Fonte: Il Gazzettino
Martedì 18 Gennaio 2011, Nessun colpevole, almeno così ritiene la Procura. Il pubblico ministero Orietta Canova ha concluso le indagini su 102 militari malati, dei quali 37 deceduti, dopo anni di servizio alla base aeronautica del monte Venda. Linfomi e tumori ai polmoni provocati dalla prolungata esposizione all'amianto della galleria e al gas radon sprigionato dalle viscere dei colli Euganei. Secondo il magistrato che ha condotto le indagini, confrontato perizie e analisi degli esperti, non è possibile individuare un colpevole per la morte dei sottufficiali che dagli anni '70 hanno prestato servizio al 1. ROC. I 55 faldoni dell'inchiesta, che testimoniano la mole di ricerche svolte sia dalla procura militare che da quella ordinaria, sono ora a disposizione del giudice per le indagini preliminari che, in un'udienza fissata per fine marzo, deciderà se chiudere il caso o accogliere l’opposizione all'archiviazione già presentata dai legali che tutelano i congiunti delle vittime. Sì, perchè non è facile per le 102 famiglie accettare che non ci sia un responsabile, che nessuno debba pagare per queste morti. Eppure i risultati in mano al pm Canova appaiono chiari e profondamente motivati. Per quanto riguarda i decessi per asbesto, ovvero per inalazione di particelle di amianto di cui la galleria sotterranea della base era rivestita, è dimostrato che al tempo non c'era una normativa sull'adozione di «contromisure» per non farsi contaminare. Per quanto riguarda il radon, gas naturale e altamente tossico di cui il Venda è risultato essere un «bacino naturale», il problema è la quantificazione di sostanza inalata. Sia nel primo che nel secondo caso chi era «responsabile» dalla struttura all'epoca delle contaminazioni, gli ufficiali dell'esercito e i dirigenti del ministero della Difesa, non potevano essere a conoscenza dei risultati a lungo termine dell'esposizione agli elementi tossici. Perizie, analisi, ricerche. Due armadi pieni di numeri, cifre, termini tecnici. Per i familiari però si tratta solo di carte, che non rendono giustizia alle loro lacrime.
Nessun commento:
Posta un commento