CADONEGHE. Anche a Cadoneghe le percentuali di raccolta
differenziata da avviare a riciclo sono ottime e a breve saranno
introdotte novità, come un maggior numero di campane per la carta e
l’avvio sperimentale di un press container per la plastica, che,
schiacciata, riempie meno i bidoni, con conseguente minor numero di
svuotamenti e di costi. Ma è innegabile che debbano essere apportati
degli aggiustamenti, specie nei comportamenti delle persone, che gettano
i rifiuti nei bidoni sbagliati o le abbandonano. Esistono poi famiglie
che non hanno mai utilizzato l’ecodard, che apre i press container del
secco: l’amministrazione ed Etra le controlleranno tutte per vedere dove
gettano le immondizie.
«Tradizionalmente il nostro Comune ha le
percentuali di differenziata fra le più alte del Veneto», sottolinea
l’assessore all’Ambiente Michele Schiavo, «e ormai è consolidato al 75%.
Ciononostante, negli ultimi mesi riscontriamo un certo aumento del
rifiuto abbandonato e questo finisce con il penalizzare la qualità della
differenziata. Certamente si tratta di un comportamento di pochi (e fra
l’altro, come riscontrato in passato, si tratta talvolta di non
residenti) e, come da regolamento d'igiene ambientale, spetta alla
polizia locale effettuare i controlli. Ciò non significa ovviamente che
le pattuglie di vigili siano stabilmente e regolarmente destinate a tale
controllo. Siccome non tutte le isole ecologiche sono controllate da
telecamere, nel corso dell’anno prossimo abbiamo già stabilito di
installarne». La buona notizia è che, per lo meno, le bollette sono
inalterate da anni, nonostante l’aumento generale dei costi (carburante,
costo del lavoro, energia) «proprio grazie al comportamento
generalmente virtuoso dei cittadini» conclude Schiavo.
Il Mattino di Padova
Cristina Salvato
26 settembre 2013
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mercoledì 13 novembre 2013
domenica 8 gennaio 2012
Controlli sui trasgressori della raccolta differenziata
Fonte Il Mattino di Padova
di Cristina Salvato
5 gennaio 2012
CADONEGHE
Se la differenziazione dell’umido non migliorerà in qualità, non è escluso che Cadoneghe passi per questo servizio al sistema di raccolta porta a porta. In questo modo sarà facile controllare i sacchetti con il materiale e punire i trasgressori. Questa la proposta che l’assessore all’Ambiente, Michele Schiavo, sta valutando insieme ad Etra, visto che dentro ai bidoncini dell’umido ci finisce davvero di tutto e non si riesce ad individuare i colpevoli.
«Rispetto al 2010, quando il 13 per cento dell’umido era inutilizzabile perché conteneva scarti diversi, adesso siamo scesi all’8 per cento – spiega l’assessore Schiavo –. Ma è ancora una percentuale troppo alta, che vanifica la raccolta differenziata e la produzione di compost, ma che a lungo andare Etra ci farà pagare aumentando la tariffa per tutto il lavoro di ripulitura della frazione umida che deve venire fatto».
I residenti di Cadoneghe, quindi, sono avvertiti: se entro giugno non diventeranno più disciplinati e dentro ai bidoncini verdi non impareranno a gettare solo scarti da cucina, si potrebbe passare al porta a porta per l’umido, senza costi aggiuntivi e con la possibilità di controllare chi trasgredisce.
Cadoneghe ha un sistema a isole ecologiche, per cui i cittadini devono portare i rifiuti nei punti di raccolta. L’umido va conferito invece in bidoncini verdi che sono sparsi nel territorio. Con questo sistema, però, diventa difficile controllare cosa viene gettato dentro ai bidoni e se la differenzazione è corretta. E succede così che dentro all’umido finisce di tutto, dalle bottiglie ai cartoni, dalle lattine al secco indifferenziato.
Ma arriveranno i controlli anche per quei cinquecento e passa cittadini che in questi anni non hanno mai usato la tessera magnetica che apre il press container dove gettare il secco.
«Stiamo controllando tutte le tessere che risultano ferme – annuncia Schiavo – e dalle prime 800 famiglie che sembrava non avessero mai usato il press container, siamo scesi a 560. Alcune tessere si è visto che erano rotte, alcuni cittadini non risiedevano più ma i dati non erano aggiornati, qualcuno era stato ricoverato in ospedale per mesi e così via. Ma ci sono comunque alcune centinaia di persone che il secco non lo hanno mai gettato via. Verificheremo caso per caso e, per i trasgressori, scatteranno le sanzioni».
di Cristina Salvato
5 gennaio 2012
CADONEGHE
Se la differenziazione dell’umido non migliorerà in qualità, non è escluso che Cadoneghe passi per questo servizio al sistema di raccolta porta a porta. In questo modo sarà facile controllare i sacchetti con il materiale e punire i trasgressori. Questa la proposta che l’assessore all’Ambiente, Michele Schiavo, sta valutando insieme ad Etra, visto che dentro ai bidoncini dell’umido ci finisce davvero di tutto e non si riesce ad individuare i colpevoli.
«Rispetto al 2010, quando il 13 per cento dell’umido era inutilizzabile perché conteneva scarti diversi, adesso siamo scesi all’8 per cento – spiega l’assessore Schiavo –. Ma è ancora una percentuale troppo alta, che vanifica la raccolta differenziata e la produzione di compost, ma che a lungo andare Etra ci farà pagare aumentando la tariffa per tutto il lavoro di ripulitura della frazione umida che deve venire fatto».
I residenti di Cadoneghe, quindi, sono avvertiti: se entro giugno non diventeranno più disciplinati e dentro ai bidoncini verdi non impareranno a gettare solo scarti da cucina, si potrebbe passare al porta a porta per l’umido, senza costi aggiuntivi e con la possibilità di controllare chi trasgredisce.
Cadoneghe ha un sistema a isole ecologiche, per cui i cittadini devono portare i rifiuti nei punti di raccolta. L’umido va conferito invece in bidoncini verdi che sono sparsi nel territorio. Con questo sistema, però, diventa difficile controllare cosa viene gettato dentro ai bidoni e se la differenzazione è corretta. E succede così che dentro all’umido finisce di tutto, dalle bottiglie ai cartoni, dalle lattine al secco indifferenziato.
Ma arriveranno i controlli anche per quei cinquecento e passa cittadini che in questi anni non hanno mai usato la tessera magnetica che apre il press container dove gettare il secco.
«Stiamo controllando tutte le tessere che risultano ferme – annuncia Schiavo – e dalle prime 800 famiglie che sembrava non avessero mai usato il press container, siamo scesi a 560. Alcune tessere si è visto che erano rotte, alcuni cittadini non risiedevano più ma i dati non erano aggiornati, qualcuno era stato ricoverato in ospedale per mesi e così via. Ma ci sono comunque alcune centinaia di persone che il secco non lo hanno mai gettato via. Verificheremo caso per caso e, per i trasgressori, scatteranno le sanzioni».
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