Fonte Il Mattino di Padova
di Nicola Cesaro
12 maggio 2012
MONSELICE. «Una sentenza che demolisce i procedimenti di
autorizzazione del revamping». Usano queste parole Giancarlo Piva e
Francesco Corso, sindaci di Este e di Baone, nell’annunciare il
pronunciamento del Tar Veneto sul ricorso dei due Comuni contro il
progetto di revamping di Italcementi. Ieri il tribunale amministrativo
veneto ha infatti pubblicato la sentenza 651/2012 che accoglie il
ricorso del Comune di Baone (la 652, quella che dovrebbe accogliere
anche il ricorso di Este, non è stata ancora pubblicata ma dovrebbe
avere lo stesso esito) e che annulla clamorosamente due documenti
fondamentali per la realizzazione del revamping. Il cui iter, di fatto,
subisce un nuovo pesante stop.
La sentenza. La sentenza del Tar annulla l'autorizzazione
paesaggistica rilasciata dal Parco Colli il 13 dicembre 2010 e la
delibera 316 della giunta della Provincia di Padova, approvata il 29
dicembre 2010 e che dava giudizio di compatibilità ambientale per il
progetto. Contestualmente, il tribunale ha condannato il Parco Colli al
pagamento delle spese processuali (per un totale di 4 mila euro) a
favore dei ricorrenti. Non solo. Il Tar chiede la trasmissione della
sentenza alla Procura di Padova, «ai fini di della verifica se
l’illegittimo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata abbia
comportato la commissione di reati, in specie di abuso d’ufficio».
Le motivazioni. Il Tar sottolinea innanzi tutto che la sentenza
del Consiglio di Stato numero 1185/2012 (quella che aveva rigettato il
ricorso proposto da cittadini e comitati contro gli atti che hanno
autorizzato il revamping) non influenza il giudizio di cui si sta
trattando, visto che i ricorsi sono proposti da parti distinte (comitati
prima e Comuni adesso). Venendo al tema vero e proprio, «il collegio
osserva che il progetto autorizzato si pone in contrasto con le norme di
tutela del Piano Ambientale» si legge nel dispositivo del Tar, che
ricorda come «il primo comma dell’articolo 19 del Piano stabilisce che
le cementerie non possono essere ubicate all’interno del perimetro del
Parco».
Il tribunale sottolinea inoltre come interventi del genere non
possano essere avviati solo «sulla base dell’avvenuta stipula delle
convenzioni». Viene poi evidenziato un paradosso: «Con l’autorizzazione
paesaggistica si afferma che l’intervento autorizzato è incompatibile
con la tutela del paesaggio, ma diventa compatibile se la durata del
ciclo produttivo conseguente all’intervento viene limitata a 28 anni».
Che tradotto e semplificato vuol dire: perché un intervento diventa
incompatibile tra 28 anni e non da subito?
Il Parco. Il tribunale va giù pesante sul Parco Colli. Secondo
il Tar, il presidente dell’ente Chiara Matteazzi (ora non più in carica,
ndr) nel rilasciare l’autorizzazione ha «adottato una
determinazione in contrasto col parere della Commissione Tecnica.
Doveva, prima della firma dell’atto, riproporre la questione alla
commissione per fare conoscere le motivazioni da lei adottate», come
previsto dal regolamento dell’ente. Il Tar va oltre e condanna anche un
altro aspetto: il milione di euro promesso da Italcementi per far
approvare il revamping: «La convenzione prevede che Italcementi versi
all’ente Parco, per interventi di interesse pubblico volti al
miglioramento di aree compromesse nonché alla messa in sicurezza di
fronti collinari, la somma di un milione di euro. Si tratta di una cifra
cospicua, non imposta da disposizioni di legge» e ancora «Si pone
conseguentemente il dubbio che la somma costituisca un motivo di
persuasione, affinché il presidente del Parco procedesse al rilascio
dell’autorizzazione paesaggistica anche a costo di rilasciare
un’autorizzazione illegittima». Da qui il vizio di eccesso di potere e
la trasmissione degli atti alla Procura. Il Tar bacchetta anche la
Soprintendenza, rea di non aver espresso alcun parere concreto sul
revamping. «Ora ci aspettiamo che il Parco Colli ritorni al di sopra
delle parti e che giochi questa partita senza indossare la maglia
dell’Italcementi», è l’auspicio di Piva e Corso.
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