Fonte Il Mattino di Padova
di Enrico Ferro
Su mandato dell'assessore provinciale Fecchio l'Arpav accerta l'arrivo dalla Campania di "rifiuti speciali non pericolosi" dal 23 marzo al 15 aprile. L'assessore regionale Conte: "Non lo sapevamo". Quello comunale Zan: " Mi sarei aspettato che AcegasAps ci informasse". Il sindaco di Salerno riconosce il trasporto e precisa "con costi assurdi"
PADOVA. Alla fine sono arrivati. Oltre 2 mila tonnellate di rifiuti dalla Campania sono stati conferiti all'inceneritore di San Lazzaro. Ora è ufficiale. Lo dice un verbale dell'Arpav, dopo un sopralluogo richiesto dall'ente Provincia sulla base delle segnalazioni giunte dai cittadini e dai comitati ambientalisti. Dunque, nonostante il presidente della giunta regionale, Luca Zaia, avesse più volte respinto l'ipotesi, i rifiuti campani in Veneto sono arrivati eccome.
Tutto è cominciato con le lamentele dei militanti di Comitato per Roncajette, Ambiente Padova Est e Lasciateci Respirare, che avevano notato un flusso giornaliero di camion con targa campana scaricare rifiuti nell'inceneritore di San Lazzaro. La Provincia ha preso in carico le segnalazioni e il 15 aprile scorso ha eseguito un sopralluogo, certificando che dal 23 marzo al 15 aprile sono arrivati all'inceneritore di Padova 2.106 tonnellate di rifiuti provenienti dalla ditta Ecoambiente di Salerno. Tanto per dare un'idea, l'impianto padovano ha una capacità potenziale nominale complessiva di 600 tonnellate al giorno di rifiuti.
«Quelli conferiti, secondo la documentazione pervenuta, sono rifiuti speciali non pericolosi con codice CER 19.12.12 provenienti dalla selezione e tritovagliatura di rifiuti solidi urbani - spiega l'assessore provinciale all'Ambiente, Mauro Fecchio - Alla Provincia, proprio per la classificazione del rifiuto, non era stata data alcuna comunicazione. Esiste, tuttavia, una circolare del ministero dell'Ambiente che potrebbe considerare come urbani anche questo tipo di rifiuti in quanto provenienti da selezione. In base a questa circolare, verranno chiesti alla Regione chiarimenti riguardanti la loro corretta classificazione».
Tecnicamente i rifiuti classificati come "urbani" devono circolare solo all'interno della regione di provenienza. La deroga è concepita solo in presenza di un accordo tra Regioni. Ma non sembra questo il caso.
Maurizio Conte, assessore regionale all'Ambiente, cade dalle nuvole: «Noi non abbiamo dato alcuna autorizzazione - si affretta a sottolineare - io non avevo indicazioni in merito. Ora faremo una verifica. Non vorrei che avessero usato un escamotage per trattare nell'impianto rifiuti urbani, mascherandoli da rifiuti speciali. Certo è che non ne sapevo nulla».
«La Regione ha concesso l'Aia (autorizzazione integrata ambientale) - spiega l'assessore comunale Alessandro Zan - autorizzando così l'impianto a smaltire rifiuti speciali non pericolosi. Quindi la stessa Regione si deve assumere la responsabilità di quanto deciso. Per quanto riguarda AcegasAps, mi sarei aspettato di essere informato del fatto, visto che sono assessore all'Ambiente e visto che i rapporti da tempo si basano sulla correttezza reciproca».
A questo punto è prevedibile che le tonnellate di rifiuti giunte a Padova lascino una scia di polemiche. Soprattutto perché ieri, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha ammesso candidamente di «conferire i rifiuti a Padova con costi assurdi».
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