Fonte Il Mattino di Padova
PADOVA. «Chi sta tanto al cellulare ha più del doppio della possibilità di ammalarsi di tumori benigni o maligni alla testa». A dirlo è uno studio padovano, guidato dal professor Angelo Levis. Il 74enne professore emerito, già direttore del dipartimento di Biologia dell'ateneo patavino dal 1978 al 1993, mette in guardia chi usa telefonini o cordless senza utilizzare l'auricolare. «Da un decennio circa il dibattito è aperto: da un lato c'è chi paventa i rischi, dall'altro chi dà conclusioni tutto sommato rassicuranti - spiega Levis, pioniere degli studi sull'elettromagnetismo - la verità è che il rischio più che raddoppia, soprattutto se si comincia ad usare il cellulare prima dei 20 anni».
Il professor Levis anticipa così i risultati di un lavoro che sta per essere pubblicato sull'«Environmental Health», una delle riviste di settore più autorevoli. Uno studio nel quale Padova fa la parte del leone: oltre a Levis c'è Spiridione Garbisa, ordinario di Istologia e esperto di cancerogenesi, e Nadia Minicucci, che fa parte dell'istituto di Neuroscienze del Cnr.
Con loro anche due professori di altre città: Valerio Gennaro, epidemiologo dell'istituto tumori di Genova e Paolo Ricci, responsabile dell'osservatorio epidemiologico di Mantova. C'è anche un precedente nelle aule di tribunale: nel dicembre 2009 c'è stata a Brescia la prima sentenza che riconosceva la «malattia professionale» a Innocenzo Marcolini, 57 anni, colpito da tumore al nervo trigemino a causa, secondo i giudici, della troppa esposizione al cellulare. Un pronunciamento che fa da punto di partenza per tutti quelli che vorranno intentare una causa simile: perito di parte era proprio Levis, che contribuì a dimostrare il nesso causale.
Ecco la sintesi della ricerca, per chi sta «lungamente attaccato al cellulare o al cordless raddoppia il rischio di ammalarsi di tumori benigni o maligni al cervello, ai nervi cranici (in particolare quello acustico), alle ghiandole salivari (la parotide soprattutto)». Levis e il suo gruppo ricordano quindi l'importanza delle misure cautelari: un auricolare può salvare la vita, soprattutto per bambini e adolescenti. Levis non risparmia frecciate. «Abbiamo trovato 18 errori metodologici negli studi che sembrano rassicurare sulla questione, e anche per l'organizzazione mondiale della Sanità non è facile esprimersi, forse per i grandi interessi economici che girano attorno alla delicata questione». A Padova poi c'è anche l'Apple, presieduta dall'architetto Laura Masiero, che si occupa di andare nelle scuole a fare formazione sulle problematiche dell'elettrosmog da molti anni, grazie anche al contributo del Comune di Padova. A parlare con i ragazzi vanno anche i ricercatori dell'università di Padova, per far capire loro l'importanza della non sottovalutazione del problema: si può risolvere con un auricolare, non è difficile.
10 giugno 2011
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