lunedì 27 giugno 2011

Traffico di rifiuti tossici: 7 a giudizio

Fonte il Mattino di Padova

NOVENTA. Tutti a giudizio. Così ha deciso l'altro giorno Maria Rosaria Minutolo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia, nei confronti degli amministratori della Ecolando di Sant'Angelo di Piove, della Rossato Fortunato srl di Pianiga e della Cal srl di Fossò. Tutte e tre le aziende sono coinvolte in un traffico di rifiuti pericolosi e tossici.  La prima udienza del processo si terrà a Dolo il 22 settembre. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Giorgio Gava, titolare dell'inchiesta che aveva fatto finire nei guai i sette amministratori accusati di aver riutilizzato il legno delle vecchie traversine della ferrovia per palizzate da giardino e mobili vari invece di smaltirle.  In Tribunale a Dolo compariranno dunque Loris Candian (45 anni, di Noventa Padovana), titolare della «Cal», Sandro Rossato (58, padovano), titolare della «Rossato», Michele Bernardi (43, Mirano) e Roberto Scantamburlo (44, Martellago), dirigenti della Rossato, Tiziano e Nicola Lando (rispettivamente 60 e 34 anni, Campolongo Maggiore) titolari della «EcoLando» ed Enrico Rossato (35 anni, Fossò).  L'indagine per traffico di rifiuti pericolosi e tossici risale a sei anni fa, quando tre degli indagati erano finiti anche in manette. Secondo l'accusa, avevano adottato un sistema ingegnoso per riciclare tonellate e tonnellate di materiale che avrebbero dovuto smaltire. In particolare, com'era emerso nel corso delle indagini, invece di eliminare nei regolari impianti le vecchie traversine della ferrovia riutilizzavano l'ingente quantità di legno per realizzare palizzate da giardino e mobili di vario genere. Le vecchie traversine, impregnate di una sostanza altamente cancerogena, il creosoto, venivano triturate e riutilizzate.  Secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Gava sarebbero stati ben tre milioni solo tra il 2001 e il 2003, e un altro milione e mezzo nei tre anni successivi, i chili di legno impregnato di creosoto (un distillato dal petrolio) finiti nei giardini e nelle case di mezza Italia anziché in discariche attrezzate, o distrutti in base a procedimenti controllati.  A scoprirlo erano stati gli investigatori del Corpo forestale dello Stato e della Guardia di finanza di Mestre dopo mesi di indagini e intercettazioni. Le traversine provenivano sia dalla revisione della vicina linea ferroviaria Venezia-Padova, sulla quale in quegli anni si stavano svolgendo i lavori per l'alta velocità, sia da altre linee. Le nuove acquisizioni scientifiche sul creosoto, la sostanza con la quale veniva impregnate le traversine per farle durare di più evitando che marcissero, avevano consigliato di considerarle rifiuti pericolosi e quindi con uno speciale trattamento per smaltirle. Da anni la Rossato di Pianiga aveva l'appalto per smaltirle, ma gli investigatori avevano scoperto che non seguiva i protocolli previsti dalla normativa sui rifiuti pericolosi. Per tutto il 2003 e il 2004 le traversine venivano riciclate come palizzate e, mescolate con altri tipo di legname, triturate e usate per i pannelli truciolari venduti poi ai mobilifici.  Il magistrato, nelle scorse udienze, aveva accolto la costituzione di parte civile della Provincia di Venezia e del comune di Sant'Angelo, rappresentate dai legali Elio Zaffalon e Luca Partesotti, respingendo invece quella presentata a sua volta da Legambiente, che voleva farlo per ovviare a quella che è stata definita l'inerzia di altri quattro Comuni.
24 aprile 2011

Nessun commento:

Posta un commento