Fonte Il Mattino di Padova
di E. Sci.
6 luglio 2013
Sono stati accusati di sotterrare i rifiuti, invece di smaltirli, in
una delle isole più belle del Mediterraneo (Ponza); ma anche di
associazione a delinquere, ricettazione, traffico illecito di rifiuti,
abuso edilizio, inquinamento delle acque.
Si tratta di alcuni
membri del consiglio di amministrazione della De Vizia Transfer spa, una
società di igiene ambientale operativa nella raccolta e smaltimento dei
rifiuti speciali e pericolosi. Risultano proprietari Vincenzo De Vita e
Marisa Lombardi, mentre nel consiglio di amministrazione siedono i
figli Nicola De Vizia, Emilio De Vizia e Albina De Vizia. Nicola è stato
condannato dal tribunale di Treviso a 4 mesi per non aver fornito ai
lavoratori dell’azienda adeguate misure di prevenzione e sicurezza. La
ditta ha sede legale a Torino, quella amministrativa nella provincia di
Avellino e sedi operative anche in Veneto e, in particolare, nella Bassa
Padovana (nella foto uno scorcio del centro smaltimento). Dettaglio che
ha allarmato i parlamentari Alessandro Naccarato e Margherita Miotto,
entrambi del Partito Democratico. Così hanno presentato
un’interrogazione al Ministero dell’ambiente e al Ministero del lavoro e
delle politiche sociali. Anche i consiglieri regionali Piero Ruzzante e
Mauro Bortoli presenteranno analoga interrogazione in consiglio
regionale.
«Non c’è nessun automatismo tra i fatti accaduti in
altre province e Padova», precisa Naccarato, «ma la storia della De
Vizia impone maggiori controlli». Sul tavolo della discussione anche il
modo in cui questa società di Avellino sia entrata a gestire i rifiuti
nel padovano: «un soggetto già segnalato ripetutamente merita attenzione
pubblica ed allarme».
Deputati e consiglieri chiedono la “white list” con tanto di idoneità alla trasparenza.(e.sci.)
domenica 21 luglio 2013
Tares, battaglie sulle tariffe Sgravi per gli over 75 e disabili
Fonte La Nuova di Venezia
di FDG
29 giugno 2013
MIRANO. «Aumenti contenuti e molte agevolazioni, anche grazie ai cassonetti a calotta». Così il centrosinistra sulla Tares, ma in Consiglio è comunque battaglia per approvare il regolamento sulle tariffe. «La logica che chi produce più rifiuti deve pagare di più», spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello, «rischiava di andare a discapito delle famiglie numerose. Abbiamo scelto così di tutelare le utenze domestiche, per non incidere sulla quotidianità dei cittadini». Nel provvedimento sono contenuti sgravi per i nuclei familiari composti da una sola persona, anziani over-75 e disabili. «Abbiamo mantenuto l’aumento medio al +3,58% rispetto alla vecchia Tarsu: un risultato che si pone in contrasto rispetto alla tendenza nel resto del Paese e in cui va letta la volontà di essere sostegno per i cittadini e le attività produttive». La minoranza però non fa sconti. Per Marina Balleello (Pdl), Marco Marchiori (M5s) e Giampietro Saccon (Lega): «Non sono arrivate soluzioni innovative nella gestione dei rifiuti, né benefici ambientali ed economici a vantaggio dei miranesi». (f.d.g.)
