Fonte Il Mattino di Padova
di Cristina Genesin
11 maggio 2012
MONSELICE. C’è già un’inchiesta aperta sul progetto di revamping,
l’ammodernamento dell’impianto Italcementi di Monselice che prevede
l’abbattimento di tre forni e la costruzione di un unico altoforno di 89
metri. È sul tavolo del pubblico ministero padovano Federica
Baccaglini (al momento il fascicolo è senza indagati): ne consegue che a
lei, probabilmente, finiranno gli atti trasmessi in procura dal Tar
del Veneto con la sentenza dell’altro ieri che ha stoppato l’iter del
progetto, bocciando i due fondamentali provvedimenti autorizzativi del
revamping, l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Parco Colli il
13 dicembre 2010 e la delibera 316 della giunta della Provincia di
Padova del 29 dicembre 2010.
A far decollare l’inchiesta era stato un esposto presentato il
26 dicembre 2011 dal comitato “E noi?”, assistito dall’avvocato Maria
Pia Rizzo che, a questo punto, già preannuncia di depositare a giorni
una memoria «per portare a conoscenza del pm Baccaglini questi ultimi
provvedimenti giudiziari».
«La sentenza del Tar che ha accolto il ricorso del Comune di
Baone ci dà pienamente ragione e fa i nostri stessi rilievi» sottolinea
l’avvocato Rizzo, «Non solo sostiene che il revamping è in contrasto con
le norme di tutela del Piano ambientale e di quello Paesaggistico. Ma
aggiunge che il progetto di revamping è stato adottato in violazione
delle norme di tutela ambientale del Parco Colli, è stato disposto in
mancanza di un progetto unitario fra i Comuni coinvolti come previsto
dalla legge regionale e, in più, con il parere negativo della
Commissione tecnica del Parco».
Il legale rileva che il Comitato aveva denunciato «una serie di
violazioni procedimentali attraverso le quali si è arrivati
all’adozione del revamping. Quindi prendo atto con soddisfazione della
pronuncia del Tar che ha rimesso gli atti alla procura per valutare
eventuali reati, in particolare l’abuso d’ufficio. È quanto era stato
richiesto anche dal comitato “E noi?”» commenta, «Con l’esposto abbiamo
sollecitato la verifica della correttezza e della liceità di tutto
l’iter procedimentale destinato a dare il via al revamping che non è una
modernizzazione dell’esistente, ma un vero e proprio nuovo progetto».
Un progetto simile è stato fatto dall’Italcementi negli Stati Uniti a
Martinsburg in West Virginia.
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