lunedì 27 giugno 2011

Il telefonino raddoppia il rischio di tumori

Fonte Il Mattino di Padova

PADOVA. «Chi sta tanto al cellulare ha più del doppio della possibilità di ammalarsi di tumori benigni o maligni alla testa». A dirlo è uno studio padovano, guidato dal professor Angelo Levis. Il 74enne professore emerito, già direttore del dipartimento di Biologia dell'ateneo patavino dal 1978 al 1993, mette in guardia chi usa telefonini o cordless senza utilizzare l'auricolare. «Da un decennio circa il dibattito è aperto: da un lato c'è chi paventa i rischi, dall'altro chi dà conclusioni tutto sommato rassicuranti - spiega Levis, pioniere degli studi sull'elettromagnetismo - la verità è che il rischio più che raddoppia, soprattutto se si comincia ad usare il cellulare prima dei 20 anni».

Il professor Levis anticipa così i risultati di un lavoro che sta per essere pubblicato sull'«Environmental Health», una delle riviste di settore più autorevoli. Uno studio nel quale Padova fa la parte del leone: oltre a Levis c'è Spiridione Garbisa, ordinario di Istologia e esperto di cancerogenesi, e Nadia Minicucci, che fa parte dell'istituto di Neuroscienze del Cnr.

Con loro anche due professori di altre città: Valerio Gennaro, epidemiologo dell'istituto tumori di Genova e Paolo Ricci, responsabile dell'osservatorio epidemiologico di Mantova. C'è anche un precedente nelle aule di tribunale: nel dicembre 2009 c'è stata a Brescia la prima sentenza che riconosceva la «malattia professionale» a Innocenzo Marcolini, 57 anni, colpito da tumore al nervo trigemino a causa, secondo i giudici, della troppa esposizione al cellulare. Un pronunciamento che fa da punto di partenza per tutti quelli che vorranno intentare una causa simile: perito di parte era proprio Levis, che contribuì a dimostrare il nesso causale.

Ecco la sintesi della ricerca, per chi sta «lungamente attaccato al cellulare o al cordless raddoppia il rischio di ammalarsi di tumori benigni o maligni al cervello, ai nervi cranici (in particolare quello acustico), alle ghiandole salivari (la parotide soprattutto)». Levis e il suo gruppo ricordano quindi l'importanza delle misure cautelari: un auricolare può salvare la vita, soprattutto per bambini e adolescenti. Levis non risparmia frecciate. «Abbiamo trovato 18 errori metodologici negli studi che sembrano rassicurare sulla questione, e anche per l'organizzazione mondiale della Sanità non è facile esprimersi, forse per i grandi interessi economici che girano attorno alla delicata questione». A Padova poi c'è anche l'Apple, presieduta dall'architetto Laura Masiero, che si occupa di andare nelle scuole a fare formazione sulle problematiche dell'elettrosmog da molti anni, grazie anche al contributo del Comune di Padova. A parlare con i ragazzi vanno anche i ricercatori dell'università di Padova, per far capire loro l'importanza della non sottovalutazione del problema: si può risolvere con un auricolare, non è difficile.
10 giugno 2011

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