di FDG
29 giugno 2013
MIRANO. «Aumenti contenuti e molte agevolazioni, anche grazie ai cassonetti a calotta». Così il centrosinistra sulla Tares, ma in Consiglio è comunque battaglia per approvare il regolamento sulle tariffe. «La logica che chi produce più rifiuti deve pagare di più», spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello, «rischiava di andare a discapito delle famiglie numerose. Abbiamo scelto così di tutelare le utenze domestiche, per non incidere sulla quotidianità dei cittadini». Nel provvedimento sono contenuti sgravi per i nuclei familiari composti da una sola persona, anziani over-75 e disabili. «Abbiamo mantenuto l’aumento medio al +3,58% rispetto alla vecchia Tarsu: un risultato che si pone in contrasto rispetto alla tendenza nel resto del Paese e in cui va letta la volontà di essere sostegno per i cittadini e le attività produttive». La minoranza però non fa sconti. Per Marina Balleello (Pdl), Marco Marchiori (M5s) e Giampietro Saccon (Lega): «Non sono arrivate soluzioni innovative nella gestione dei rifiuti, né benefici ambientali ed economici a vantaggio dei miranesi». (f.d.g.)
Tares, 980 famiglie pagheranno di meno
Fonte La Nuova di Venezia
di GP Del Gallo
19 luglio 2013
CINTO. Il Commissario Natalino Domenico Manno ha le tariffe Tares pronte. Dalla prossima settimana perciò le famiglie riceveranno la comunicazione di quanto dovranno pagare con la Tares, la nuova tariffa sui rifiuti che ingloba al suo interno anche altri servizi al cittadino. Delle 1337 famiglie cintesi, ben 980 pagheranno un importo inferiore a quello dello scorso anno, 210 nuclei famigliari avranno un aumento del 5%, mentre i 147 più “siori” avranno un aumento dal 6% fino al 25% sempre prendendo come base di calcolo, l'importo dello scorso anno ed i 0,30 cents/m2 obbligatori per legge. Ma il Commissario Natalino Manno, è intervenuto anche sugli importi dovuti dai 98 locali pubblici, approvando una riduzione in base alle categorie merceologiche ed alla superficie occupata, che arriverà al 45%. L'operato del Commissario Manno, forte di trascorse esperienze analoghe , non conosce incertezze: «Cinto è un piccolo comune che funziona e dove non ho riscontrato situazioni di particolari criticità», spiega il dottor Manno, «ma certo è che non bisognerà perdere i finanziamenti, perciò come Commissario sto portando a termine quei lavori che hanno ormai la copertura finanziaria come la pista ciclabile, oltre al già deliberato contributo di 800.000 euro per i comuni di confine». Manno ha poi notato qualche piccolo problema nel Bilancio «Quindi», ha detto, «mi vedrò costretto ad apportare alcune modifiche». «Verranno valorizzate tutte le associazioni di volontariato» spiega il Commissario, «e sul centro prelievi ho già alcuni nomi di infermieri disponibili con i quali il Comune potrà sottoscrivere una convenzione mentre per Casa di riposo la situazione è più complessa a causa di una vertenza legale».
di GP Del Gallo
19 luglio 2013
CINTO. Il Commissario Natalino Domenico Manno ha le tariffe Tares pronte. Dalla prossima settimana perciò le famiglie riceveranno la comunicazione di quanto dovranno pagare con la Tares, la nuova tariffa sui rifiuti che ingloba al suo interno anche altri servizi al cittadino. Delle 1337 famiglie cintesi, ben 980 pagheranno un importo inferiore a quello dello scorso anno, 210 nuclei famigliari avranno un aumento del 5%, mentre i 147 più “siori” avranno un aumento dal 6% fino al 25% sempre prendendo come base di calcolo, l'importo dello scorso anno ed i 0,30 cents/m2 obbligatori per legge. Ma il Commissario Natalino Manno, è intervenuto anche sugli importi dovuti dai 98 locali pubblici, approvando una riduzione in base alle categorie merceologiche ed alla superficie occupata, che arriverà al 45%. L'operato del Commissario Manno, forte di trascorse esperienze analoghe , non conosce incertezze: «Cinto è un piccolo comune che funziona e dove non ho riscontrato situazioni di particolari criticità», spiega il dottor Manno, «ma certo è che non bisognerà perdere i finanziamenti, perciò come Commissario sto portando a termine quei lavori che hanno ormai la copertura finanziaria come la pista ciclabile, oltre al già deliberato contributo di 800.000 euro per i comuni di confine». Manno ha poi notato qualche piccolo problema nel Bilancio «Quindi», ha detto, «mi vedrò costretto ad apportare alcune modifiche». «Verranno valorizzate tutte le associazioni di volontariato» spiega il Commissario, «e sul centro prelievi ho già alcuni nomi di infermieri disponibili con i quali il Comune potrà sottoscrivere una convenzione mentre per Casa di riposo la situazione è più complessa a causa di una vertenza legale».
