Fonte Il Mattino di Padova
di F. Segato
18 febbraio 2012
Terremoto sulla Banca Adige Po, nel mirino della Guardia di finanza
per un presunto buco da 11 milioni di euro. A carico della "vecchia
guardia", 13 ex componenti degli organi collegiali del Credito
cooperativo di Lusia, l'accusa è di aver tenuto nascosto ai soci una
perdita di bilancio che supera gli 11 milioni di euro. Tra loro anche un
nome che balza agli occhi, quello del sindaco di Solesino Walter Barin,
a lungo vicepresidente e per tre mesi, fino all’ottobre scorso,
presidente della Banca. Che ha sede a Lusia ma conta quattro filiali
anche nel Padovano.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di
finanza di Rovigo, è stata coordinata dal sostituto procuratore della
Repubblica di Verona, Federica Ormanni. Dall’esame dei documenti
contabili, i finanzieri hanno ricostruito la reale situazione
economico-patrimoniale dell'Istituto di credito: situazione che sarebbe
stata occultata ai soci. Il “buco” accumulatosi negli ultimi cinque anni
ammonta a 11.244.017 euro. Una perdita di bilancio determinata dalle
perdite sui crediti inesigibili, che gli stessi organi della Banca
avevano concesso a soggetti privi dei necessari requisiti di solvibilità
e senza le prescritte garanzie.
In pratica, la banca avrebbe concesso una serie di finanziamenti ad
imprese che non presentavano una sufficiente solvibilità. La stessa
perdita è stata, poi, occultata attraverso l’omesso stralcio dei crediti
inesigibili, che sono stati imputati in bilancio gonfiando
artificiosamente il valore dell’attivo patrimoniale. Le accuse
ipotizzate a carico dei componenti degli organi della Banca vanno dal
reato di falso in bilancio a quello di false comunicazioni sociali.
Resta il riserbo delle Fiamme gialle sui nomi dei 13 indagati, ma si
tratterebbe di tutti i componenti del Cda e del Collegio dei sindaci che
amministravano la banca all'epoca dei fatti contestati: Brunetto Piola,
all'epoca presidente, l’attuale presidente Antonio Schiro, Giorgio
Marassi, Walter Barin, Arnaldo Gastaldello, Renato Cestari, Emanuele
Ermolli, Federico Ferretto, Stefano Mazzuccato, Orlando Manfredini e i
membri del collegio dei sindaci Andrea Previati, Andrea Vittorio
Andriotto e Ivan Tognolo.
Le Fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria anche la
responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, per non avere
adottato i previsti modelli organizzativi e gestionali. I reati in
questione si riferiscono all'assemblea dei soci che si è tenuta il 23
maggio 2010 per l'approvazione del bilancio del 2009 a Sanguinetto di
Cerea (Verona). Per questo la competenza è nelle mani della Procura
veronese. Nel corso di quella seduta, per l'approvazione del bilancio
del 2009, il Cda ha riferito solo un passivo di 1 milione e 731mila
euro: secondo i finanzieri, invece, la reale situazione dell’istituto di
credito era ben diversa. Dal canto suo, la banca ribadisce: la solidità
dell’istituto non è in pericolo, i risparmiatori non rischiano nulla e
dal 2012 è previsto il ritorno dei conti all’attivo. Il nuovo Cda sta
già lavorando per il recupero dei crediti.
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