Ma non è affatto facile, anche rovistando tra torsoli e fondi di caffè, trovare segni di riconoscimento che permettano di individuare con certezza i «proprietari» dell’immondizia che affolla i bidoni subbianesi. Estratti conto, lettere, scontrini del bancomat, tutto serve a individuare i «colpevoli». Ora ai controllori si sostituisce un occhio più attento. Un occhio tecnologico. A Subbiano, infatti, ci si prepara a mettere una telecamera sopra ogni cassonetto: un nuovo concetto di videosorveglianza, non più al servizio della sicurezza, ma dell’igiene urbana. Quaranta sono i contenitori di Centro Servizi Ambiente nel territorio del comune bassocasentinese, quaranta saranno le telecamere che la giunta ha intenzione di installare al più presto. Tutto servirà a inchiodare i trasgressori: la targa dell’auto, una fugace immagine del volto di chi getta la busta, altri segni distintivi che in due paesi di appena seimila anime tutti conoscono a menadito. Ma sarà soprattutto l’effetto deterrente a dare una mano a chi vuol tenere Subbiano più pulita e abbassare le tariffe dello smaltimento rifiuti. Sindaco Maggini, la sua crociata contro la spazzatura d’importazione non si ferma. «Devo dire che l’attenzione del giornale ha già dato i suoi effetti: nel giro di qualche giorno certe situazioni ormai al limite sono notevolmente migliorate. Ci sono cassonetti che erano davvero stracolmi: adesso sono quasi vuoti. Da non credere».
Segno che la linea dura fa i primi effetti?
«Sì, ma non ci fermiamo ai primi risultati positivi. Ci sono zone periferiche del comune come Poggio d’Acona, Castelnuovo e i paraggi del supermercato Sma che erano diventate davvero ingestibili. Ora, lentamente, si sta tornando alla normalità».
Adesso avanti tutta con le telecamere...
«La giunta ha già dato il via libera al progetto e ci siamo incontrati con alcune aziende che si occupano di servizi di videosorveglianza. Faremo partire in tempi brevissimi la procedura amministrativa e chiederemo tutte le autorizzazioni del caso alla prefettura. I tempi non sono ancora prevedibili, ma mi auguro che tutto sia pronto al più presto».
Prima i controlli dentro i sacchetti, adesso addirittura il Grande Fratello della spazzatura. Ma non le sembra di esagerare?
«Ma nemmeno per sogno. Sa quanto è costato in più alla comunità subbianese l’aumento esponenziale dei rifiuti registrato nell’ultimo anno? Glielo dico io: oltre 150 mila euro».
Sì, però anche il sistema delle telecamere avrà un suo costo...
«Dobbiamo ancora calcolarlo con precisione ma posso dirle che ogni telecamera potrà costare all’incirca 150 euro, installazione inclusa. Con l’aumento di costi che abbiamo registrato in un solo anno ce n’entrano addirittura mille di telecamere. Come vede non c’è paragone...».
Fonte
federico.dascoli@lanazione.net
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