Nuova Tares, pronte le tariffe Sgravi per un milione di euro - Venezia
Fonte La Nuova di Venezia
di Francesco Furlan
20 luglio 2013
Il percorso è ancora lungo, ma i paletti sono stati conficcati nel terreno. Ieri mattina la giunta ha approvato il piano tariffario della Tares (la nuova tariffa dei rifiuti) che ora dovrà passare l’esame delle commissioni prima di approdare, la settimana prossima, in consiglio comunale per il voto definitivo, dopo che lunedì è stato votato il piano finanziario da 96 milioni di euro. La ripartizione tariffaria della Tares ai tempi delle crisi prevede alcune novità, a partire da quel milione di euro che dovrebbero saltar fuori proprio dalla Tares e che invece metterà il Comune. Esentati dal pagamento della Tares saranno le famiglie in maggiore difficoltà economiche, le scuole paritarie, come era stato sollecitato da consiglieri come Cesare Campa e Renzo Scarpa, e le associazioni o le realtà impegnate nelle attività sociali. Tra le novità introdotte gli sgravi per i negozi di vicinato, anche a Mestre. Fino ad ora la riduzione, del 50%, valeva solo per i negozi di vicinato del centro storico, così da sostenere il piccolo commercio in una città come Venezia, mentre con la nuove tariffe Tares lo sconto sarà spalmato anche sui negozi mestrini, per cui sia in centro storico che a Mestre ci sarà una riduzione del 25%. Tra le altre novità che riguardano i commercianti anche la possibilità di ridurre la superficie del locale usata per il calcolo della tariffa qualora non si usassero tutti gli spazi. Un esempio: se una pizzeria ha una superficie di 100 metri quadrati ma, a causa della crisi, usa una sola sala da 50 metri quadrati, solo quest’ultima superficie verrà presa in considerazione ai fini del calcolo Tares. «Una possibilità già prevista per le attività stagionali» spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin «ma che abbiamo deciso di allargare a tutti i locali, considerato il periodo di crisi».
La giunta ha cercato di venire incontro ai titolari di quelle attività, come i campeggi e gli stabilimenti balneari, che rischiano di dover fare i conti, in base ai nuovi calcoli imposti dalla legge, con aumenti stellari della tariffa. Per cercare di ridurli, anche in questo caso, Ca’ Farsetti ha pensato di ridurre la superficie presa in considerazione ai fini del calcolo. «Abbiamo lavorato per ridurre le superfici di calcolo del 30% eliminando quelle aree che effettivamente non possono essere considerati produttrici di rifiuti come, nei campeggi, i vialetti interni per spostarsi tra le piazzole», spiega il vicesindaco e assessore al Bilancio, Sandro Simionato, che aggiunge: «Per ciò che riguarda le famiglie, secondo i nostri calcoli, mediamente non ci saranno aumenti rispetto al passato».
