Fonte Il Mattino di Padova
di F. Segato
19 febbraio 2012
«È tutta una montatura, messa in piedi da un gruppo di dissidenti. Si
dice tranquillo il sindaco di Solesino, Walter Barin, il cui nome
spunta tra quelli degli ex vertici della Bcc di Lusia, indagati dalla
Guardia di finanza. La vicenda ha avuto ampio risalto sulla stampa
rodigina. Ma per il momento non sarebbe ancora partito alcun avviso di
garanzia. «Io sono uscito di scena con l’assemblea del 23 ottobre scorso
– spiega Barin – quando è stato nominato il nuovo Cda, perché per il
nuovo statuto della banca la carica di sindaco non era compatibile con
la presenza nel Cda».
In verità, l’assemblea di ottobre fu piuttosto turbolenta: nei
mesi precedenti c’era stata l’ispezione della Banca d’Italia, che aveva
redatto un rapporto con l'esito dell'ispezione, segnalando tutto quello
che non andava. «Rapporto che abbiamo ricevuto solo il 2 agosto –
ricorda Barin – per cui non avremmo potuto presentarlo alla precedente
assemblea».
All'assemblea di ottobre arriva quindi la relazione sulle
conclusioni della Banca d'Italia e la nomina del nuovo Cda. C'è chi fa
pesare il "doppio ruolo" di Barin, sindaco e presidente della banca, e a
quel punto lui si fa da parte. Ai vertici della Bcc restano comunque 7
esponenti della precedente gestione: nel Cda il presidente Schiro e il
vice Marassi, Gastaldello, Cestari e Mazzuccato, nel nuovo collegio
sindacale Andriotto e Tognolo. Ma come sarebbe maturato questo “buco” da
11 milioni? “Non c’è niente di vero – assicura Barin – Le sofferenze
oggi ci sono in tutte le banche. Se una ditta che è stata solida per 30
anni si trova in difficoltà, e si tenta di sorreggerla, è un reato? Io
dico che è un dovere morale». Circola pure la voce che tra le
beneficiarie dei finanziamenti vi fosse l’Immobiliare Barin di Solesino,
vicina al sindaco. «I miei conti con la banca sono tutti in ordine –
controbatte Barin – non ci sono sofferenze mie o di persone a me vicine:
sfido chiunque a dimostrare il contrario. È una campagna denigratoria
di cui qualcuno dovrà rispondere». (f.se.)
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