Fonte Il Mattino di Padova
di E. Sci.
6 luglio 2013
Sono stati accusati di sotterrare i rifiuti, invece di smaltirli, in
una delle isole più belle del Mediterraneo (Ponza); ma anche di
associazione a delinquere, ricettazione, traffico illecito di rifiuti,
abuso edilizio, inquinamento delle acque.
Si tratta di alcuni
membri del consiglio di amministrazione della De Vizia Transfer spa, una
società di igiene ambientale operativa nella raccolta e smaltimento dei
rifiuti speciali e pericolosi. Risultano proprietari Vincenzo De Vita e
Marisa Lombardi, mentre nel consiglio di amministrazione siedono i
figli Nicola De Vizia, Emilio De Vizia e Albina De Vizia. Nicola è stato
condannato dal tribunale di Treviso a 4 mesi per non aver fornito ai
lavoratori dell’azienda adeguate misure di prevenzione e sicurezza. La
ditta ha sede legale a Torino, quella amministrativa nella provincia di
Avellino e sedi operative anche in Veneto e, in particolare, nella Bassa
Padovana (nella foto uno scorcio del centro smaltimento). Dettaglio che
ha allarmato i parlamentari Alessandro Naccarato e Margherita Miotto,
entrambi del Partito Democratico. Così hanno presentato
un’interrogazione al Ministero dell’ambiente e al Ministero del lavoro e
delle politiche sociali. Anche i consiglieri regionali Piero Ruzzante e
Mauro Bortoli presenteranno analoga interrogazione in consiglio
regionale.
«Non c’è nessun automatismo tra i fatti accaduti in
altre province e Padova», precisa Naccarato, «ma la storia della De
Vizia impone maggiori controlli». Sul tavolo della discussione anche il
modo in cui questa società di Avellino sia entrata a gestire i rifiuti
nel padovano: «un soggetto già segnalato ripetutamente merita attenzione
pubblica ed allarme».
Deputati e consiglieri chiedono la “white list” con tanto di idoneità alla trasparenza.(e.sci.)
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