di Francesco Furlan
20 luglio 2013
Il percorso è ancora lungo, ma i paletti sono stati conficcati nel terreno. Ieri mattina la giunta ha approvato il piano tariffario della Tares (la nuova tariffa dei rifiuti) che ora dovrà passare l’esame delle commissioni prima di approdare, la settimana prossima, in consiglio comunale per il voto definitivo, dopo che lunedì è stato votato il piano finanziario da 96 milioni di euro. La ripartizione tariffaria della Tares ai tempi delle crisi prevede alcune novità, a partire da quel milione di euro che dovrebbero saltar fuori proprio dalla Tares e che invece metterà il Comune. Esentati dal pagamento della Tares saranno le famiglie in maggiore difficoltà economiche, le scuole paritarie, come era stato sollecitato da consiglieri come Cesare Campa e Renzo Scarpa, e le associazioni o le realtà impegnate nelle attività sociali. Tra le novità introdotte gli sgravi per i negozi di vicinato, anche a Mestre. Fino ad ora la riduzione, del 50%, valeva solo per i negozi di vicinato del centro storico, così da sostenere il piccolo commercio in una città come Venezia, mentre con la nuove tariffe Tares lo sconto sarà spalmato anche sui negozi mestrini, per cui sia in centro storico che a Mestre ci sarà una riduzione del 25%. Tra le altre novità che riguardano i commercianti anche la possibilità di ridurre la superficie del locale usata per il calcolo della tariffa qualora non si usassero tutti gli spazi. Un esempio: se una pizzeria ha una superficie di 100 metri quadrati ma, a causa della crisi, usa una sola sala da 50 metri quadrati, solo quest’ultima superficie verrà presa in considerazione ai fini del calcolo Tares. «Una possibilità già prevista per le attività stagionali» spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin «ma che abbiamo deciso di allargare a tutti i locali, considerato il periodo di crisi».
La giunta ha cercato di venire incontro ai titolari di quelle attività, come i campeggi e gli stabilimenti balneari, che rischiano di dover fare i conti, in base ai nuovi calcoli imposti dalla legge, con aumenti stellari della tariffa. Per cercare di ridurli, anche in questo caso, Ca’ Farsetti ha pensato di ridurre la superficie presa in considerazione ai fini del calcolo. «Abbiamo lavorato per ridurre le superfici di calcolo del 30% eliminando quelle aree che effettivamente non possono essere considerati produttrici di rifiuti come, nei campeggi, i vialetti interni per spostarsi tra le piazzole», spiega il vicesindaco e assessore al Bilancio, Sandro Simionato, che aggiunge: «Per ciò che riguarda le famiglie, secondo i nostri calcoli, mediamente non ci saranno aumenti rispetto al passato».
Brugine - Parchi, alle 23 «tutti a casa»
Fonte Il Mattino di Padova
di Martina Maniero
12 luglio 2013
BRUGINE. Stazionare sì. Ma al massimo fino alle 23. E possibilmente senza far troppo baccano. Scatta il “coprifuoco” notturno nei parchi e nei giardini pubblici di Brugine.
A stabilirlo l’amministrazione municipale, in forza di un avviso che è stato affisso all’ingresso delle aree verdi comunali.
D’ora in avanti urla e schiamazzi non saranno più tollerati. Specie poi se in zona residenziale.
Dalle ore 22, nei parchi pubblici, non saranno più ammesse «attività rumorose di qualunque genere», si legge nell’avviso, e dalle 23 tutti a casa, perché scatta addirittura il «divieto di sosta».
Protestano i giovani del posto, per regole che definiscono «assurde» e che tolgono loro un luogo di ritrovo nelle calde serate d’estate, costringendoli «ingiustamente» a «frequentare bar o locali a pagamento» pur di poter tirar tardi la sera in compagnia.
Ma i divieti non finiscono qui. Alcuni di questi diktat, secondo i ragazzi, sarebbero stati superati dalla normativa nazionale (come l’obbligo di condurre il cane al guinzaglio e con la museruola).
Altri (quelli che regolano l’utilizzo di scivoli e altalene) risulterebbero addirittura in contrasto con la situazione attuale, che in molti parchi del capoluogo vede i giochi per bambini abbandonati al degrado.
Al momento, comunque, per i trasgressori non è prevista alcuna sanzione. Non si tratta infatti di un’ordinanza sindacale.
