domenica 15 maggio 2011

Rifiuti, incubo «Sistri»

 Fonte Il Mattino di Padova

VENEZIA. A partire dal 1 giugno entrerà in vigore il sistema elettronico di controllo di tracciabilità dei rifiuti denominato «Sistri». «Per moltissimi imprenditori, che da tempo conoscono le insidie celate in questo ennesimo caso di eccesso di burocrazia, la data del 1 giugno rischia di aprire le porte ad un vero e proprio incubo», a segnalare le preoccupazione degli imprenditori veneti è Alessandro Banzato delegato all'Ambiente e all'Energia di Confindustria Veneto per il quale «il sistema di controllo Sistri, introdotto dal Ministero dell'Ambiente ancora a dicembre 2009, pur con l'intento di attuare l'indirizzo comunitario in materia di rifiuti pericolosi, in realtà è andato ben oltre, includendo negli obblighi anche i rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività industriali e artigianali o da attività di recupero e smaltimento con più di dieci dipendenti. Non solo, ma l'informatizzazione del sistema, estesa pertanto a tutte le categorie dei rifiuti speciali e a tutte le aziende, presenta enormi criticità».  Per le imprese si tratta di «un autentico caso di mala burocrazia» con vere trappole sul piano penale. Ecco il motivo della fortissima preoccupazione di Confindustria Veneto, che in una riunione svoltasi con la Regione Veneto, ha chiesto ed ottenuto dall'Assessore Maurizio Conte il supporto per presentare il caso Sistri anche in sede di conferenza Stato Regioni. La stessa Lega, per altro, ha presentato di recente a Camera e Senato un disegno di legge in cui si chiede una immediata proroga di un anno all'esecutività del provvedimento. Confindustria, per l'11 maggio, ha organizzato un'iniziativa denominata Sistri «clik day», alla quale tutte le imprese sono invitate a collegarsi all'apposito sito ministeriale per una sorta di prova generale del sistema, tesa a dimostrare la difficoltà di funzionamento dell'intero impianto. «L'invito, rivolto a tutte le imprese aderenti alle organizzazioni imprenditoriali, dell'industria, dell'artigianato e del commercio - prosegue Banzato - è di partecipare in massa a questa simulazione, per dimostrare che ad una volontà degli operatori di adempiere all'ennesimo fardello burocratico, non corrisponde nemmeno il corretto funzionamento del sistema che è stato ideato». «Ci devono poi spiegare in quale altro Paese moderno ad un mancato adempimento di un procedimento amministrativo non consegue una sanzione amministrativa, ma una responsabilità penale».
5 maggio 2011

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