domenica 15 maggio 2011

«Inceneritore, lo Iov non monitora»

Fonte Il Mattino di padova
di Simone Varrotto

CAMIN. «Ufficialmente si dimostra che l'inceneritore di Padova è esclusivamente uno strumento di business che risponde a logiche di mercato. E' bene che i cittadini lo ricordino, soprattutto adesso che parte la differenziata spinta proprio tra Camin, Terranegra e San Lazzaro». Da assessore comunale alla Partecipazione e al Decentramento, e prima ancora da consigliere provinciale tra le più combattive, Silvia Clai (IdV) «prende atto» delle dichiarazioni del sindaco Flavio Zanonato e dell'amministratore delegato di Acegas-Aps Cesare Pillon per una riflessione sul caso dei rifiuti importati da Salerno per essere bruciati nel termovalorizzatore di San Lazzaro.  Per l'assessore Clai è solo «un primo passo» che si intensificherà con l'estensione della differenziata spinta lanciata in questi giorni dal Comune. «Effettivamente è tutto legale, perché il contesto politico consente certe dinamiche - osserva Silvia Clai -. Pillon ha detto chiaramente che le tonnellate di rifiuti che non fornisce il Padovano le trovano sul mercato. Almeno così sgombra il campo da ogni dubbio. Non è un caso se il Piano provinciale dei rifiuti non è ancora pronto: finché rimarranno aperte la discarica di Campodarsego e quella di Ponte San Nicolò, che tra l'altro è di Acegas-Aps, si dovrà sostenere la capacità dell'impianto con materiale da fuori regione».  Un flusso inevitabile che potrebbe non finire nemmeno quando si deciderà di chiudere le discariche e la differenziata porta a porta avviata nel Quartiere 3 sarà estesa ad altre zone della città. Fino al vero e proprio paradosso. «Più saremo bravi a fare il conferimento differenziato dei rifiuti e più saremo portati ad importarne per bruciarli, in modo da sostenere economicamente l'impianto - teorizza Silvia Clai -. Secondo questa logica i criteri ambientali e la salute dei cittadini purtroppo passano in secondo piano».  Infine, una considerazione dell'assessore Clai sulle emissioni dell'impianto e i rischi per la cittadinanza. «Fino a 10 anni fa l'Istituto Oncologico del Veneto effettuava la mappatura dei tumori e della loro incidenza sul territorio provinciale, ora non più - conclude Clai - è un assenza che potrebbe far nascere qualche retropensiero».
5 maggio 2011

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