Fonte Il Mattino di Padova
di Francesca Segato
9 febbraio 2012
MONSELICE Un'ondata di nuove antenne in arrivo. E' l'allarme lanciato
dal consigliere della Nuova Monselice, Francesco Miazzi, che ha chiesto
lumi agli uffici comunali, dopo le proteste dei residenti di via
Granzette di Schiavonia che si sono visti sbucare un ripetitore davanti a
casa. «Ci sono ben cinque nuove richieste avanzate dalle varie
compagnie telefoniche – svela Miazzi – tutte protocollate tra fine
luglio e fine ottobre 2011, che l’ufficio tecnico non ha minimamente
contrastato, lasciando che passassero i termini del silenzio-assenso».
Per l'antenna di Schiavonia, la richiesta della Telecom di istallare un
palo poligonale alto 33 metri, risale al 29 luglio scorso. «E pur
avendone facoltà, l’Ufficio tecnico non ha nemmeno risposto, non ha
minimamente tentato di fermare questo procedimento – contesta Miazzi –. E
non ha mosso un dito, nemmeno dopo la DIA avanzata dalla Vodafone che
preannunciava l’installazione delle sue parabole sempre nel traliccio
che Telecom aveva chiesto di costruire». Eppure, per Miazzi si potevano
far valere due incongruenze: la fascia di rispetto stradale e la
distanza dal metanodotto esistente. Di qui la richiesta al sindaco di
emettere un'ordinanza di sospensione lavori: richiesta che avanzeranno,
giovedì sera, i residenti riuniti in comitato, che saranno ricevuti dal
primo cittadino. La mappa delle nuove antenne segna però anche altri tre
nuovi siti. Uno è in via Trentino, dove la Ericcson ha chiesto di
installare una nuova stazione radiobase, nei dintorni del Centro
Riciclo, dove ci sono pure diverse case. Anche qui l’Istanza di
Autorizzazione è stata presentata il 28 ottobre ed anche in questo caso
sono già scaduti i termini dei 90 giorni stabiliti per il
silenzio-assenso. Anche la Vodafone ha presentato una richiesta, per
aggiungere altre parabole sul traliccio della stazione radiobase di via
Puglia. E infine H3G ha chiesto di piazzare nuove parabole sul traliccio
presente nella stazione ferroviaria. In tutti i casi, il
silenzio-assenso è decorso, senza nessun segno di opposizione da parte
del Comune.
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