domenica 8 gennaio 2012

Controlli sui trasgressori della raccolta differenziata

Fonte Il Mattino di Padova
di Cristina Salvato
5 gennaio 2012

CADONEGHE
Se la differenziazione dell’umido non migliorerà in qualità, non è escluso che Cadoneghe passi per questo servizio al sistema di raccolta porta a porta. In questo modo sarà facile controllare i sacchetti con il materiale e punire i trasgressori. Questa la proposta che l’assessore all’Ambiente, Michele Schiavo, sta valutando insieme ad Etra, visto che dentro ai bidoncini dell’umido ci finisce davvero di tutto e non si riesce ad individuare i colpevoli.
«Rispetto al 2010, quando il 13 per cento dell’umido era inutilizzabile perché conteneva scarti diversi, adesso siamo scesi all’8 per cento – spiega l’assessore Schiavo –. Ma è ancora una percentuale troppo alta, che vanifica la raccolta differenziata e la produzione di compost, ma che a lungo andare Etra ci farà pagare aumentando la tariffa per tutto il lavoro di ripulitura della frazione umida che deve venire fatto».
I residenti di Cadoneghe, quindi, sono avvertiti: se entro giugno non diventeranno più disciplinati e dentro ai bidoncini verdi non impareranno a gettare solo scarti da cucina, si potrebbe passare al porta a porta per l’umido, senza costi aggiuntivi e con la possibilità di controllare chi trasgredisce.
Cadoneghe ha un sistema a isole ecologiche, per cui i cittadini devono portare i rifiuti nei punti di raccolta. L’umido va conferito invece in bidoncini verdi che sono sparsi nel territorio. Con questo sistema, però, diventa difficile controllare cosa viene gettato dentro ai bidoni e se la differenzazione è corretta. E succede così che dentro all’umido finisce di tutto, dalle bottiglie ai cartoni, dalle lattine al secco indifferenziato.
Ma arriveranno i controlli anche per quei cinquecento e passa cittadini che in questi anni non hanno mai usato la tessera magnetica che apre il press container dove gettare il secco.
«Stiamo controllando tutte le tessere che risultano ferme – annuncia Schiavo – e dalle prime 800 famiglie che sembrava non avessero mai usato il press container, siamo scesi a 560. Alcune tessere si è visto che erano rotte, alcuni cittadini non risiedevano più ma i dati non erano aggiornati, qualcuno era stato ricoverato in ospedale per mesi e così via. Ma ci sono comunque alcune centinaia di persone che il secco non lo hanno mai gettato via. Verificheremo caso per caso e, per i trasgressori, scatteranno le sanzioni».



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