lunedì 25 marzo 2013

Este, argine sul Frassine trasformato in una discarica abusiva

Fonte il Mattino di Padova
di N. Cesaro
25 Marzo 2013

ESTE. Copertoni, flaconi di detersivo, rovinacci e polistirolo, ma anche un frigorifero e resti di una bicicletta. L’argine del Frassine diventa una discarica abusiva a cielo aperto. A segnalarla è stato un residente lungo via Argine Destro Brancaglia, la strada che costeggia il Frassine e collega la Sr 10 a Rivadolmo. Un percorso che segue il fiume e lungo il quale capita spesso e volentieri di notare spazzatura abbandonata.
Lungo la scarpata opposta all’argine, dove scorre un altro piccolo canaletto, sono stati scaricati sacchi di materiale inerte (polistirolo, plastiche, pietre e muratura), contenitori di plastica, cartoni e imballaggi, copertoni, cassette di plastica, fascine di rami secchi, pure una ruota di bicicletta e un frigorifero. A ripulire l’area sono arrivati gli operatori del bacino Padova Tre, che hanno lavorato dalle 6.30 fino alle 11. In qualche modo si cercherà di risalire a chi ha gettato i rifiuti.
Il fenomeno dei rifiuti abbandonati, «negli ultimi anni, è stato quasi annullato» confermano dal bacino. «Merito del senso di responsabilità dei cittadini, anche se è vero che abbiamo messo in campo iniziative di sensibilizzazione e di supporto operativo alla tutela dell'ambiente». Come il progetto “Città Pulita 2.0”, il servizio che permette di segnalare i rifiuti abbandonati attraverso il web: «Il progetto ha avuto un successo quasi inaspettato perché ci ha permesso di ridurre il tempo in cui i rifiuti restano a terra. Attualmente le segnalazioni sono quasi 250, su una decina stanno intervenendo oggi i nostri operatori. Il Comune più “segnalato” è Monselice. Nei casi di rifiuti non ingombranti, riusciamo a bonificare nel giro di 1-2 giorni dal momento in cui arriva la segnalazione web».

giovedì 14 marzo 2013

Per mille contribuenti il verde diventa un lusso

Fonte Il Mattino di Padova
di G. Andreoli
13 marzo 2013

VIGONZA. Batosta sul servizio di raccolta a domicilio del rifiuto verde e delle ramaglie. Dal 15 marzo il costo annuo del bidone da 240 litri raddoppia passando da circa 34 euro a 70,52, imposte incluse, con addebito in bolletta.
Ben pochi degli oltre mille utenti ne sono a conoscenza, perché la lettera del Comune con la notizia dell’aumento è arrivata solo in poche case. Fra coloro che l’hanno ricevuta c’è la famiglia Maniero di Peraga.
«Mi ha irritato il fatto che la lettera sia stata inserita in una busta che riporta la semplice dicitura “Informazioni importanti sul servizio di raccolta rifiuti” senza nessun altro avviso», dichiara la signora Maniero, «e pure il fatto che l’aumento, davvero spropositato, sia annunciato con soli 3 giorni di anticipo. Se si vuole disdire il servizio, come farlo con tempi così stretti? Darò il via a una raccolta di firme di protesta».
Ieri mattina, la donna è andata in Comune a chiedere la delibera dell’aumento. «Mi hanno detto che non c’è nessuna delibera», assicura.
«La decisione è dell’amministrazione comunale di Vigonza, che ha preferito applicare l’aumento sui servizi individuali», spiega il presidente di Etra Stefano Svegliado.
«Nessun aumento sulla bolletta dei rifiuti, l’unica modifica riguarda il costo per la raccolta porta a porta del verde, erogato a pagamento solo a chi ha aderito. Raccolta che viene effettuata ogni 15 giorni da dicembre a febbraio e una volta alla settimana da marzo a novembre. Una decisione che abbiamo preso per riportare a equità il costo del bidone del verde, che era piuttosto basso», precisa l’assessore all’Ambiente Alberto Rizzo. «Grazie anche a questo adeguamento non ci sarà l’aumento Istat sulle bollette dei rifiuti». Incasso previsto: circa 40 mila euro.
È possibile rinunciare al bidone riconsegnandolo allo sportello Etra. «Ma stiamo attenti», dichiara il capogruppo di opposizione Giuseppe Zanon, «a disincentivare si corre il rischio di tornare alla brutta abitudine di bruciare le ramaglie. Meglio sarebbe munirsi di un proprio trituratore». Chi non ha il bidone ha però delle alternative: il rifiuto verde può essere conferito al centro di raccolta su presentazione della tessera personale, il conferimento è gratuito fino a 10 mc all’anno; oltre questa quantità il costo è di 17,25 euro al mc. addebitati in bolletta.
Per conferimenti occasionali (non oltre 3 volte l’anno) è invece garantito un servizio su chiamata al numero verde di Etra (800247842) 48 ore prima del giorno di raccolta. Per un sacco alla volta il servizio è gratuito, da 2 a 10 sacchi vengono addebitati 5,75 euro a chiamata, oltre 10 sacchi bisogna chiedere un preventivo. A questo punto ognuno può fare le proprie valutazioni.

