidemiologico regionale, concluso nel 2010 e che non è mai stato portato di dominio pubblico» sottolinea Miazzi. «Ha sicuramente viaggiato nelle mani di specialisti del settore e di sindaci esperti. Sarebbe interessante capire se questo dato è stato analizzato dalla Conferenza dei sindaci dell’Usl 17 e quali conclusioni sono state tratte. Sarebbe altrettanto importante capire come sono distribuiti questi ammalati cronici e quali potrebbero essere le fonti inquinanti che provocano questi seri problemi alla salute. Ma come abbiamo visto in tutti questi anni, non c’è alcuna volontà di approfondire e si preferisce l’esaltazione dei dati che tranquillizzano o negano l’esistenza di un problema. Non siamo disponibili a subire questa logica e batteremo ogni strada per approfondire la questione evidenziata». «Non sono a conoscenza di questi dati» controbatte il sindaco Francesco Lunghi, chiamato in causa. «Credo che l’Usl farà le opportune verifiche, ma mi sembra che Miazzi punti ancora una volta ad attaccare i cementifici». Già negli scorsi anni la polemica si era accesa sui dati della mortalità per tumore nella Bassa Padovana: dati in linea con la media regionale, come dimostrava uno studio dell’Uls sulla mortalità tra il 2004 e il 2008.

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