Fonte Il Mattino di Padova
di Cristina Salvato
5 gennaio 2012
CADONEGHE
Se la differenziazione dell’umido non migliorerà in qualità,
non è escluso che Cadoneghe passi per questo servizio al sistema di
raccolta porta a porta. In questo modo sarà facile controllare i
sacchetti con il materiale e punire i trasgressori. Questa la proposta
che l’assessore all’Ambiente, Michele Schiavo, sta valutando insieme ad
Etra, visto che dentro ai bidoncini dell’umido ci finisce davvero di
tutto e non si riesce ad individuare i colpevoli.
«Rispetto al 2010, quando il 13 per cento dell’umido era
inutilizzabile perché conteneva scarti diversi, adesso siamo scesi all’8
per cento – spiega l’assessore Schiavo –. Ma è ancora una percentuale
troppo alta, che vanifica la raccolta differenziata e la produzione di
compost, ma che a lungo andare Etra ci farà pagare aumentando la tariffa
per tutto il lavoro di ripulitura della frazione umida che deve venire
fatto».
I residenti di Cadoneghe, quindi, sono avvertiti: se entro
giugno non diventeranno più disciplinati e dentro ai bidoncini verdi non
impareranno a gettare solo scarti da cucina, si potrebbe passare al
porta a porta per l’umido, senza costi aggiuntivi e con la possibilità
di controllare chi trasgredisce.
Cadoneghe ha un sistema a isole ecologiche, per cui i
cittadini devono portare i rifiuti nei punti di raccolta. L’umido va
conferito invece in bidoncini verdi che sono sparsi nel territorio. Con
questo sistema, però, diventa difficile controllare cosa viene gettato
dentro ai bidoni e se la differenzazione è corretta. E succede così che
dentro all’umido finisce di tutto, dalle bottiglie ai cartoni, dalle
lattine al secco indifferenziato.
Ma arriveranno i controlli anche per quei cinquecento e passa
cittadini che in questi anni non hanno mai usato la tessera magnetica
che apre il press container dove gettare il secco.
«Stiamo controllando tutte le tessere che risultano ferme –
annuncia Schiavo – e dalle prime 800 famiglie che sembrava non avessero
mai usato il press container, siamo scesi a 560. Alcune tessere si è
visto che erano rotte, alcuni cittadini non risiedevano più ma i dati
non erano aggiornati, qualcuno era stato ricoverato in ospedale per mesi
e così via. Ma ci sono comunque alcune centinaia di persone che il
secco non lo hanno mai gettato via. Verificheremo caso per caso e, per i
trasgressori, scatteranno le sanzioni».
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