sabato 2 marzo 2013

Il primo candidato a sindaco di Solesino è un omosessuale

 Fonte Il mattino di Padova
01 marzo 2013
di F. Segato
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/03/02/news/il-primo-candidato-a-sindaco-di-solesino-e-un-omosessuale-1.6624977

SOLESINO. Il suo è già un volto noto, a livello locale e non solo. Perché, quando scoppiò lo scandalo del video omofobo di Zanon e Pedrina, candidati di Fratelli d’Italia, Matteo Pegoraro, 27 anni, di Solesino, rispose insieme al compagno Nicolò Moscardi con un contro-video. Cliccatissimo (oltre 8500 visualizzazioni su Youtube), sferzante e tenero al tempo stesso, per ribadire la normalità dell’amore tra un ragazzo e un ragazzo. A poche settimane dal “coming out”, Matteo Pegoraro torna ora a far parlare di sé: è infatti il primo candidato per le elezioni comunali di Solesino. E anche il primo nella storia del paese a essere dichiaratamente omosessuale. A sostenerlo, come ha anticipato lui stesso su Facebook, la civica “Solesino in movimento”.
«Siamo un gruppo di ragazzi e ragazze uniti dal desiderio di dare un volto nuovo a Solesino, indipendenti da maggioranza e opposizione uscenti» racconta «Con la prematura scomparsa del sindaco Walter Barin, si è aperto l’interrogativo su chi potesse portare avanti il suo percorso e nel contempo dare nuova linfa al paese, dal punto di vista ambientale, culturale e dell’urbanistica, con un occhio di riguardo in particolare per i cittadini colpiti dalla crisi. Abbiamo valutato insieme alcune idee forti per il rilancio del paese e deciso di metterci in gioco». 27 anni ad aprile, originario di Solesino, per la precisione della Pisana, Matteo è al secondo anno della facoltà di Giurisprudenza, iscritto a Firenze. In precedenza ha lavorato a Firenze per i Servizi sociali ed è stato per un breve periodo assistente parlamentare di Donatella Poretti, radicale eletta nel Pd in Toscana. Ha girato l’Europa con l’associazione per i diritti umani "EveryOne" e poi ha rimesso radici a Solesino, dove ora collabora con l’associazione di difesa consumatori Tutor iuris. Sul suo personale credo politico, non si sbilancia: «Non mi sento rappresentato da un partito. A livello di valori, da omosessuale sono sempre stato per l’uguaglianza dei diritti, al di là delle etichette. Grillo? Molte idee sono condivisibili, a partire da ambiente e partecipazione, ma a Solesino volevamo una lista civica, indipendente anche dalla certificazione 5 stelle, per cercare di rappresentare tutti».
Dopo il suo video su Youtube, Matteo ha ricevuto centinaia di commenti di vicinanza, anche dal paese. Come pensa che reagirà, ora, Solesino, all’idea di un candidato sindaco gay? «L’impatto ci sarà, c’è nelle grosse città, figuriamoci in un paese di provincia» non si nasconde Matteo. «Mi auguro che la gente mi conosca per quello che sono, senza bisogno di esaltare nulla. Sono una persona omosessuale che ha un compagno, una famiglia e mi butto in politica come potrebbe farlo qualsiasi altra persona».