Il primo cittadino di Brugine, Davide Zanetti, trentatreenne, ne fa prima di tutto una questione di educazione. «I cartelli» ha spiegato «sono stati affissi dopo le segnalazioni giunte dai cittadini di diverse zone, ma sempre nei pressi di aree verdi, i quali lamentavano di non poter riposare a causa dei continui schiamazzi di alcuni gruppetti di ragazzi, anche in giorni feriali e ben dopo la mezzanotte».
«La buona educazione», prosegue il sindaco Zanetti,«ci insegna che la libertà di ognuno di ritrovarsi e passare qualche ora in compagnia è tale e va rispettata, finché non va a ledere la libertà di altri che, passata la mezzanotte, pretendono di poter riposare dopo una giornata di lavoro».
«Purtroppo», sottolinea Zanetti, «essendo venuta a mancare l’educazione, siamo stati costretti ad affiggere questi cartelli, con l’intento di risvegliare il buon senso civico di ognuno. Va ribadito che chi continuerà ad utilizzare le aree pubbliche educatamente e senza arrecare problemi ad altri, potrà tranquillamente continuare a farlo, godendosi un po’ di rifrigerio».
di Martina Maniero
12 luglio 2013
BRUGINE. Stazionare sì. Ma al massimo fino alle 23. E possibilmente senza far troppo baccano. Scatta il “coprifuoco” notturno nei parchi e nei giardini pubblici di Brugine.
A stabilirlo l’amministrazione municipale, in forza di un avviso che è stato affisso all’ingresso delle aree verdi comunali.
D’ora in avanti urla e schiamazzi non saranno più tollerati. Specie poi se in zona residenziale.
Dalle ore 22, nei parchi pubblici, non saranno più ammesse «attività rumorose di qualunque genere», si legge nell’avviso, e dalle 23 tutti a casa, perché scatta addirittura il «divieto di sosta».
Protestano i giovani del posto, per regole che definiscono «assurde» e che tolgono loro un luogo di ritrovo nelle calde serate d’estate, costringendoli «ingiustamente» a «frequentare bar o locali a pagamento» pur di poter tirar tardi la sera in compagnia.
Ma i divieti non finiscono qui. Alcuni di questi diktat, secondo i ragazzi, sarebbero stati superati dalla normativa nazionale (come l’obbligo di condurre il cane al guinzaglio e con la museruola).
Altri (quelli che regolano l’utilizzo di scivoli e altalene) risulterebbero addirittura in contrasto con la situazione attuale, che in molti parchi del capoluogo vede i giochi per bambini abbandonati al degrado.
Al momento, comunque, per i trasgressori non è prevista alcuna sanzione. Non si tratta infatti di un’ordinanza sindacale.
Il primo cittadino di Brugine, Davide Zanetti, trentatreenne, ne fa prima di tutto una questione di educazione. «I cartelli» ha spiegato «sono stati affissi dopo le segnalazioni giunte dai cittadini di diverse zone, ma sempre nei pressi di aree verdi, i quali lamentavano di non poter riposare a causa dei continui schiamazzi di alcuni gruppetti di ragazzi, anche in giorni feriali e ben dopo la mezzanotte».
«La buona educazione», prosegue il sindaco Zanetti,«ci insegna che la libertà di ognuno di ritrovarsi e passare qualche ora in compagnia è tale e va rispettata, finché non va a ledere la libertà di altri che, passata la mezzanotte, pretendono di poter riposare dopo una giornata di lavoro».
«Purtroppo», sottolinea Zanetti, «essendo venuta a mancare l’educazione, siamo stati costretti ad affiggere questi cartelli, con l’intento di risvegliare il buon senso civico di ognuno. Va ribadito che chi continuerà ad utilizzare le aree pubbliche educatamente e senza arrecare problemi ad altri, potrà tranquillamente continuare a farlo, godendosi un po’ di rifrigerio».
