sabato 3 marzo 2012

Este e Baone continuano la battaglia

Fonte Il Mattino di Padova
2 marzo 2012

Il Consiglio di Stato ha deciso: il revamping è pienamente legittimo. Mercoledì l'alto organo giurisdizionale ha ribaltato la sentenza del Tar Veneto che aveva definito incompatibile il progetto di ristrutturazione del cementificio Italcementi. Secondo il Consiglio di Stato, il revamping altro non è che «un generale rinnovamento degli impianti con conseguenti miglioramenti dell'impatto ambientale e delle emissioni». Sempre a detta del supremo organo giudiziario amministrativo, la convenzione tra Italcementi, Parco e Comune di Monselice (quella che di fatto sanciva la via della ristrutturazione dell'impianto) era pienamente legittima.
La partita è dunque chiusa? Sotto il profilo giudiziario, restano in piedi in realtà altri due ricorsi, entrambi portati avanti dai Comuni di Este e Baone. Sono gli ultimi “baluardi” legali alla battaglia contro la ristrutturazione di Italcementi. Il primo è stato presentato al Tar contro la delibera della Provincia di Padova che ha autorizzato il revamping, il secondo al Consiglio di Stato (dopo che il Tar lo ha respinto) per contestare l'esclusione di Este e Baone dalla convenzione a tre tra cementificio, Parco e Monselice. «Ed è su quest'ultimo punto che noi facciamo ancora affidamento – conferma Francesco Corso, sindaco di Baone – La risposta del Consiglio di Stato non ha alcun riflesso su questo ricorso. Crediamo di poter vincere e di poter essere ammessi tra gli attori della convenzione. Ricordo che il cementificio è a 450 metri dai confini di Baone. E' insensato non chiedere il nostro parere». C'è però un rischio, a rigor di logica e di sensibilità: che, anche se ammessi, il Comune di Este e Baone restino una minoranza rispetto agli altri tre enti. «La convenzione poggia su un presupposto – risponde il sindaco di Este, Giancarlo Piva – e cioè che tutti gli attori hanno pari dignità e pari dignità hanno le istanze che ciascuno porta». «E la conferma arriva dall'atteggiamento del Comune di Monselice – continua Corso – che non si è minimamente opposto al nostro ricorso. Sarebbe cosa buona che anche Italcementi riconoscesse la dignità delle nostre due municipalità. Deve essere chiara una cosa: non ci sentiamo marginali». Diversa la situazione per il ricorso al Tar sulla delibera provinciale, che inevitabilmente verrà condizionata dall'epilogo giudiziario degli ultimi giorni: «Abbiamo dato mandato ai nostri legali di studiare quanto espresso dal Consiglio di Stato e di valutare se tecnicamente questo potrà avere effetti negativi sul Tar – confermano i due sindaci – In ogni caso non ritireremo il nostro ricorso, vada come vada». In generale, tuttavia, Piva e Corso incassano il colpo “sportivamente”: «Siamo sempre stati garantisti e non possiamo che rispettare una sentenza del genere. E' evidente che una parte, non la nostra, ha ottenuto la ragione. Detto questo, siamo estremamente amareggiati dall'esito della consultazione. E' evidente che il progetto revamping ha creato una frattura nella società, e che questa parte si è vista “espropriare” una parte di territorio e di futuro».

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