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domenica 17 luglio 2011

Pillon: «Una lobby "governa" i rifiuti» - ACEGAS/APS L’ad sull’inceneritore: «Investiti 100 milioni e non ci arriva materiale da bruciare»

Fonte Il Gazzettino
di Marco Giacon
12 luglio 2011

Ora non è più solo la parola di un tecnico, ora c’è anche quella dell’amministratore delegato nonché vicepresidente di AcegasAps, Cesare Pillon che ieri ha espresso tutta la sua preoccupazione e la sua rabbia per una situazione a dir poco "incresciosa". «Abbiamo investito 100 milioni di euro, soldi pubblici dei cittadini dei comuni di Padova e Trieste per fare nascere un termovalorizzatore che desse l’autosufficienza allo smaltimento nel territorio di Padova. Ebbene non ci arrivano i rifiuti che dovremmo avere perchè le discariche sono ancora aperte, anzi, alcune aumentano la capienza. Ho dei sospetti che la lobby delle discariche si stia muovendo contrariamente agli indirizzi di legge che obbligano alla loro chiusura. Noi siamo nati proprio su questo dettato, contenuto nel piano provinciale dei rifiuti del 29 novembre 2004 e nella delibera regionale 59 del novembre dello stesso anno. Di più: siamo stati autorizzati dalla Regione il 21 dicembre del 2009 ad aprire l’impianto. E un inceneritore non si apre se non c’è pianificazione. Si apre solo se quell’inceneritore avrà i rifiuti. Ora sono proprio curioso di vedere che cosa conterrà il nuovo piamo provinciale dei rifiuti in elaborazione. Perché se le discariche non chiudono ma si ampliano c’è da andare in tribunale».
Piccolo riassunto. L’inceneritore ha una capacità giornalierà di 600 tonnellate, esattamente quelle che produce l’intera provincia. Invece ne brucia 350 e le altre deve "trovarle" in giro per la Regione. Questo perché i rifiuti dell’Alta padovana, Bacino 1, non gli sono mai arrivati, anche se doveva riceverli. E non gli arriveranno visto che la discarica di Campodarsego non chiuderà.
«Posso dire che l’azienda farà tutto ciò che le è possibile per il conferimento corretto dei rifiuti» dichiara Pillon. «Comunque è un problema molto ampio. Basti pensare che il bacino Treviso 1 vorrebbe portarci i propri rifiuti, fatto che diminuirebbe per loro di molto la tariffa a cui oggi li smaltiscono, levando un problema a noi, ma le due Province non si mettono d’accordo».

martedì 12 luglio 2011

«Decidiamo se l’inceneritore è business»

Fonte il Gazzettino
10 luglio 2011

LEGA AL CONTRATTACCO Marcato: «La sinistra e il Comune devono chiarire»
«Ma insomma, dev’essere sempre tutto colpa della Provincia?» Il vicepresidente Roberto Marcato, Lega Nord, che già ne ha di suo visto che domani ci sarà un summit tra Pdl e Lega per decidere sul futuro dell’amministrazione, stavolta sul tema dei rifiuti se la prende con il Comune. «A sinistra ragionano come se loro non c’entrassero mai in niente. Ma non siamo mica noi i proprietari dell’inceneritore del S. Lazzaro, semmai lo è il Comune. Allora l’assessore Silvia Clai dell’IOdv che per cinque anni quando era all’opposizione in Provincia ha chiesto che venisse chiusa la prima linea, faccia lo stesso con il sindaco. E la stessa cosa faccia anche l’assessore all’Ambiente, Alessandro Zan di Sinistra Ecologià Libertà. Si prende il coraggio di dire allo stesso tempo che bisogna chiudere le discariche e ridimensionare l’inceneritore. Ma allora i rifiuti dove li mettiamo?».
Un fatto è certo. «Padova con l’inceneritore ha raggiunto l’autosufficienza nello smaltimento. Ora la politica, noi tutti, dobbiamo interrogarci. Questo impianto serve solo per noi oppure può diventare un business servendo anche altre zone della regione? Perchè se decidiamo questo allora possono andare bene sia le tre linee che le discariche. Ma conferire nell’inceneritore costa di più. Come fare per mantenere inalterata la qualità del servizio nel Bacino Padova 1, quello di Campodarsego, se la discarica dovesse chiudere? Sono domande che dobbiamo porci. La Provincia risponderà con il suo piano e la Regione con il proprio, ma chiedo che anche l’amministrazione di Padova ce lo dica una buona volta. Anche il Comune deve esporsi su questa vicenda. Perché è vero che l’impianto ha una autorizzazione regionale per tre linee ma la scelta se usarle o meno spetta ai proprietari».

Per bruciare i rifiuti

Fonte il Gazzettino
di Mauro Giacon
10 luglio 2011

Sembra facile. Chiudere le discariche e portare tutto nell’inceneritore. Ma c’è un piccolo particolare. Scaricare tutto in un buco sottoterra costa meno che portare il rifiuto a bruciare. «Dunque capisco AcegasAps quando dice che l’investimento va remunerato, ma bisogna che lo spieghi anche a Etra, che gestisce la discarica di Campodarsego. Dunque se AcegasAps vuole quei rifiuti dev’essere disposta ad andare incontro a Etra che altrimenti dovrebbe, per portarglieli, aumentare le sue tariffe». È Mauro Fecchio che parla, l’assessore provinciale incaricato di redarre il Piano provinciale dei rifiuti. «Guardi le discariche in provincia sono tre. Quella regionale di S. Urbano che serve per le emergenze. Ma è destinata ad esaurirsi verso il 2017-18. Quella di Campodarsego nella quale Etra vuole conferire altri 100mila metri cubi di spazzature prima di chiuderla, quindi entro qualche anno, e quella della Sesa di este che invece ha chiesto al vecchio consiglio provinciale un ampliamento di 400mila metri cubi». Quest’ultimo sembra francamente una enormità. «Ma mpiuttosto che far partire un camion da Castelbado per farlo scaricare nell’inceneritore meglio così» dice Fecchio con il suo solito spirito pratico. «Per quanto riguarda il Bacino Padova 4 quello della bassa padovana è ipotizzabile portare con poca spesa tutto nel forno. Dunque la situazione va verso un progressivo spostamento dell’equilibrio verso l’inceneritore, ma qualche discarica aperta serve, se non altro per metterci dentro gli scarti prodotti dal forno». Ma il vero problema è un altro. Ci dovrebbe essere un Ato unico che unisca i quattro bacini sotto l’ègida della Provincia. Siccome ancora i poteri non ce li abbiamo ho chiesto ai quattro bacini di ritrovarsi e di mettere a punto una politica armonizzata delle tariffe, perchè è questo il vero nodo che frena il conferimento dei rifiuti nell’inceneritore. Solo così potremmo dare un senso alla nostra autosufficienza nel campo dello smaltimento».