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Scarica rifiuti prima del concerto ma viene filmato
Fonte Il Mattino di Padova
di Paola Pilotto
14 luglio 2013
PIAZZOLA SUL BRENTA. Scarico abusivo di rifiuti in zona industriale durante il concerto di Mark Knofler. Ignoti hanno approfittato della confusione concentrata in Piazza Camerini per il festival, per eludere la vigilanza è abbandonare immondizie davanti alle fabbriche. Non è la prima volta che capita, immancabilmente quasi ogni mese c’è chi di notte pensa di sbarazzarsi dei rifiuti tra i capannoni dell’area di via Fermi. Stavolta però l’azione è stata ripresa in pieno dalle telecamere ed è al vaglio della Polizia locale dell’Unione dei Comuni Padova Nordovest per risalire ai responsabili. L’episodio è accaduto verso le 21 di venerdì sera, poco prima che l’ex chitarrista dei Dire Street salisse sul palco dell’anfiteatro Camerini. Attorno all’area concerti c’erano vigili, carabinieri e protezione civile per controllare l’afflusso dei 10.000 spettatori. Dall’altra parte della città, il silenzio più totale faceva eco al frastuono del festival. Un Fiat Ducato bianco, immortalato un’ora prima a far la ricognizione della zona industriale, è giunto indisturbato e con la massima tranquillità di fronte alla B.Elettra Srl, di via Olivetti 8. È uscito un uomo e ha svuotato il furgone contenente diversi sacchi di calcinacci e un mobile vecchio. Ieri mattina i titolari hanno scoperto la discarica, per l’ennesima volta. «Oramai non ne possiamo più» sbotta Filippo dell’azienda di impianti elettrici «Di tanto in tanto ci ritroviamo queste discariche davanti alle aziende. Stavolta però siamo riusciti a riprenderli con la telecamera esterna. Abbiamo visto tutto e fatto denuncia alla polizia locale. Lunedì consegniamo anche i filmati per risalire alla targa, che dovrebbe vedersi bene. E chissà che almeno una volta venga beccato il responsabile». Di fronte alla notizia, il sindaco Renato Marcon ha espresso massima soddisfazione per la collaborazione con le forze dell’ordine: «Con la quantità e qualità di servizi porta a porta, è inconcepibile che ci sia ancora chi abbandona rifiuti in giro».
di Paola Pilotto
14 luglio 2013
PIAZZOLA SUL BRENTA. Scarico abusivo di rifiuti in zona industriale durante il concerto di Mark Knofler. Ignoti hanno approfittato della confusione concentrata in Piazza Camerini per il festival, per eludere la vigilanza è abbandonare immondizie davanti alle fabbriche. Non è la prima volta che capita, immancabilmente quasi ogni mese c’è chi di notte pensa di sbarazzarsi dei rifiuti tra i capannoni dell’area di via Fermi. Stavolta però l’azione è stata ripresa in pieno dalle telecamere ed è al vaglio della Polizia locale dell’Unione dei Comuni Padova Nordovest per risalire ai responsabili. L’episodio è accaduto verso le 21 di venerdì sera, poco prima che l’ex chitarrista dei Dire Street salisse sul palco dell’anfiteatro Camerini. Attorno all’area concerti c’erano vigili, carabinieri e protezione civile per controllare l’afflusso dei 10.000 spettatori. Dall’altra parte della città, il silenzio più totale faceva eco al frastuono del festival. Un Fiat Ducato bianco, immortalato un’ora prima a far la ricognizione della zona industriale, è giunto indisturbato e con la massima tranquillità di fronte alla B.Elettra Srl, di via Olivetti 8. È uscito un uomo e ha svuotato il furgone contenente diversi sacchi di calcinacci e un mobile vecchio. Ieri mattina i titolari hanno scoperto la discarica, per l’ennesima volta. «Oramai non ne possiamo più» sbotta Filippo dell’azienda di impianti elettrici «Di tanto in tanto ci ritroviamo queste discariche davanti alle aziende. Stavolta però siamo riusciti a riprenderli con la telecamera esterna. Abbiamo visto tutto e fatto denuncia alla polizia locale. Lunedì consegniamo anche i filmati per risalire alla targa, che dovrebbe vedersi bene. E chissà che almeno una volta venga beccato il responsabile». Di fronte alla notizia, il sindaco Renato Marcon ha espresso massima soddisfazione per la collaborazione con le forze dell’ordine: «Con la quantità e qualità di servizi porta a porta, è inconcepibile che ci sia ancora chi abbandona rifiuti in giro».
Mai più raccolta dell’umido anche il sabato mattina
Fonte Il Mattino di Padova
di Nicola Cesaro
13 luglio 2013
ESTE. Arriva l’estate, il caldo si fa più stringente e l’umido in casa disturba più del solito. Quest’anno, però, a differenza dell’anno scorso, il sabato mattina nessun operatore passa a raccogliere l’umido. Già a inizio del 2013, infatti, le raccolte settimanali della frazione umida ad Este sono scese da tre a due: si mette fuori l’umido il lunedì e il giovedì e non più anche il sabato. La scelta, concordata da Comune e Bacino Padova Tre, comincia a suscitare i primi malumori, visto che con l’arrivo dell’estate aumenta anche il disagio nell’avere i rifiuti di questo tipo in casa. La problematica è stata segnalata anche nell’ultimo Consiglio comunale da Sergio Gobbo (Pdl). Il sindaco Giancarlo Piva ha spiegato il perché di questa piccola rivoluzione: «È stato necessario intervenire sulla spesa relativa al servizio di asporto rifiuti. Come amministratori abbiamo l’obbligo di rendere il servizio economicamente efficiente. Raccogliere l’umido il sabato era una spesa inutile: il terzo giorno di raccolta, il sabato appunto, ha statisticamente visto raccogliere ogni volta solo il 30% di quanto raccolto in uno qualsiasi degli altri due giorni». Tempo, personale e risorse sprecate, dunque. Chiude Piva: «Eravamo peraltro l’unico Comune a garantire tre raccolte settimanali. Ci siamo semplicemente adeguati alle abitudini, pur soddisfacenti, dei territori limitrofi». (n.c.)
di Nicola Cesaro
13 luglio 2013
ESTE. Arriva l’estate, il caldo si fa più stringente e l’umido in casa disturba più del solito. Quest’anno, però, a differenza dell’anno scorso, il sabato mattina nessun operatore passa a raccogliere l’umido. Già a inizio del 2013, infatti, le raccolte settimanali della frazione umida ad Este sono scese da tre a due: si mette fuori l’umido il lunedì e il giovedì e non più anche il sabato. La scelta, concordata da Comune e Bacino Padova Tre, comincia a suscitare i primi malumori, visto che con l’arrivo dell’estate aumenta anche il disagio nell’avere i rifiuti di questo tipo in casa. La problematica è stata segnalata anche nell’ultimo Consiglio comunale da Sergio Gobbo (Pdl). Il sindaco Giancarlo Piva ha spiegato il perché di questa piccola rivoluzione: «È stato necessario intervenire sulla spesa relativa al servizio di asporto rifiuti. Come amministratori abbiamo l’obbligo di rendere il servizio economicamente efficiente. Raccogliere l’umido il sabato era una spesa inutile: il terzo giorno di raccolta, il sabato appunto, ha statisticamente visto raccogliere ogni volta solo il 30% di quanto raccolto in uno qualsiasi degli altri due giorni». Tempo, personale e risorse sprecate, dunque. Chiude Piva: «Eravamo peraltro l’unico Comune a garantire tre raccolte settimanali. Ci siamo semplicemente adeguati alle abitudini, pur soddisfacenti, dei territori limitrofi». (n.c.)
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